Lucca Comics & Games.
Dove l’impossibile diventa possibile

Lucca

L’edizione 2019 di Lucca Comics & Games rischia di essere ricordata, soprattutto da chi non c’è stato e segue tutto attraverso i social, solo per la presenza di due minorenni travestiti da nazisti, con tanto di carrarmato, sulle mura della città.

Questa mascherata di pessimo gusto è l’ennesimo, triste esempio della mancanza di coscienza storica sempre più diffusa nella nostra società, per la quale il nazismo si riduce a un gioco e la svastica a un qualunque simbolo da indossare, al pari del Jolly Roger di Capitan Harlock.

È altrettanto doveroso sottolineare che si è trattato, fortunatamente, di un caso isolato. Così come non è mancato chi si è scattato un selfie con loro, anche persone adulte, né chi ha minimizzato la gravità dell’episodio, altrettanto forti sono state le condanne.

Primo, perché i simboli nazisti, ostentati in questa maniera così superficiale e al di fuori di una rievocazione storica, tradiscono lo spirito di inclusione del cosplay, secondo il quale chiunque può travestirsi da qualunque personaggio. Senza distinzioni di sesso, etnia o nazionalità. Secondo, perché l’ideologia nazista è incompatibile con la stessa mission di Lucca Comics. Il tema di quest’anno, Becoming Human, testimonia infatti un invito a riscoprire l’umanità, a essere umani aprendosi all’altro.

Giustamente e prontamente, la società organizzatrice Lucca Crea e il Comune di Lucca si sono dissociati da quello squallido episodio e i ragazzini con la svastica sono stati allontanati, nella speranza che i genitori possano spiegare loro cos’è stato veramente il nazismo.

Al di là di questa brutta parentesi, Lucca Comics & Games 2019 ha avuto molte carte da giocare. E l’ha fatto nel migliore dei modi, con la grandiosità che la caratterizza da ormai una quindicina d’anni. Da quando uscì dagli spazi angusti del Palazzetto dello Sport e dell’area fieristica circostante per diffondersi in tutta la città, dentro, intorno e sopra le mura del centro storico, fino a diventare il principale evento europeo dedicato alla cultura pop.

 

MAESTRI IN FIERA

Lucca

Chris Claremont e la cosplayer italiana di Fenice

Lucca Comics & Games è il luogo in cui l’impossibile diventa possibile. Una specie di realizzazione delle idee di Walt Disney.

A Lucca Jim Starlin, il leggendario creatore delle storie cosmiche della Marvel, ricorda un’origine comune con Martin Scorsese in quella New York anni ’70 in cui l’impulso creativo passava attraverso la sperimentazione artistica, nel fumetto come nel cinema. E nel dirlo costruisce un ideale ponte fra quei cinecomic eredi delle sue storie, che oggi trionfano nei multisala, e il loro principale critico, che identifica in quei franchise l’annullamento del rischio di produzione da parte degli studios.

Sempre a Lucca Chris Claremont, il mitico sceneggiatore degli X-Men, colui che diede spessore ai mutanti creati da Stan Lee, incontra Jennifer De Filippi, cosplayer italiana di Fenice, il personaggio che più di tutti portò a maturazione. E non soltanto posa con la ragazza in foto, ma interagisce amabilmente con lei sui social.

Ed è a ancora a Lucca che Don Rosa, il grande autore della Saga di Paperon De’ Paperoni, l’uomo che creò una continuity per i Paperi, torna per un giorno a casa Disney e si concede tranquillamente ai fan dopo un addio non proprio idilliaco con la casa madre.

Basterebbe la disponibilità di questi tre Maestri del fumetto, che hanno poi lasciato le orme delle mani sulla Lucca Walk of Fame, per capire che Lucca è il luogo dove il sogno diventa realtà, la fantasia concretezza e l’irraggiungibile raggiungibile.

 

COSPLAY DA CINEMA

Lucca

Bubo, realizzato e mosso da Michelangelo Carano, e sua sorella Carlotta

Un’altra prova sono i meravigliosi cosplay, quelli veri e senza svastiche, che hanno invaso le strade della città sfidando il cattivo tempo. A cominciare dai numerosissimi Joker, personaggio del momento, che spuntano ovunque, qui il cinema sembra ispirare, al pari del fumetto, la creatività di molti costumi.

