Anno 1979.
Capitan Harlock sbarca in Italia.
La mostra al Mufant di Torino

Harlock

Un evento per celebrare il quarantesimo anniversario di Capitan Harlock, in occasione del tour italiano del suo creatore, il Maestro Leiji Matsumoto. È Anno 1979. Capitan Harlock sbarca in Italia, mostra di materiale vintage distribuito nel nostro Paese dedicato all’iconico pirata dello spazio, visitabile fino al 12 gennaio 2020 presso il Mufant – MuseoLab del Fantastico e della Fantascienza di Torino. L’iniziativa è ideata dall’Associazione Culturale Leiji Matsumoto – realtà nata nel 2015 con lo scopo di divulgare le opere e il valore artistico del Maestro, che ne è Presidente onorario – nell’ambito del tour Mare di Stelle, che prevedeva la presenza del grande fumettista giapponese a Torino, Bologna e Reggio Emilia.

La mostra vede in veste di curatrice la collezionista Daniela Asmundo, che ha messo a disposizione del pubblico la maggioranza degli oggetti esposti, e in quella di responsabile scientifico il collaboratore di MEMO Davide Vivaldi. Scopo dell’allestimento è quello di raccontare l’impatto della serie animata di Capitan Harlock sulla società italiana di fine anni ’70, in cui divenne in breve un fenomeno culturale e di costume, attraverso un’esposizione di quasi tutto il materiale dedicato al personaggio uscito in Italia nell’anno 1979.

Purtroppo i problemi di salute che hanno colpito il Maestro a Torino gli hanno impedito di partecipare agli eventi organizzati in suo onore, fra cui l’inaugurazione della mostra, con la quale avrebbe avuto una testimonianza di come, già quarant’anni fa, le sue opere fossero state accolte con entusiasmo in Italia, dando il via a quel rapporto speciale fra l’autore e il nostro Paese che dura tutt’ora.

Capitan Harlock è un personaggio leggendario per più generazioni. Quella che ebbe il privilegio di conoscerlo da bambini, durante la prima messa in onda televisiva nel 1979, alla quale appartengono i soci fondatori dell’Associazione Culturale. E quelle successive, che hanno avuto modo di avvicinarsi alla space opera di Leiji Matsumoto attraverso il fumetto o il film d’animazione 3D, la cui uscita nelle nostre sale nel 2014 ha riacceso un interesse per il personaggio in realtà mai sopito.

La serie animata di Capitan Harlock arrivò in Italia grazie all’interesse della RAI per l’animazione giapponese, che aveva già ottenuto grande successo di pubblico con Heidi e Ufo Robot Goldrake. Come per questi, la RAI decise di sfruttare i diritti acquisiti dalla casa di produzione Toei Animation non solo per trasmettere gli episodi in televisione, ma anche per mettere in atto una massiccia distribuzione di merchandising su licenza.

È proprio a quest’ultimo che è dedicato il corpus principale della mostra, costituito da otto teche tematiche. Il percorso espositivo inizia dai fumetti, con TV Junior, giornalino per ragazzi pubblicato dalla ERI, la casa editrice della RAI. Lì si potevano leggere, in anteprima rispetto alla messa in onda televisiva, le storie di Capitan Harlock, disegnate da autori italiani, poi raccolte nel volume Capitan Harlock – Le mie avventure a fumetti. Si passa poi al materiale da libreria, edito sempre dalla ERI, con i volumi di narrativa illustrati con i fotogrammi originali della serie, e il celebre Manuale spaziale tecnico attivo, con modelli di astronavi da ritagliare e costruire.

La terza teca è dedicata al materiale da cartoleria, che accompagnava i giovani fan anche a scuola, con i quaderni Pigna e tutti i prodotti Telecart, fra cui le copertine da quaderno, le gomme e le cinghie per libri, compreso il raro diario scolastico distribuito in esclusiva nei supermercati Despar. La quarta teca presenta invece materiale da edicola, in cui spiccano i due album per la raccolta delle figurine, pubblicati rispettivamente dalla Panini e dalle Edizioni Flash, oltre alle buste sorpresa contenenti gadget vari e cartoncini con i personaggi della serie. Nella quinta teca, dedicata agli audiovisivi, sono stati esposti i Super 8 che riproducono alcuni episodi televisivi in versione non integrale e il proiettore Mupi con dotazione completa di cassette.

Le ultime tre teche sono riservate ai giocattoli. La prima contiene il materiale d’importazione giapponese, distribuito sul mercato dalla Ceppi Ratti e costituito da vari modellini di astronavi, oggi molto ricercati dai collezionisti, e dai personaggi in plastica flessibile. La seconda è dedicata al materiale prodotto dall’italiana Atlantic – con i due set di figurini, alleati e nemici, e un modello dell’astronave Arcadia di ottima fattura – oltre al pupazzo di plastica vuota che poteva volare come un aquilone e alla maschera di Carnevale. La terza teca dedicata ai giocattoli presenta i personaggi in PVC e il peluche di grande formato prodotti dalla Fabianplastica e il raro Capitan Harlock messo in vendita con le caramelle Sperlari.

Il percorso espositivo sui muri inizia con le pagine del settimanale Radiocorriere TV, in cui si annunciava il lancio in edicola di TV Junior, e si continua con alcune pagine di quest’ultimo, per poi passare al materiale pubblicitario, in cui spicca il poster distribuito in omaggio con le Crocchelle Arena disegnato dall’artista veronese Giancarlo Zucconelli. Sono poi esposte due cornici con raccolte di adesivi: quella pubblicata in edicola da Edierre, con i vari personaggi, e quelli in allegato a prodotti alimentari (fagioli De Rica, patatine Crik Crok, dolciumi Chupa Chups).

Non poteva mancare il disco con la famosissima sigla italiana della serie, scritta da Luigi Albertelli e Vince Tempera, con tanto di spartito, mentre a chiudere l’esposizione di materiale italiano c’è la cartellonistica dedicata al film di montaggio Le nuove avventure di Capitan Harlock, pirata dello spazio, realizzato esclusivamente per il nostro mercato.

Di provenienza giapponese sono i cel originali della serie animata, il poster che ritrae tutti i personaggi e i tre shikishi raffiguranti Harlock di profilo, realizzati dallo stesso Leiji Matsumoto in momenti diversi, l’ultimo dei quali appositamente per gli eventi torinesi.

La situazione drammatica che stava vivendo in quei giorni il Maestro – che è tutt’ora ricoverato all’ospedale Molinette ed è in fase di ripresa – ha dato un altro significato a questa mostra. Che si è trasformata così, da semplice celebrazione dell’artista e delle sue creazioni, a vero e proprio atto d’amore e vicinanza nei suoi confronti. A messa in pratica di quei valori che, attraverso le sue opere, ha sempre declamato. Per ogni persona coinvolta, mettercela tutta e fare del proprio meglio, non arrendersi e continuare a lottare per i propri sogni, perché i sogni non svaniscono finché le persone non li abbandonano, non era una semplice opzione. Era l’unica scelta possibile.

Harlock

Anno 1979. Capitan Harlock sbarca in Italia, Mufant di Torino, 16 novembre 2019 – 12 gennaio 2020