Sfogo di un populista senza mascherina scritto da un antipopulista mascherato.

mascherina

Diciamoci la verità: hanno ragione i no-mask! Basta stronzate. È ora di finirla con tutte queste imposizioni senza senso che calano dall’alto. Quando è troppo è troppo. E, ora, abbiamo davvero superato il limite. E non parlo di questa assurda mascherata delle mascherine. Le mascherine sono soltanto l’ultima buffonata in ordine di tempo. E nemmeno la più grave.

Un esempio? Parliamo di strade. Che c’entrano le strade? Come che c’entrano? C’entrano eccome. Chi è che ha coperto il Paese di strade, eh? Ve lo siete mai chiesto? Chi ha deciso di sommergere l’Italia sotto un oceano di bitume? E con quale diritto lo ha fatto? Glielo abbiamo mai chiesto? E loro? Ci hanno mai chiesto se volevamo decine di migliaia di strade? Se le volevamo proprio lì dove loro hanno deciso di farle? O se le volevamo così come le hanno fatte? A me, no. E a voi? E se noi avessimo voluto andare da qualche altra parte? Oppure andare lì ma facendo un altro giro, passando per tutt’altra strada? Ma loro, no: non ce l’hanno chiesto. Hanno deciso per noi. Perché di noi se ne fregano. Questa è la verità. Svegliatevi!

E lo stesso vale per i ponti. I ponti, sì. Pensateci: chi diavolo ha costruito tutti questi maledetti ponti? Che, tra l’altro, vengono giù uno dopo l’altro, come birilli in un bowling. Quattro gocce e – bam! – crolla tutto! E, a volte, vengono giù persino quando non piove. E, poi, chi gliel’ha detto a quei cialtroni che ci governano che io volevo attraversare il dannato fiume che passa dietro casa mia? E se non avessi avuto alcuna intenzione di farlo? Chi diavolo gli ha dato il diritto di decidere per me? E, se non avessi voluto che quei bifolchi e ignoranti che vivono sull’altra sponda venissero da questa parte? Con quel maledetto ponte ora possono farlo! Chi gliel’ha chiesto? Si può sapere? Cosa credevano? Che se avessi voluto attraversare il fiume, non sarei stato capace di farlo? Ma certo che ne sarei stato capace! Mi sarei tuffato e lo avrei attraversato a nuoto, cazzo! Che nuotare fa anche bene. Gambe, braccia, fiato: tutto! Se non mi sono mai tuffato, vuol dire una cosa sola: che di tutto quello che c’è sull’altra sponda, e di quei bifolchi che ci vivono, non me ne frega una beneamata mazza! E, invece, no: loro hanno deciso che mi doveva importare. Che dovevamo incontrarci, conoscerci, convivere. Convivere? Con chi? Con quelli? Ma per carità! Io? Venissero quei geni che costruiscono i ponti a conviverci: io non ci penso proprio. Ma ormai la frittata è fatta e non c’è più niente da fare. Anche se io non vado di là, infatti, possono sempre venire loro di qua! Ecco cosa sono i ponti: una prevaricazione. Una totale mancanza di rispetto. Una violazione della privacy. Anzi: una vera e propria violenza. Violenza, sì. Perché uniscono cose che Madre Natura ha voluto tenere separate. Con un fiume, tra l’altro, mica un rigagnolo! Ma – santo Dio! – se ha voluto separarle, una ragione ci sarà, no? O quei cialtroni sono convinti di saperne di più anche di Madre Natura? “Francia o Spagna purché se magna”, diceva mio nonno. E, pur di mangiare, questi figli di buona donna se ne inventano di tutti i colori! E non c’è stato verso: hanno costruito gli stramaledetti ponti dappertutto: rigagnoli, canali, affluenti, fiumi, viadotti. Ovunque. E via: altro cemento e altro bitume!

