“CI STATE RUBANDO IL FUTURO!”
LA RIVOLUZIONE DELLA CLIMATE GENERATION

Climate Strike for Future: la presa di coscienza di un’intera generazione raccontata attraverso la protesta di Greta Thunberg e le parole di Rossella Muroni, ex presidente di Legambiente e deputata alla Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici di Montecitorio.

LA STORIA DI GRETA

Era il 20 agosto del 2018 quando l’allora quindicenne Greta Thunberg decide, come forma di protesta per la grave crisi climatica globale di non seguire più le lezioni della propria scuola. In quel periodo la Svezia, paese natale della ragazza, stava attraversando uno dei periodi caldi e siccitosi più problematici della sua storia , caratterizzato da temperature fuori norma ed una grave e pericolosa  emergenza incendi.

Greta voleva che il governo svedese si impegnasse a rispettare gli accordi di Parigi per il clima. Forte di un sguardo maturo malgrado la giovane età  e accompagnata sempre dal suo cartello “sciopero della scuola per il clima”, ha continuato a manifestare ogni venerdì dando vita, in maniera spontanea, al movimento “Fridays for Future”. Nonostante la malattia, la sindrome di Asperger, da quel momento non si è più fermata. Ha partecipato alla manifestazione ‘Rise for Climate’ davanti al Parlamento Europeo a Bruxelles e ha parlato alla manifestazione organizzata da ‘Rebellion Extinction’ a Londra. Una leader naturale che la generazione alla quale “stanno rubando il futuro” aspettava da tempo.

“Perché dovremmo studiare per un futuro che presto non ci sarà più, dato che non si sta agendo per preservarlo?”. Con queste parole tanto crude quanto vere, Greta, eletta pochi giorni fa “Donna dell’anno” in Svezia e candidata al Nobel per la Pace su proposta di alcuni parlamentari norvegesi, ha motivato fin da subito la sua piccola protesta che, in breve tempo e grazie anche all’attenzione mediatica e al passaparola sui social, è diventata una vera e propria rivoluzione generazionale.

DAL PODIO DI COP24

Il 14 dicembre 2018, di fronte a 198 leader di altrettanti Paesi, la ragazza sale sul podio a Katowice, in occasione della ventiquattresima Conferenza delle Parti nuovamente riunita per discutere l’emergenza climatica. Se non fosse già stato abbastanza chiaro, quello è stato il momento in cui ci si è definitivamente resi conto di non essere di fronte ad un fuoco di paglia. Il suo discorso, critico e privo di soggezione, fa il immediatamente il giro del mondo.

«Voi parlate soltanto di un’eterna crescita economica verde poiché avete troppa paura di essere impopolari. Voi parlate soltanto di proseguire con le stesse cattive idee che ci hanno condotto a questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare sarebbe tirare il freno d’emergenza. Non siete abbastanza maturi da dire le cose come stanno. Lasciate persino questo fardello a noi bambini. […] Non siamo venuti qui per pregare i leader a occuparsene. Tanto ci avete ignorato in passato e continuerete a ignorarci. Voi non avete più scuse e noi non abbiamo più tempo”.

È con queste parole che siamo arrivati alla manifestazione internazionale di oggi, venerdì 15 marzo 2019: quasi 1700 città coinvolte, 178 in Italia, non per un grido di aiuto ma per un’autentica dimostrazione di presa di coscienza.

ROSSELLA MURONI : “NON SOLO UNA RIVOLUZIONE AMBIENTALE MA SOPRATTUTTO UNA RIVOLUZIONE GENERAZIONALE”

Abbiamo incontrato Rossella Muroni, presidente di Legambiente dal 2015 al 2017, per farci raccontare quanto sia storicamente e socialmente importante questo ‘sciopero’ internazionale, proprio partendo dalla particolarità della genesi di questo movimento che, dice la stessa Muroni: “Ha la forza dei movimenti che vengono davvero dal basso senza patenti o certificazioni accademiche o universitarie. Greta Thunberg ha smosso le coscienze dei ragazzi della sua generazione, quella dei teenager. E questa è davvero una rivoluzione”.

Come attivista arrivata in Legambiente nel 1996, Rossella Muroni ha assistito a molte iniziative nazionali ed internazionali, promuovendone altrettante durante il suo periodo di presidenza: “Questo movimento parla direttamente a chi ci sta governando: lo slogan ‘ci state rubando il futuro’ è estremante chiaro e sancisce una volta di più quella che non è solo un’emergenza ambientale ma anche e soprattutto un’emergenza generazionale”.

Inevitabile, dato il contrasto tra l’idea del non andare a scuola e la necessità di inserire l’educazione ambientale nei cicli scolastici, chiedere quale debba essere il ruolo delle tematiche ambientali nella formazione degli studenti “Ne abbiamo e ne avremo sempre più bisogno. Non solo come materia di informazione nella scuola dell’obbligo ma anche nelle università: l’emergenza ambientale globale deve spingerci a formare le nuove generazioni di imprenditori, economisti, ingegneri.  L’evidenza dei fatti ci dice che dobbiamo cambiare l’intero paradigma economico e per farlo dobbiamo usare l’educazione ambientale soprattutto per formare le nuove classi dirigenti del futuro”.

Sembra quindi che ci troviamo davvero ad un punto di svolta importante; non sarà facile ignorare il numero impressionante di persone che oggi sfilano da New York a Rio, da Città del Capo a Mosca. La famosa frase “Non ereditiamo il mondo dai nostri padri ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli” sembra abbia trovato  finalmente gambe e teste per muoversi. E iniziare  correre.

(foto di Roberto Vendasi)