Museo del Novecento

Museo del Novecento
By Paolobon140 (Own work) [CC BY-SA 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], via Wikimedia Commons

Indirizzo

Via Marconi, 1 20122 - Milano

Contatti

Tel.: +39 02 884 440 61
Sito web: Museo del Novecento

Orari di Apertura

  • Lunedì: 14:30 -19:30
  • Da martedì a domenica: 09:30 - 19:30

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Il Museo del Novecento è stato inaugurato il 6 dicembre 2010, dopo un’importante opera di rifacimento degli architetti Italo Rota e Fabio Fornasari per un costo complessivo di circa 28 milioni di euro, in quel Palazzo dell’Arengario costruito negli anni ’30 proprio di fronte alla Galleria e di fianco a Palazzo Reale.

Ciò che maggiormente colpisce l’attenzione quando si entra è la grande rampa a spirale che dal livello della metropolitana raggiunge la terrazza panoramica affacciata sulla piazza del Duomo. Cifra architettonica identificativa del museo, si presenta come «una struttura dalla fisicità introversa – quale l’ha definita Italo Rota – che impone un contatto quasi fisico e diretto con le opere esposte». In effetti la sensazione che si ha nel girare tra gli spazi espositivi è quella di un’intimità quasi familiare, lontanissima da quel senso di smarrimento che spesso ci assale quando visitiamo i grandi musei realizzati da famosi archistar, dove l’attenzione è alle volte puntata poco sul contenuto e troppo sul contenente, e il rischio è che ad un certo punto tutto cominci a vorticarti intorno, indistintamente. Qui invece, continua Rota: «c’è sempre l’idea di non confonderti, di chiudere un discorso e di aprirne un altro». Non a caso, è stata compiuta una selezionatissima scelta delle opere da mettere in esposizione.

Il percorso espositivo

Delle oltre quattromila che appartengono alle Civiche Raccolte d’Arte milanesi, solamente 400 sono entrate a far parte della permanete del museo. La prima ad accogliere i visitatori, nella sala principale all’entrata, è il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, realizzato nel 1901, rappresenta l’ideale punto di partenza del passaggio dall’Ottocento alla modernità. Il percorso espositivo prosegue poi per sale monografiche a tema, dislocate sui diversi livelli dell’edificio, collegati gli uni agli altri proprio dalla rampa a spirale centrale.

Si parte da una sezione dedicata alle Avanguardie internazionali con dipinti di Picasso, Braque, Klee e Kandinskij, Laurens e Modigliani per poi accedere alla prima sala dedicata al Futurismo. Il percorso è contrassegnato dalla presenza di sezioni monografiche, tra cui quella di Umberto Boccioni, con una collezione di opere unica al mondo. Segue l’arte degli anni Venti e Trenta, tra Novecento e Astrattismo con monografie di de Chirico, Morandi, Martini e Melotti, mentre a Lucio Fontana è stato dedicato il grande salone della torre dell’Arengario. La sala è stata progettata come un’enorme opera ambientale allo scopo di allestire in modo rispettoso il soffitto del 1956, quell’affresco su cemento, proveniente dall’Hotel del Golfo dell’Isola d’Elba e concesso in deposito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nonché il Neon di proprietà della Fondazione Fontana e i Concetti spaziali degli anni Cinquanta. Al terzo piano si trova una sala dedicata a Burri e alle opere degli anni Cinquanta e Sessanta dei maggiori maestri italiani (Vedova, Capogrossi, Novelli, Tancredi, Accardi). La sezione conclusiva, oltre 1200 metri quadri situati nella manica lunga al secondo piano di Palazzo Reale e collegati all’Arengario da una passerella sospesa, è invece dedicata agli anni Sessanta. Una grande sezione è riservata all’Arte Cinetica e Programmata con una serie di ambienti del Gruppo T, per continuare con la Pop Art italiana e con i dipinti di grande formato della Pittura Analitica. La fine del percorso è dedicata alle sculture di Luciano Fabro, padre milanese dell’Arte povera che rappresenta lo snodo tra la modernità e il contemporaneo.

In totale, oltre ottomila metri quadri di superficie, di cui più di 4mila dedicati allo spazio espositivo, per raccontare l’arte del Novecento.