Guardami negli occhi e ti fotografo come sei. Helmut Newton alla GAM di Torino

Helmut Newton
Rushmore, Italian Vogue - 1982 - © Helmut Newton Foundation, Berlin

Alla GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, fino al 3 maggio 2020, sarà visitabile la retrospettiva Helmut Newton. Works, promossa da Fondazione Torino Musei e prodotta da Civita Mostre e Musei con la collaborazione della Helmut Newton Foundation di Berlino.

Curatore della mostra è Matthias Harder, direttore della fondazione tedesca, che ha selezionato 68 fotografie per raccontare la lunga carriera del grande fotografo, nato nel 1920 e morto nel 2004. Capace fin dagli inizi di stupire e far scalpore per il suo stile visivo veramente unico, Newton ha sempre realizzato opere non solo particolarmente personali e di successo, ma in grado di raggiungere un pubblico estremamente vasto, sia grazie alle riviste e ai libri in cui sono state pubblicate, sia alle mostre nelle quali sono state esposte.

“La fotografia di Helmut Newton, che abbraccia più di cinque decenni, sfugge a qualsiasi classificazione e trascende i generi, apportando eleganza, stile e voyeurismo nella fotografia di moda, esprimendo bellezza e glamour e realizzando un corpus fotografico che continua a essere inimitabile e ineguagliabile”, afferma Matthias Harder.

Il percorso di mostra spazia dagli scatti risalenti agli anni ’70, con le numerose copertine per Vogue, fino a opere più recenti, come il celebre ritratto di Leni Riefenstahl del 2000, realizzato quando la regista sua connazionale aveva quasi 100 anni.

Le quattro sezioni in cui è divisa la mostra, che coprono un lungo arco di tempo, sono la testimonianza di come Newton abbia sempre realizzato scatti potenti e innovativi. Fra questi i numerosi ritratti di personaggi famosi del Novecento, da Andy Warhol (1974) a Catherine Deneuve (1976), da Paloma Picasso (1983) ad Anita Ekberg (1988), da Claudia Schiffer (1992) a Gianfranco Ferré (1996), fino a Gianni Agnelli (1997).

Delle importanti campagne fotografiche di moda sono esposti alcuni servizi realizzati per Mario Valentino e per Thierry Mugler nel 1998, oltre a una serie di importanti fotografie, ormai iconiche, pubblicate sulle più importanti riviste di moda internazionali.

Attraverso il suo obiettivo, Newton osservava a fondo la realtà e, dietro il gesto elegante che le immagini esprimono, permetteva di intravedere l’esistenza di una realtà ulteriore, misteriosa e seducente, che lo spettatore era libero di interpretare.

Secondo la moglie June, “Helmut è un gran manipolatore. Sa esattamente quello che vuole ed è implacabile nel cercare di ottenerlo sulla pellicola. Gli piace la teatralità della fotografia. Le modelle diventano le sue creature, i suoi personaggi”.

La fotografia di moda, per Newton, è il terreno giusto non soltanto per descrivere, ma anche per ridefinire lo spirito dei tempi. Raccontava attraverso le immagini storie emozionanti e sorprendenti, tendenti al surrealismo, intrise di lusso, eleganza e seduzione, ricche di riferimenti culturali e anche di un certo senso dell’umorismo.

Il senso estetico di Newton pervade tutti gli ambiti della sua opera: oltre alla moda, anche la ritrattistica e la fotografia di nudi. Al centro di tutto sono le donne, delle quali riesce sempre a ritrarre il fascino e la capacità di sedurre. Un altro motivo frequente delle fotografie di Newton è l’interazione fra donne e uomini, mai banale e mai improntata sulla volgarità.

Newton era in grado di trasformare luoghi banali in palcoscenici teatrali, dando vita a scenari non convenzionali, particolarmente minimalisti e con grande contrasto con i soggetti ritratti. “Non m’interessa il buon gusto. (…) Mi piace essere l’enfant terrible” dichiarò Newton a proposito del suo senso estetico.

Uno dei set fotografici preferiti dall’artista era il garage del suo condominio a Monaco, nel quale girò un servizio con modelle e auto parcheggiate disposte fino a formare un dialogo visivo.

Helmut Newton Works è il titolo del volume edito da Taschen che comprende anche le foto esposte alla mostra e ne rappresenta idealmente il catalogo.