Omaggio agli alberi:
anche l’Italia
al “Tree of the Year 2020”

Tree of the Year
La Quercia Vallonea di Tricase

Gli alberi sono amici e preziosi alleati dell’uomo. Un’occasione per festeggiarli e dare un riconoscimento simbolico e concreto al loro valore – soprattutto oggi, quando l’uomo fa di tutto per minacciare questa alleanza – è la prima partecipazione dell’Italia all’European Tree of the Year 2020.

Il concorso, bandito dall’Unione Europea a partire dal 2011, sceglie l’albero europeo dell’anno, un albero che sia “significativo per la sua storia e per il rapporto affettivo e culturale che intrattiene con il territorio e la comunità in cui sorge”. Perché l’albero è un abitante delle nostre campagne e delle nostre città, e ognuno per qualche ragione è indimenticabile per molti o per qualcuno.

Gli alberi assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno, migliorando la qualità dell’aria, prevengono il dissesto idrogeologico e proteggono la biodiversità, dando riparo e nutrimento a moltissime specie animali. Ma soprattutto assolvono a tutte queste funzioni con la loro bellezza che rende unico il paesaggio, rurale o urbano che sia.

Tra i rami dei grandi alberi mi sono arrampicato per guardare il cielo… con la loro frutta mi sono sfamato, con il loro legno mi sono riscaldato: a loro devo la mia vita…” scrive Mario Rigoni Stern, che con Arboreto salvatico (Einaudi, 1991) agli alberi nel loro ambiente naturale ha dedicato una raccolta di venti racconti, un racconto per ogni albero a lui caro, dall’abete al tiglio, dal frassino all’ulivo, dall’acero al pioppo. Un libro che illustra le caratteristiche botaniche e le ricchezze di ciascun albero, e recupera la storia e le tradizioni, gli influssi sulla cultura popolare e sull’arte, che esso ha avuto.   

In città, la presenza di alberi è un tratto di vivibilità dell’insediamento urbano: uno spazio apparentemente perso alle molteplici funzioni di servizio che si stratificano nella dimensione cittadina, ma in realtà uno “spazio aumentato” – complice anche la verticalità del soggetto, che di certo è stata fonte di ispirazione per William Le Baron Jenney – in termini di qualità e fruibilità. L’ombra di un albero in città circoscrive uno spazio “gratuito”, che è confortevole per eccellenza, un punto di incontro, un’occasione di sosta, di riposo, di conversazione.

Dal 7 settembre fino al 21 novembre, Giornata nazionale degli Alberi, possiamo contribuire a scegliere col nostro voto quale tra le quattro querce individuate lungo la nostra penisola  potrà partecipare all’European Tree of the Year 2020.

Il voto espresso sul sito della Giant Trees Foundation Onlus nominerà “l’albero italiano dell’anno”, che permetterà al nostro paese di essere rappresentato nel panorama internazionale, quando a marzo verrà assegnato il titolo europeo, con una cerimonia di premiazione a Bruxelles. Sono in concorso la Quercia di Fossalta, in provincia di Venezia, la Quercia delle Checche della Val d’Orcia, il Leccio dell’Etna e la Quercia Vallonea di Tricase, che al momento è la favorita per il titolo italiano con circa 250000 voti.    

“Vota, condividi e invita a farlo – è l’appello degli organizzatori -: più siamo, più voti ricevono gli alberi, maggiore sarà la rilevanza che acquisteranno a livello nazionale e internazionale e quindi anche le possibilità di tutelarli adeguatamente”.

La pianta e la comunità da lei rappresentata infatti riceveranno come premio anche il supporto tecnico gratuito da parte del Comitato scientifico nazionale e internazionale di Giant Trees Foundation per il suo mantenimento e l’eventuale sua cura.  

I paesi europei che partecipano al concorso sono 15. Nel 2019 il titolo è andato al Mandorlo della collina innevata di Pecs, in Ungheria.