Parola di Ellen.
Di cosa parliamo quando parliamo
di Economia Circolare

Di cosa parliamo, quando parliamo di economia circolare?

La comprensione degli obiettivi, dei benefici e della vera natura di quella che è molto di più di una rivoluzione economica, passa attraverso snodi che poche frasi possono aiutarci a inquadrare senza difficoltà.

Una filosofia che, in questi anni, è passata spesso attraverso le parole di Ellen MacArthur, presidentessa della fondazione che porta il suo nome e che ha come primo obiettivo quello di accelerare la transizione da un’economia lineare verso – appunto – il modello circolare.

Secondo Nietzsche, “Tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si cammina” ma la possibilità di una strategia economica nella quale niente viene sprecato ma tutto viene recuperato, trasformato e riutilizzato, colpisce questa energica 40enne inglese in mare aperto, durante la sua seconda circumnavigazione del globo in solitaria.

Da lì, la ‘Ellen MacArthur Foundation’ diventa la concretizzazione di questa idea. Dichiarando di voler “Sostenere le persone creative e le istituzioni impegnate a costruire un mondo più giusto, verde, e pacifico”, sovvenziona più di 50 no-profit in tutto il mondo e finanzia, con circa 225 milioni di dollari all’anno, non solo progetti di economia circolare ma anche laboratori didattici (con il progetto Re-Design) e borse di studio nel campo dell’arte, dei media digitali, dell’apprendimento e in favore della giustizia minorile.

In questi anni, la popolarità della ormai ex velista è costantemente cresciuta, facendo di lei la portavoce di un nuovo modo di intendere la produttività. Tra interviste, conferenze e dibattiti, Ellen MacArthur ci consegna un preciso inventario di spunti ed esempi per rendere concretamente sostenibile il nostro impatto sul Pianeta.

 

UN MONDO DALLE RISORSE FINITE:

“Quando navighi in giro per il mondo in barca prendi con te tutto il necessario, visto che devi restare in mare per tre mesi, prendi tutto prima di partire perché non puoi fermarti, non puoi comprare altro cibo o carburante. Per cui devi gestire tutto ciò che hai fino all’ultima goccia di diesel e all’ultimo pacco di cibo. È allora che ti rendi davvero conto di quanto sono limitate le risorse. Sono scesa dalla barca al traguardo e mi sono resa conto che la nostra economia globale non è tanto diversa”.

 

UN FLUSSO CONTINUO:

“Nell’economia circolare, fin dall’inizio si pensa a scindere: si concepisce un qualcosa affinché questo possa essere ricostruito, perché faccia parte di un flusso”.

 

ENERGIA E PRODUTTIVITÀ:

“Si considera l’intero sistema piuttosto che soltanto l’elemento energetico. L’idea è concepire il prodotto per riciclarlo, fabbricarlo di nuovo in futuro”.

 

UN’ECONOMIA CHE SI AUTORIGENERA:

“In un’economia circolare, i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera“.

 

UNA DIFFERENZA SOSTANZIALE:

“L’economia circolare è dunque un sistema in cui tutte le attività, a partire dall’estrazione e dalla produzione, sono organizzate in modo che i rifiuti di qualcuno diventino risorse per qualcun altro. Nell’economia lineare, invece, terminato il consumo termina anche il ciclo del prodotto che diventa rifiuto, costringendo la catena economica a riprendere continuamente lo stesso schema: estrazione, produzione, consumo, smaltimento”.

 

RIPENSARE IL FUTURO:

Alla fine in un’era di combustibili di bassa qualità e di materiali da ridisegnare, è necessario ripensare ad un nuovo modo di produrre e consumare, cambiando il modo in cui viviamo e lavoriamo e immaginando i nuovi mestieri che saranno necessari per questa transizione”.

 

UN OBIETTIVO COMUNE:

“Mentre navigavo intorno al mondo, avevo un obiettivo strettamente personale. L’obiettivo della sostenibilità, invece, è qualcosa che accomuna le vite di tutti noi”.

 

CAMBIARE:

“Stiamo provando a cambiare un intero sistema, non una sola tipologia di business. Dobbiamo cambiare il modo in cui la gente pensa, il modo in cui i beni stessi sono pensati e i materiali dai quali sono composti”.

 

PROTEGGERE L’AMBIENTE:

“Arriveremo al nostro obiettivo lavorando con le aziende, con la politica, con le città e grazie all’innovazione produrremo beni rispettosi dell’ecosistema. Non esiste una sola impresa che voglia vedere il proprio logo galleggiare nell’oceano o in un fiume”.

 

UN’IDEA DI FUTURO:

“Se riusciremo a costruire un’economia che utilizzi le cose senza sprecarle, potremo costruire un futuro”.