Un uomo travestito da Quint, il pescatore interpretato da Robert Shaw ne Lo squalo, che spunta con il busto da una testa di pescecane. Una coppia che impersona i fantasmi di Beetlejuice, con le loro maschere grottesche. Un uomo mascherato da Pinguino di Batman – Il ritorno, che parla e si muove esattamente come Danny DeVito nel film. E questo giusto per nominarne alcuni.

E poi ci sono loro, Michelangelo e Carlotta Carano, fratello e sorella, dentisti per professione e artisti del cosplay per passione. Si sono messi in luce gli anni precedenti con il gruppo di He-Man e i Masters of the Universe, con tanto di tigre in struttura rigida rivestita da polistirolo e resina epossidica.

E trionfano quest’anno come miglior cosplay di gruppo con la loro rappresentazione ispirata al film cult anni ’80 Labyrinth. Lo spettacolare pupazzo della bestia gentile Bubo, con telaio interno d’alluminio, rivestimento in pelliccia sintetica e materassina e testa in polistirolo e polistirene, mosso dall’interno da Michelangelo con un meccanismo incredibile, conquista tutti. «Un sogno d’infanzia che si realizza», secondo le parole di Carlotta.

 

Lucca

Il concerto degli Oliver Onions

UN CONCERTO IN RICORDO DI BUD

Più degli acquisti di fumetti e gadget che, naturalmente, non sono mancati, per me Lucca quest’anno è stata però, più di ogni altra cosa, il concerto degli Oliver Onions, la storica band composta dai fratelli Guido e Maurizio De Angelis a cui si devono le colonne sonore dei film di Bud Spencer e Terence Hill. È proprio in seguito alla morte di Bud nel 2016 che la band si è riunita. Prima in quella che pareva essere un evento unico, poi in una serie di date. L’evento lucchese era qualcosa che attendevo da anni.

I fantastici cosplayer di Bud e Terence, poco lontani dal palco, contribuiscono a creare l’atmosfera giusta. In un concerto straordinario, Guido e Maurizio si raccontano attraverso aneddoti e ricordano Bud, alla vigilia di quello che sarebbe stato il suo novantesimo compleanno, eseguendo numerosi brani della sua filmografia. Partecipare al gran finale con il Coro dei Pompieri, nella cui esecuzione viene coinvolto il pubblico, oltre che un divertimento è un’emozione unica.

Tutto questo, malgrado il pensiero che il treno del ritorno sarebbe partito entro un quarto d’ora e la stazione non è così vicina. È necessaria una corsa lungo le mura per non perdere l’ultimo convoglio, un po’ come nella saga di Galaxy Express 999 cantata in una delle loro sigle più belle. Solo che la direzione non è lo spazio ma, molto più terra terra, La Spezia.

 

UN UNICO NEMICO

Lucca

La pioggia a Lucca Comics & Games 2019. Foto di Marzia Francesconi

Il vero nemico, come da sempre a Lucca, è uno solo: la pioggia. Altro che i nazisti. Certo, ogni volta andiamo a sfidarla nel periodo dell’anno in cui è più forte, quindi in teoria abbiamo poco da lamentarci.

Quest’anno è stata veramente dura, al punto che è partita una petizione per spostare la fiera a settembre, quando il clima è più mite. E si è formulata l’ipotesi di tornare nell’area del Palazzetto, dimenticando che fu anche per il disagio di restare ore fuori dai padiglioni senza riparo che la fiera è stata trasferita nel centro storico.

A me è capitato di affrontare la pioggia tre volte in questa edizione, in altrettante battaglie. Sulle mura, mentre facevo il mio consueto giro con gli amici a guardare i cosplay; sotto il palco degli Oliver Onions, e qui ha colpito duro; e di ritorno, in fila fuori della stazione, e lì abbiamo dovuto formare una specie di tettoia con gli ombrelli per non inzuppare noi e i nostri acquisti.

Ma per fortuna, da anni ormai, porto con me una scorta di buste di plastica sigillate. Con quelle riesco a preservare l’integrità dei fumetti e della varia merce in uno zaino tutt’altro che impermeabile. E infatti, ancora una volta, la merce è arrivata a casa sana e salva.

Magari parlare di plastica di questi tempi non è il massimo. Ma visto che utilizzo le stesse buste da anni in fondo si tratta di riciclo, e allora se ne può parlare con disinvoltura.