Luca Mercalli.
La geografia serve a orientarsi
nel mondo della complessità

Anche quest’anno MEMO Grandi Magazzini Culturali è media partner del Festival delle Geografie, che si svolgerà l’11, 12, 13 e 14 aprile a Levanto e in molti altri luoghi fra la Liguria e la Toscana. Aspettando l’edizione 2019, ripubblichiamo le risposte al nostro questionario geografico #iosonogeografia, che abbiamo proposto ai relatori della scorsa edizione del Festival.

Luca Mercalli è nato a Torino il 24 febbraio 1966, è direttore della rivista Nimbus e presiede la Società Meteorologica Italiana, associazione nazionale fondata nel 1865. Si occupa di ricerca su climi e ghiacciai alpini, insegna sostenibilità ambientale in scuole e università in Italia (Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi dell’Università degli Studi di Torino, Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo), in Svizzera e in Francia e la pratica in prima persona, vivendo in una casa a energia solare, viaggiando in auto elettrica e coltivando l’orto. È consulente dell’Unione Europea e consigliere scientifico di ISPRA. Per RAI ha lavorato a Che tempo che fa, “Scala Mercalli” e “TGMontagne”, e ora a “Pillole di Mercalli” su Rainews. Editorialista per La Stampa e Il Fatto Quotidiano, ha al suo attivo migliaia di articoli e oltre 1800 conferenze. Tra i suoi libri: “Filosofia delle nuvole” (2008), “Che tempo che farà” (2009), “Viaggi nel tempo che fa” (2010), “Prepariamoci” (2011), “Clima bene comune” (2013), “Il mio orto tra cielo e terra” (2016).

Durante l’edizione 2018 del Festival delle Geografie, Luca Mercalli ci ha spiegato come cambia la geografia dei territori con i cambiamenti climatici. Ecco le sue risposte al questionario #iosonogeografia.

1. La sua personale definizione di geografia, ovvero a cosa serve studiarla e capirla?
La geografia serve per orientarsi nel mondo della complessità.

2. Cosa vorrebbe scoprire del mondo che la circonda?
Studio il clima del passato, quindi spero sempre di trovare tracce e indizi che mi aiutino a ricostruirlo, magari di imbattermi in un altro ritrovamento eccezionale come la mummia Oetzi!

3. I cinque luoghi che raccontano i suoi ricordi più segreti.
Alpi, Alpi, Alpi, Alpi, Alpi.

4. L’ultimo viaggio che ha fatto e quello che vorrebbe fare.
Sono stato a Verona. Ma viaggio troppo per lavoro, desidero star fermo e approfondire i dettagli di un piccolo mondo locale. E viaggiare su lunghe distanze in aereo inquina, quindi cerco di evitarlo.

5. Il suo luogo ideale dove pensare, amare, immaginare il futuro, ascoltare la sua musica, leggere.
L’alta montagna alpina, sotto la neve.

6. Il più bel viaggio che ha visto in un film e che ha letto in un libro.
“Viaggio intorno alla mia camera” di Xavier de Maistre.

7. Qual è in questo momento il posto che potremmo definire il “centro del mondo”?
Internet.

8. Se pensa a una nuova mappa utile a muoversi in maniera più consapevole, a cosa pensa?
Penso alla mappa della sostenibilità.

9. Cosa attira la sua attenzione quando visita per la prima volta un luogo dove non è mai stato?
La natura, il clima e le librerie.

10. Anche le parole sono geografia. Elogio della parola più importante, citazione della parola più odiata.
Coordinate, social.

Luca Mercalli, per il terzo anno consecutivo, sarà presente anche all’edizione 2019 del Festival delle Geografie. Appuntamento, dunque, venerdì 12 aprile a Levanto.