Ripartire subito!

Ripartire subito!

Massimiliano Zane, progettista culturale per mestiere e vocazione, interviene sulla chiusura della cultura per corona virus.
#grandimagazziniculturali

“Sono bastate poche ore per chiudere tutti i luoghi culturali in ben sei regioni italiane: 30 milioni di Italiani vivranno questa settimana senza musei, scuole, biblioteche, teatri, cinema… senza cultura.

Il #Coronavirus ha creato uno stato di emergenza che, tra gli altri (e forse più degli altri), sta mettendo in ginocchio tutto il settore della cultura e della creatività. Un ecosistema ampissimo, già endemicamente fragile, travolto da una emergenza contingente che ha portato alla luce difficoltà e contraddizioni che affliggono il mondo culturale nazionale già da molto tempo. Una situazione a tratti surreale, che vede migliaia di operatori di ogni ordine e grado, di professionisti (molti senza alcuna indennità) e di imprese, accanto a milioni di visitatori, tutti “congelati” nel giro di 24 ore e fino a data da destinarsi.

Un impatto economico e sociale estremamente negativo, dalle cui pieghe emerge chiaramente il bisogno (urgente) di armonizzare un settore (e la sua filiera) ad oggi ancora troppo frammentato, esposto a contingenze terze imprevedibili. Un asset economico e produttivo (piace definirlo così) importante, tuttavia ancora volatile nel suo esser privo di una connotazione economica tale da permettergli di godere, tanto in tempi buoni, quanto in quelli di emergenza, di una struttura economica caratterizzata da un “piano industriale” vero, chiaro e specificatamente definito all’interno del quadro nazionale, che preveda azioni e supporti idonei per affrontare eventuali criticità, come qualunque altro settore. Perché se è utile individuare obiettivi condivisi (che non siano legati a sterili classifiche e top ten) è urgente anche definire mezzi di sostegno e superamento di eventuali crisi e flessioni, come in questi casi, come per il manifatturiero, come per il tessile, come per l’agricoltura o l’industria. Perché per generare “valori” servono le giuste condizioni, e se si è deciso di bloccare la cultura, e subito, si dovrà essere altrettanto pronti e decisi a pensare subito a come sostenerla per farla ripartire…”.