a matera è tempo di
“temponauti”

temponauti a Matera 2019

Ed eccoci Temponauti, viaggiatori nel tempo e nello spazio. I confini non ci si addicono e nemmeno le frontiere, di qualsiasi natura esse siano. Abbiamo un luogo privilegiato, per tutto il 2019. E’ Matera. Una città che è meta e punto di partenza, luogo di incontro e di scambio. In sintesi, luogo di cultura.

Con un passaporto, della validità di un anno, tutti possiamo diventare cittadini temporanei di Matera, capitale europea della cultura per il 2019. Moderni Argonauti, non andremo in cerca del vello d’oro, ma avremo il compito di annodare insieme i fili dei cinque assi tematici che strutturano l’intero progetto.

Radici e percorsi; Continuità e rotture; Futuro remoto; Utopie e distopie; Riflessioni e connessioni sono i pilastri su cui potremo infine edificare la nostra città elettiva, forse la vera meta di questo viaggio. Una città che vive della necessità di interrogarsi sul rapporto con il passato, che pone la conoscenza al servizio degli uomini per rinnovare paradigmi e schemi di interpretazione e di sviluppo, una città che concepisce l’arte e la scienza come elementi catalizzatori di un nuovo modello di comunità, accogliente, inclusiva, in continua trasformazione.

Il ricchissimo programma, che ha preso il via il 19 gennaio, si compone di più di duecento eventi, di oltre cinquanta produzioni culturali originali, e vede la partecipazione di ottocento tra operatori, esperti e artisti provenienti da tutto il mondo. Ogni giorno ci sono nuove attività, nuove proposte: si può visitare una mostra, assistere ad uno spettacolo, vedere un film, partecipare ad una lezione, fare escursioni e passeggiate.

In questi giorni, per esempio, presso l’ex Ospedale di San Rocco, era allestita la mostra “Contemporanea. Pittori, incisori e scultori lucani”; grazie a Circus+, progetto dedicato all’arte circense, nel parco del Castello Tramontano, nei due Chapiteaux per l’occasione montati, verrà proposto, fino al 17 marzo, un viaggio in diverse tappe nell’universo del più innovativo circo contemporaneo europeo. Intanto nella Sala Mostre della Fondazione Sassi, in questi giorni è stata inaugurata Terrigenum, una serie di installazioni site specific ad opera di tre giovani artisti, la serba Natalija Dimitrijevic, la materana Silvia Monacelli, il pugliese Raffaele Vito, che invitano ad esplorare idealmente il percorso del grano, dai campi coltivati al pane in tavola.

Se questo nostro viaggio appena all’inizio è un’avventura che coinvolge il cittadino soprattutto nella sua dimensione di nomade ed esploratore, di luoghi fisici e del pensiero,  allora il suo contrappunto ideale sembra trovarsi proprio nell’altra città che, insieme a Matera, per il 2019 condivide la prestigiosa funzione di capitale europea. E’ la città bulgara di Plovdiv, chiamata alle volte “la Firenze bulgara” alle volte “la Parigi dei Balcani”, per la sua ricchezza culturale e le sue bellezze architettoniche.

Una città di 340.000 abitanti, con ampie minoranze turche, rom, armene, greche ed ebraiche, una città che della diversità etnica ha fatto la sua bandiera, rivendicandola già nel titolo della cerimonia di apertura delle manifestazioni, “Siamo di tutti i colori”.

E pensando a Plovdiv oggi viene in mente la bella descrizione che Elias Canetti dà di un’altra cittadina bulgara, la sua natia Rustschuk, nei primi del Novecento: “Rustschuk era per un bambino una città meravigliosa, e quando dico che si trova in Bulgaria ne do un’immagine insufficiente, perché nella stessa Rustschuk vivevano persone di origine diversissima, in un solo giorno si potevano sentire sette o otto lingue. Oltre ai bulgari, che spesso venivano dalla campagna, c’erano molti turchi, che abitavano in un  quartiere tutto per loro, che confinava col quartiere degli “spagnoli” (ebrei originari della Spagna, n. d. R.), dove stavamo noi. C’erano greci, albanesi, armeni, zingari. Dalla riva opposta del fiume venivano i rumeni (…). C’era anche qualche russo (…). Essendo un bambino, non avevo una chiara visione di questa molteplicità, ma ne vivevo continuamente gli effetti (…). Mi sarà difficile dare un’immagine di tutto il colore di quei primi anni a Rustschuk (…)”.

Matera-Plovdiv, capitali europee della cultura per il 2019, sono due città che insieme sembrano disegnare un panorama interessante e fecondo di suggestioni, e forse soluzioni; una via d’uscita in nome della storia e dell’uomo, che può essere alternativamente o contemporaneamente cittadino, viaggiatore, migrante, esploratore, diverso e  simile nei bisogni e nelle aspettative, nelle speranze e nelle illusioni.

Viviamoci dunque appieno, per quanto possiamo, questo ricco programma, Temponauti di ogni dove. Esiste un unico dovere di cittadinanza temporanea: portare con sé un libro da lasciare in eredità a Matera per arricchire la biblioteca di comunità, che sarà costituita in occasione del conclusivo Open Culture Festival.

Il regolamento completo del Passaporto per Matera è su www.matera-basilicata.it. L’acquisto che, per la cifra simbolica di 19 euro, dà diritto a partecipare a tutti gli eventi del programma ufficiale, è nella sezione Ticket.