Sergio Giudici.
La geografia è un bene di consumo
per l’immaginazione e la creatività

Anche quest’anno MEMO Grandi Magazzini Culturali è media partner del Festival delle Geografie, che si svolgerà l’11, 12, 13 e 14 aprile a Levanto e in molti altri luoghi fra la Liguria e la Toscana. Aspettando l’edizione 2019, ripubblichiamo le risposte al nostro questionario geografico #iosonogeografia, che abbiamo proposto ai relatori della scorsa edizione del Festival.

Sergio Giudici è nato a Torino nel 1967, dove si è laureato in Fisica, e ha seguito il corso di perfezionamento presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Attualmente è ricercatore presso il Dipartimento di Fisica “Enrico Fermi” dell’Università di Pisa dove insegna “Metodi Montecarlo per la Fisica Sperimentale” e “Laboratorio di Fisica per l’insegnamento”. La sua attività di ricerca riguarda la Fisica delle Particelle Elementari come collaboratore presso alcuni esperimenti al CERN di Ginevra. Ha al suo attivo una ottantina di pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali. Negli ultimi anni ha intensificato l’impegno nell’insegnamento realizzando percorsi didattici per il Piano Nazionale Lauree Scientifiche, per l’iniziativa Pianeta Galileo del Consiglio Regionale della Toscana e come coordinatore della Ludoteca Scientifica di Pisa. È appassionato di barca a vela, adora la Liguria e le Alpi Marittime.

Durante l’edizione 2018 del Festival delle Geografie, Sergio Giudici ci ha raccontato la storia a ritroso della localizzazione dal GPS a Tolomeo, già al centro del suo libro del 2017 “Fare il punto”, pubblicato da Mondadori Università. Ecco le sue risposte al questionario #iosonogeografia.

1. La sua personale definizione di geografia, ovvero a cosa serve studiarla e capirla?
La geografia è un bene di consumo per l’immaginazione e la creatività.

2. Cosa vorrebbe scoprire del mondo che la circonda?
Continuare a (ri)scoprire sempre che il mondo non coincide con l’immagine che si ha di esso.

3. I cinque luoghi che raccontano i suoi ricordi più segreti.
1. Torre all’ingresso del Porto Vecchio di Bastia (Corsica)
2. Sanremo (IM), Capo Nero, notte estiva anni ’80
3. Capo Mimosa (IM), Via Aurelia km. 640 (mi pare!)
4. Charville (Francia-Ardennes), nei pressi della Meuse.

4. L’ultimo viaggio che ha fatto e quello che vorrebbe fare.
Fatto: Valencia, novembre scorso per lavoro.
Da fare: America Latina: Isola di San Fernando de Norona
(Brazil) e le Pietre Sferiche del Costa Rica.

5. Il suo luogo ideale dove pensare, amare, immaginare il futuro, ascoltare la sua musica, leggere.
Estremo Ponente Ligure tra Ventimiglia e il confine, terrazzo sul mare.

6. Il più bel viaggio che ha visto in un film e che ha letto in un libro.
Il ritorno di Rutilio Namaziano (nel 2003 Carlo Bondì ne ha fatto un ottimo film).

7. Qual è in questo momento il posto che potremmo definire il “centro del mondo”?
N.Y. resiste, tuttavia la globalizzazione comporta una periferizzazione mondiale: tutti staranno in periferia e nessuno al centro. Potrebbe essere vantaggioso ancorché noioso!

8. Se pensa a una nuova mappa utile a muoversi in maniera più consapevole, a cosa pensa?
Penso alla mappa disegnata da P. Steinberg per la copertina del New Yorker (29.3.1976). Ce ne vorrebbe una per ognuno di noi, fatta su misura per tutti i luoghi del mondo. Dice quello che nessun GPS potrà mai dire.

9. Cosa attira la sua attenzione quando visita per la prima volta un luogo dove non è mai stato?
La relazione che quel luogo stabilisce con l’acqua (mare, fiumi, laghi, stagni, eccetera).

10. Anche le parole sono geografia. Elogio della parola più importante, citazione della parola più odiata.
Importante: ‘Altrove’. Perché ci si misura sempre con l’Altrove. L’altrove può essere una ossessione che ci impedisce di essere ciò che siamo. Però meditare sull’altrove può essere un ottimo esercizio. Penso a Keplero che immagina di guardare la Terra dalla Luna; a Milan Kundera quando scrive “La Vita è Altrove”.
Odiata: Ho orrore di “piuttosto” usato con valore disgiuntivo. Frequente nel nord, Lombardia soprattutto.
Amata: ‘Orizzonte’, parola ultimamente amata in modo ossessivo.

Sergio Giudici sarà presente anche all’edizione 2019 del Festival delle Geografie. Appuntamento, dunque, venerdì 12 aprile a Levanto.