Gli alberi fanno storia

Gli alberi fanno storiaPer i 50 anni della Giornata della Terra, promossa per la prima volta dall’ONU nel 1970 con l’obiettivo di tutelare la conservazione delle risorse naturali del nostro pianeta, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali ha pubblicato la mappatura degli alberi monumentali d’Italia. Ha spiegato il Sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe L’Abbate: “Si tratta di esemplari unici, che vanno tutelati come patrimonio di particolare interesse naturalistico, ambientale e storico-culturale per la bellezza dei fiori, dei fusti o delle foglie, o per le particolari dimensioni o età e sono presenti sia in particolari complessi architettonici, quali ville, chiese, orti botanici e residenze storiche sia in centri urbani”,

Si va dalle querce gemelle del parco di Villa Reale a Monza (oltre 26 metri di altezza e 600 centimetri di diametro), portate dall’America agli inizi dell’Ottocento dal Vicerè d’Italia Eugenio di Beauharnais che curò il parco per volontà di Napoleone alla gigantesca quercia roverella in provincia di Lucca; si tratta di un possente albero di oltre 600 anni i cui rami si estendono per 40 metri cadendo verso il suolo, si dice perché vi danzino sopra le streghe. Dalla fine del secolo in poi è stata ribattezzata Quercia di Pinocchio perché lo scrittore Carlo Collodi da bambino passava in zona le sue vacanze. E, ancora, sempre in provincia di Lucca, in località Pian del Quercione di Massarosa, si trova uno degli ulivi più celebri d’Italia, con una circonferenza di 10,6 metri e un’età valutata tra gli 800 e i 1.500 anni: è l’olivo dei trenta zoccoli perché ci potevano lavorare sopra una quindicina di raccoglitori d’olive assieme che, salendo sull’albero, lasciavano al suolo i loro trenta zoccoli. Scendendo l’Italia ecco, in provincia di Catanzaro, presso l’Eremo di Sant’Elia in Curinga, il più grande platano vivente in Italia, la cui circonferenza è di 20 metri. E l’albero più antico d’Italia? C’è disputa ma secondo il Corpo Forestale dello Stato si trova a Luras, in Gallura e si tratta di un ulivo selvatico che viaggia tra i 2500 e i 4000 anni e può essere ammirato in località Santu Baltolu: 15 metri di altezza e la bellezza di 11,80 metri di circonferenza.