70 anni
e sentirlo ancora

Bruce Springsteen

“I testi di Bruce Springsteen non sono proprio niente di speciale”. Nel giorno del suo settantesimo compleanno, pubblichiamo un omaggio a uno dei più grandi poeti contemporanei con le parole prese in prestito da un vecchio libro di Gianluca Morozzi, Accecati dalla luce. Un invito a leggere almeno una volta i testi delle sue canzoni lontani dal clamore degli stadi pieni, della meravigliosa messa laica di un suo concerto, in silenzio, senza quella voce roca e profonda dell’anima che le interpreta.

di Gianluca Morozzi  

Magari è vero che i testi di Springsteen, a parte quello sul ragazzo che ha per compleanno una tessera del sindacato e il vestito per sposare la ragazza che ha messo incinta, a parte l’operaio che mentre viene licenziato dice al padrone un tempo ti ho reso ricco abbastanza da dimenticare il mio nome, a parte il poliziotto che insegue il fratello criminale fino al confine di stato e proprio sul confine si ferma e guarda le luci dell’auto che spariscono in fondo alla strada, a parte l’operaio che ogni mattina si sveglia col fischio della sirena e va nella fabbrica che gli dà la vita rubandogli l’udito, a parte che abbiamo imparato più da un disco di tre minuti di quanto abbiamo imparato a scuola, a parte il poliziotto della guardia di frontiera che si innamora della donna messicana e la aiuta a scappare in California e viene inseguito dal suo migliore amico e i due si fronteggiano mentre la donna scappa nell’arroyo, a parte l’operaio della fonderia che dice quando muoio non voglio un posto in paradiso perché i lavori del paradiso non li saprei fare e pregherò il diavolo che mi porti nelle fornaci ribollenti dell’inferno (…), a parte Johnny 99 che rimane disoccupato tenta una rapina uccide un uomo viene condannato a novantanove anni di galera e chiede al giudice di condannarlo a morte (…), a parte il reduce del Vietnam che non ha nessun posto dove scappare e nessun posto dove nascondersi, a parte l’altro reduce che si sveglia tremante nel cuore della notte e prega la madre di abbracciarlo e di non spegnere la luce, (…) a parte Billy Sutter che aspetta Le Bin Son nascosto nell’ombra con un coltello in mano mentre la luna scivola dietro le nuvole e la baia è ferma come vetro, a parte la coppia in fuga sulla Highway 29 e lui che si sveglia in un motel dopo aver dormito il sonno dei morti, a parte che amico tu credi che sia olio ma quello è sangue mica olio, a parte che la tua forza era devastante di fronte a tutte quelle avversità, a parte che abbiamo giurato di essere amici per sempre ma dopo tutto questo tempo scopriamo di essere proprio come tutti gli altri, (…) a parte Lena che fa promettere al figlio nero di non correre se incontra un poliziotto e di essere gentile e poi si trova a vegliarne il corpo crivellato da quarantun pallottole, (…) a parte che un sogno che non si avvera è una bugia o qualcosa di peggio, a parte lei che sta sulla veranda con gli occhi pieni d’odio solo per essere venuta al mondo, a parte che saremmo arrivati a prendere tutto e poi avremmo gettato tutto via, (…) a parte che lo so che è tardi ma possiamo farcela se corriamo, a parte che il povero vuole essere ricco e il ricco vuole essere re, e il re non è soddisfatto fino a che non regna su ogni cosa, a parte che un giorno troveremo quel posto dove vogliamo veramente andare e cammineremo nel sole ma fino ad allora vagabondi come noi sono nati per correre, ecco, a parte tutto questo, i testi di Springsteen non sono proprio niente di speciale.”