Genova “meravigliosa”
e il suo vecchio acquedotto

Acquedotto

Genova meravigliosa, che è anche un sito – http://www.genovameravigliosa.com/ – è lo slogan del Sindaco Marco Bucci, del tornado di Palazzo Tursi, che impersona il cambiamento in atto nel capoluogo ligure sotto la cui amministrazione si sta imparando a conoscere e amare aspetti inusuali e nuovi della Superba.

Un recente progetto, avviato dall’Assessorato ai Lavori Pubblici, riguarda l’intervento di ristrutturazione dell’acquedotto storico (interessante il sito http://www.acquedottogenova.altervista.org/), la struttura architettonica risalente al 1200, che per secoli ha garantito l’approvvigionamento idrico di Genova e del suo porto. Dal comune di Bargagli, nell’alta valle, l’antico acquedotto attraversa per intero i quartieri di Struppa, Molassana, Staglieno e la circonvallazione a monte, a Castelletto, ove si biforca in due rami che terminavano nei pressi del porto antico, uno in darsena e l’altro all’altezza della ripa, in piazza Cavour, a Caricamento, dopo aver alimentato la grande cisterna di piazza Sarzano, in pieno centro storico.

Gli interventi previsti comporteranno la sostituzione di una novantina delle antiche lastre di luserna di cui si compone la pavimentazione del sentiero, quasi totalmente pianeggiante e che si presta, perciò, ad essere percorso in escursione anche dai più piccoli o dai meno allenati, anche in bicicletta.

In vista dell’imminente partenza dei lavori di ristrutturazione, Sabato 9 Marzo, su iniziativa delle associazioni del territorio, del Municipio Media Valbisagno e del Comune, duecento volontari insieme agli Assessori Barbara Grosso (politiche culturali) e Paolo Fanghella (lavori pubblici) hanno partecipato alla giornata dedicata alla pulizia dell’acquedotto trasformando l’operazione in un momento di aggregazione, socializzazione, di conoscenza e valorizzazione del patrimonio storico genovese.

L’intero percorso, lungo circa 15 chilometri, rappresenta un bell’esempio di destinazione di turismo sostenibile, che ci piacerebbe chiamare viaggiare responsabile, capace di garantire impensabili vantaggi. Nella fattispecie, questo sentiero di trekking per tutti, incarna i valori della lentezza, del gusto della scoperta storica, architettonica, ingegneristica e paesaggistica, del mantenimento e della valorizzazione di un patrimonio nel rispetto della comunità locale. Insomma: scegliere una meta come l’acquedotto storico di Genova è una scelta etica, capace di generare ricadute economiche in completa armonia con l’ambiente e la comunità.

Non solo Acquario e Rolli, ora, il turismo a Genova sfrutta un’offerta multiforme e via via sempre meglio strutturata facendo registrare, da qualche anno, numeri degni delle più blasonate città d’arte europee: 4.2 milioni nel 2018, come riporta il sito genovameravigliosa.com.

«Quando cammino sulle alture di Genova, ci sono momenti in cui avverto bagliori ed emozioni simili a quelle che sentì Colombo, forse negli stessi luoghi, lanciato verso il mare e il futuro». Così scriveva Friedrich Nietzsche all’amico Erwin Rohde il 22 Marzo del 1881.

Ci si sente un po’ così, di recente, ad abitare a Genova.

Ci siamo abituati velocemente alla viabilità che cambia, di settimana in settimana, non si mugugna più tanto per le decine di cantieri che la punteggiano un po’ ovunque, ci si guarda ancora un po’ stupiti dei tanti cambiamenti, ancora privatamente addolorati ma in tutti fa capolino, pudicamente, una fiammella di ottimismo. Piccola, discreta, che fa rialzare la testa, piano, e sorridere a mezza bocca.

Nel 1867, attraccava a Genova la nave Quaker City, la prima nave da crociera del mondo. Ne sbarcava un distinto cittadino americano che, più tardi, nel suo reportage, la descrisse così:

«Schiva e gelosa del suo passato, se ne sta accoccolata tra i suoi edifici, ricchi e sontuosi all’interno, malconci e decadenti all’esterno. La Superba è un appellativo che le si adatta magnificamente pensando soprattutto alle donne! Queste dimore [i Rolli] erano vuote, i nobili proprietari stavano trascorrendo in campagna le calde giornate estive. Ma anche se vi avessero abitato, noi cittadini del Nuovo Mondo non saremmo mai stati invitati per il piacere di far conoscenza e di consumare insieme una cena».

Agli occhi del signor Samuel Clemens, tale era il vero nome di questo proto-crocierista, Genova appariva granitica: «Non è pensabile che una città così solida possa andare in rovina…». Si possono trovare le tracce, anche ironiche, dell’esperienza genovese nel libro Innocents abroad – Innocenti all’estero. A questo punto i più informati avranno capito che l’attento cittadino statunitense non era altri che Mark Twain.

Ci viene anche in mente una descrizione di Gustave Flaubert che, in una lettera all’amico Ernest Chevalier del Maggio del 1845, da Milano dove si era nel frattempo trasferito, illustrava così il capoluogo ligure:

«Durante il mio viaggio ciò che ho visto di più bello è Genova. Ti consiglio di andarvi un giorno o l’altro… Dopo aver visitato i suoi palazzi si ha un tale disprezzo del lusso moderno che viene voglia di abitare in una scuderia e di uscire vestiti da operai».

Uno strano influencer, Flaubert, che forse non sarebbe piaciuto ad alcuni distratti utenti di Tripadvisor… ma a noi piace il suo sguardo critico, fuori dal coro, in qualche modo responsabile e ottimo strumento di marketing territoriale intelligente, che può essere di ispirazione per qualche viaggiatore del ventunesimo secolo.

Volutamente abbiamo scelto di non citare alcuni dei suoi figli più famosi né di parlare di accadimenti tragici che recentemente l’hanno resa, suo malgrado, protagonista nei telegiornali di mezzo mondo: Genova sta cambiando, sta crescendo in consapevolezza, e vorremmo farle un augurio. Tornando al reportage di Mark Twain, prendiamo in prestito la sua chiusa: «Gli enormi blocchi di pietra, gli archi massicci, le fondamenta ponderose dei torreggianti edifici non cederanno mai».