Marco Iamiceli.
La geografia è la conoscenza
del pianeta che ci ospita

Anche quest’anno MEMO Grandi Magazzini Culturali è media partner del Festival delle Geografie, che si svolgerà l’11, 12, 13 e 14 aprile a Levanto e in molti altri luoghi fra la Liguria e la Toscana. Aspettando l’edizione 2019, ripubblichiamo le risposte al nostro questionario geografico #iosonogeografia, che abbiamo proposto ai relatori della scorsa edizione del Festival.

Marco Iamiceli, nato a Roma il 20 agosto 1966, geometra, inizia a lavorare nel 1989 come apprendista in un’impresa di costruzioni romana. Negli anni successivi, con la stessa società, svolge il ruolo di direttore di cantiere fino al 2007. Nello stesso anno, si trasferisce a Sassinoro, in provincia di Benevento, e inizia la sua esperienza di amministratore comunale, prima come assessore, poi come vicesindaco, fino al 2017. Dal 2009 al 2015 ricopre anche il ruolo di assessore alla Comunità Montana Titerno Alto Tammaro. Durante quest’ultima esperienza, nel 2008, Iamiceli organizza Sassinoro Paese dell’Acqua, evento sul tema delle risorse idriche. Nel 2015 fonda insieme a due giovani del posto l’associazione Paese dell’Acqua, naturale sviluppo del percorso dell’evento, che apre all’idea di creare una rete nazionale, in grado di divulgare ovunque il concetto di tutela e di salvaguardia di questa preziosa risorsa.

Durante l’edizione 2018 del Festival delle Geografie, Marco Iamiceli ci ha raccontato Paese dell’Acqua in un incontro con Pierangelo Miola di Vaghe Stelle. Ecco le sue risposte al questionario #iosonogeografia.

1. La sua personale definizione di geografia, ovvero a cosa serve studiarla e capirla?
“Conoscenza del pianeta che ci ospita”. Serve a conoscere meglio noi stessi, le nostre origini e ci predispone a fare lo stesso con gli altri, senza pregiudizi.

2. Cosa vorrebbe scoprire del mondo che la circonda?
Tutto, davvero tutto, nel modo più profondo possibile.

3. I cinque luoghi che raccontano i suoi ricordi più segreti.
New York – Zermatt – York – Isla Margarita – Porto.

4. L’ultimo viaggio che ha fatto e quello che vorrebbe fare.
West Sussex nel Regno Unito. In Giappone per la fioritura dei ciliegi il prossimo.

5. Il suo luogo ideale dove pensare, amare, immaginare il futuro, ascoltare la sua musica, leggere.
Una antica Malga con vista sulle Alpi, immersa nella neve.

6. Il più bel viaggio che ha visto in un film e che ha letto in un libro.
Al di là del singolo titolo, vorrei citare la saga di James Bond che, dal ’54 a oggi, ha “tessuto” nel tempo uno straordinario viaggio, letterario e cinematografico, in tutto il mondo.

7. Qual è in questo momento il posto che potremmo definire il “centro del mondo”?
Il luogo in cui l’uomo si riconcilia con la natura. Al momento, purtroppo, non credo esista.

8. Se pensa a una nuova mappa utile a muoversi in maniera più consapevole, a cosa pensa?
Senza ombra di dubbio alla “mappa a passi” ideata da “Tony Mr Time Ponticiello”.

9. Cosa attira la sua attenzione quando visita per la prima volta un luogo dove non è mai stato?
Oltre naturalmente agli aspetti urbanistici e architettonici, gli esseri umani che lo “abitano”. Costituiscono, a mio parere, un indicatore imprescindibile per avere un quadro meglio definito del luogo stesso..

10. Anche le parole sono geografia. Elogio della parola più importante, citazione della parola più odiata.
“Equilibrio” la più importante. La ricerca di Equilibrio è un percorso intimo, apparentemente personale, che invece ci “costringe” positivamente a interagire con quello degli altri.
“Pregiudizio” la più odiata. Uno dei mali maggiori del ventunesimo secolo.