Per non parlare delle stramaledette gallerie. Hanno bucato tutto. Tutto! Non c’è montagna, collina e nemmeno dosso che non sia stato sventrato. Viviamo su una fottutissima groviera. Un giorno o l’altro, la terra sulla quale siamo nati ci ingoierà tutti e ci farà sparire nelle sue viscere con un bel rutto! Fine dei giochi. Talpe sono, altro che uomini, Cristo Santo! Sono malati: come vedono un rigonfiamento, un rialzo, una gobba, giù a scavare: trafori, gallerie, tunnel, sottopassi. Niente: non si salva niente. Frejus, San Gottardo, San Bernardo, Montebianco, Brennero, Gran Sasso, “variante di valico”… non hanno risparmiato neanche una cazzo di montagna. Non una. Dice: “ma, adesso, tra Bardonecchia e Modane ci vogliono solo dieci minuti!”. “E ‘sticazzi!”, come direbbe Rocco Schiavone. Qualcuno ha mai chiesto agli abitanti di Bardonecchia e Modane se si volevano incontrare? Nemmeno bergamaschi e bresciani, si sopportano, per non parlare di pisani e livornesi, fiorentini e senesi, chietini e pescaresi, baresi e tarantini, palermitani e catanesi: figurarsi se possono sopportarsi piemontesi e francesi! Ma, soprattutto, si può sapere che cazzo ci vanno a fare a Modane ogni dieci minuti quelli di Bardonecchia?

Ed è così per tutte le cose: possibile che non ve ne rendiate conto? Tutte. Bici, monopattini, motorini, moto, auto, bus, metro, treni, gommoni, barche, battelli, navi, aerei: se le sono inventate tutte per violare la nostra autonomia e la nostra libertà, mettendoci in contatto gli uni con gli altri e adesso vogliono imporci questo cazzo di distanziamento sociale? Come se non ci fossero già abbastanza distanze sociali tra noi e tutti quei bastardi, figli di puttana, che non pagano una lira di tasse – lira, sì: l’euro non lo voglio nemmeno sentire nominare! – e fanno la bella vita sulle nostre spalle! C’era bisogno di altre distanze sociali? Ma facciano pace col cervello, sempre ammesso che ne abbiano uno. A giudicare da tutte le stronzate che dicono, dubito che ce l’abbiano.

Dite la verità: non lo trovate curioso anche voi? Cosa? Come cosa? Non glien’è mai fregato un cazzo di come viviamo, se abbiamo un lavoro o no, se riusciamo ad arrivare al 27 del mese, e, all’improvviso, sembra che non ci sia niente di più importante al mondo della nostra salute, eh? Ci hanno preso a calci nel culo per tutta la vita e, adesso, ci chiedono “Vi fa male? Venite qua che vi spalmiamo la cremina e passa la bua”. Cremina un cazzo! Dove diavolo erano prima del Covid, si può sapere, eh? A farsi i ricchi cazzi loro. Ecco dov’erano. Lo stesso posto nel quale torneranno non appena questa maledetta emergenza sarà finita. E perché adesso sono qui? Perché adesso l’affare siamo noi! Sveglia! Mascherine, guanti, camici, sanificazione, test sierologici, tamponi, ricoveri, vaccini: gare da centinaia e centinaia di miliardi. E loro giù a mangiare! A chi vogliono darla a bere? Tutta questa attenzione alla nostra salute puzza lontano chilometri. Altro che mascherina! Che gettino loro la maschera una volta per tutte! Così, finalmente, vedremo che faccia hanno! Ve lo dico io che faccia hanno: spiccicata al posto nel quale ci hanno preso a calci per tutti questi anni. E, quando si toglieranno la maschera, gliela metteremo noi la… cremina… La mascherina io non la porto. E non la porterò mai. Perché non ho niente da nascondere, io! La faccia se la coprono solo rapinatori e clown. E questi cialtroni sono entrambe le cose. Con un’unica differenza: i clown fanno ridere, mentre questi mascalzoni ci fanno piangere e ridono solo loro. ‘Fanculo.