Ho perso le parole
Non provate a cercare la parola “Acersecomic” in un qualunque vocabolario di inglese moderno, tanto meno in un comunissimo dizionario di italiano-inglese, non la troverete. Questo termine, che sta ad indicare “una persona che non si è mai tagliata i capelli” è apparso solo due volte nella storia, nel 1623 e nel 1656. Lo stesso vale per “Hamartia”, la cui origine ha radici ancora più lontane nel tempo. La usò infatti per la prima volta Aristotele per descrivere una tragedia, più precisamente per definire quel “difetto del carattere che porta un eroe tragico alla sua disfatta”. James e Michael Fitzgerald, due gemelli irlandesi che gestiscono uno studio di grafica e design a Cork, hanno deciso di mettere insieme alcuni dei termini inglesi più rari (e più difficili da pronunciare), ed hanno realizzato l’A-Z of Unusual Words, un vero e proprio abbecedario visivo, tipo quelli che vengono usati dai bambini per imparare le lettere, a cui ad ogni parola è associato un disegno che la interpreta ed una didascalia che ne spiega il significato. (www.theprojecttwins.com)
(di Claudia Tani)

























