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Museo del Design Italiano
Un allestimento del Museo del Design Italiano. Foto di Gianluca di Ioia

Alla vigilia dell’apertura del Salone internazionale del mobile e del Fuorisalone – che si svolgeranno da domani al 14 aprile -, si inaugura a Milano il Museo del Design Italiano, alla presenza del premier Giuseppe Conte e del ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli.

In questo primo allestimento, che costituisce l’avvio di un percorso di costruzione che si concluderà nel 2022, trova spazio una raccolta di oggetti iconici del design italiano dal 1946 al 1981, selezionati nell’ambito della collezione di circa 1600 pezzi della Triennale.
Sono anni molto fecondi per l’industria creativa italiana. Sull’onda della ricostruzione post-bellica, prima, e del boom economico, poi, vengono coniugate con successo spinta innovativa e saper fare della tradizione italiana, dando vita a forme, proporzioni, materiali che reinterpretano e improvvisamente trasformano – spesso anche in modo imprevisto e ludico colorano – oggetti quotidiani e d’uso domestico.

Sono all’opera grandi nomi del design italiano – Giò Ponti, Gaetano Pesce, Marco Zanuso, Ettore Sottsass, per citarne solo alcuni – che, con diverse sensibilità e diverse soluzioni, arrivano a creare un gusto che diventa riconoscibile e desiderato in tutto il mondo, ancora oggi, per la felicità dei risultati raggiunti.
Si va dalla sedia “Superleggera” disegnata da Giò Ponti per Cassina alla radio portatile RR 126 Brionvega di Achille e Pier Giacomo Castiglioni, dalla poltrona “Joe” di Jonathan De Pas, Donato d’Urbino e Paolo Lomazzi per Poltronova alla macchina da scrivere “Lettera 22” dell’Olivetti disegnata da Marcello Nizzoli e Giuseppe Veccio, dalla libreria “Casablanca” di Ettore Sottsass alla lampada “Carimate” di Vico Magistretti, passando per la “reinvenzione” di appendiabiti, caffettiere, macchine da cucire, in nome dell’estetica, ma anche di una rinnovata funzionalità.

La collezione è stata presentata e suddivisa secondo un criterio cronologico, che ne agevola la lettura, e i singoli pezzi sono spesso accompagnati da un breve racconto dell’autore che ne ricostruisce la genesi e il contesto di produzione.

“Prima ancora di essere un luogo di custodia e salvaguardia della memoria storica”, afferma il direttore artistico Joseph Grima, “l’ambizione del Museo del Design Italiano è quella di essere un luogo di ispirazione, secondo il senso più autentico della parola museo. Molto spesso il veicolo della ispirazione più intensa e formativa non sono gli oggetti inanimati, ma le voci delle persone che li hanno creati e la narrazione di dettagli apparentemente banali, che hanno determinato scelte di importanza fondamentale per la storia del design”.

I 200 pezzi esposti trovano oggi spazio nella curva al piano terra del Palazzo dell’Arte su una superficie espositiva di circa 1300 mq. In attesa della progressiva espansione degli spazi espositivi del museo che dovrebbe giungere a sistemazione definitiva nell’arco di quattro anni.

Come spiega Stefano Boeri, Presidente di Triennale, “l’apertura del Museo del Design Italiano rappresenta la prima fase di un progetto più ampio e a lungo termine che ha come obiettivo sia l’arricchimento della collezione, attraverso politiche d’acquisizione mirate e l’avvio di nuove collaborazioni con archivi, aziende, scuole, università, musei, sia l’avvio di una riflessione su un ampliamento degli spazi di Triennale per poter adeguatamente ospitare la grande storia del design italiano e fare dell’Istituzione un importante centro internazionale dedicato a questa disciplina.”

(La fotografia di apertura è di Gianluca Di Ioia)