Sappiamo tutto di Peter Pan?

Peter Pan
«Siamo tutti convinti di saperla lunga su Peter Pan, e invece perlopiù ci sbagliamo.
Facile, cavarsela col santino del bimbo che non vuole crescere o figurarselo dispettoso e dispotico, in verdi braghette elfiche, come l’ha visto e vestito Walt Disney sostituendo la sua immaginazione alla nostra.
No, il vero Peter è un bambino molto piccolo con la testa grossa che non ha mai avuto un compleanno, perché la sua età è da sempre di una settimana, vestito sommariamente di un camicino di cui farà presto stracci per foderare i nidi dei suoi compagni pennuti; un piccoletto nudo che deve imparare a cavarsela nel mondo complicato dei Giardini di Kensington.
Un posto pericoloso, che pullula di stizzose fate alte così e infestanti bambini cresciuti, e dunque smemorati, che per fortuna hanno la buona abitudine di avviarsi verso casa al traino delle tate quando è Ora di Chiusura, loro che una casa ce l’hanno.
Lui, Peter, invece ha pochissime cose: una barchetta che in verità è un nido di tordo, una banconota da cinque sterline che una volta era una barchetta, e tutto il tempo del mondo, dal momento che ha rinunciato al nostro, di tempo, col suo computo imperioso che impone ai bambini di diventare grandi, e di farlo in fretta.
Dentro questo libro c’è la storia del vero Peter Pan, giardini e tutto, molto molto prima di Wendy e Campanellino e Capitan Uncino…»
Così Beatrice Masini su Peter Pan che ci introduce alla lettura de “L’uccellino bianco” (Marsilio), romanzo formato dal  padre letterario dell’eterno faciullo, James M. Barrie
Se la storia di Peter Pan e della sua Neverland fa parte dell’immaginario di tutti noi, meno noto è invece il romanzo che di Peter Pan costituisce l’atto di nascita, L’uccellino bianco, un “romanzo per adulti” che, come i tanti altri scritti da Barrie, ruota intorno al tema dell’incapacità di accettare la fine dell’infanzia.
Raccontata in prima persona da un narratore di mezza età, nel quale è ben ravvisabile l’alter ego dell’autore, è la storia dell’amicizia – intensa, bellissima e a tratti dolorosa – tra lui e il ragazzino David: insieme inventano scherzi e giochi, ridono e piangono, e si raccontano storie. Una di queste, che occupa la parte centrale del romanzo, è la fiaba di Peter Pan nei Giardini di Kensington, che in seguito volò via, come il suo piccolo protagonista di soli sette giorni, dal romanzo-casa in cui era nata, e fu sempre pubblicata da sola, godendo del successo planetario e inarrestabile dell’altro Peter Pan, il “ragazzo che non voleva crescere”, e delle sue magiche avventure. Mentre cadeva nell’ombra – e ancora ci resta – quell’Uccellino bianco che gli ha dato vita: un romanzo strano, ricco, originalissimo, commovente e ironico, comico e drammatico, scritto in un linguaggio innovativo fino al paradosso, in cui le voci e le storie del bambino e dell’adulto si cercano e si incontrano, si sfidano e si mescolano in una struttura narrativa anch’essa fluida ed eterogenea, che sembra voler scardinare dall’interno la forma “adulta” del romanzo realistico ottocentesco per far posto alle forme e alle parole del gioco, dell’improvvisazione e della fantasia. Un “mondo di mezzo”, la cui cifra è quella di una doppia voce che lo attraversa e lo racconta: tra romanzo e fiaba, tra adulti e bambini, tra male e bene, riso e pianto, sogni e risvegli. E tra la vita e la morte, come i “bambini perduti” che Peter Pan porterà con sé nell’Isola che non c’è.
James M. Barrie (1860-1937), noto al mondo come l’autore di Peter Pan, fu scrittore versatile e prolifico: racconta la sua Scozia antica e severa in storie ricche di colore e tradizioni, nonché nella appassionata biografia della madre, Margaret Ogilvy; scrive romanzi di impianto psicologico e sottilmente autobiografico (Sentimental Tommy, Tommy and Grizel, The Little White Bird) che tutti ruotano intorno al tema dell’infanzia e della incapacità di crescere; e produce molti testi teatrali di successo, tra i quali The Admirable Crichton, What Every Woman Knows, Mary Rose. Personalità tormentata e complessa, realizza con Peter Pan il miracolo di un successo e di un mito immortale.
Sappiamo tutto di Peter Pan?

James M. Barrie
L’uccellino bianco
con uno scritto di Beatrice Masini
traduzione di Carla Vannuccini
a cura di Giovanna Mochi
pag 288 (Marsilio)