Piante da strada: in Italia sono 227

Piante da strada: in Italia sono 227In Italia il bosco è in crescita. In 25 anni è passato dal 31 per cento al 38 per cento della superficie nazionale. In media, nel nostro paese, soprattutto a causa del progressivo abbandono del sistema rurale, circa il 40% della superficie nazionale è coperta da sistemi forestali. Secondo l’Istat, in Italia ci sarebbero 3,6 milioni di fusti tra strade e palazzi. Il dato, del 2017, si riferisce esclusivamente ai comuni capoluogo di provincia. Considerando non solo gli alberi, ma tutti i tipi di piante, l’Istituto nazionale di statistica quantifica, in media, per i cittadini dei 109 capoluoghi di provincia, 31,7 metri quadrati di verde a persona. Un’estensione in teoria ben superiore ai 9-11 metri che il comitato per lo sviluppo del verde pubblico del Ministero dell’Ambiente considera sufficiente a garantire una buona qualità della vita in contesti urbani ma che varia molto di città in città. E che, soprattutto, da diversi anni resta sostanzialmente invariata: a livello nazionale dal 2011 al 2017 l’incremento è stato appena di 60 centimetri quadrati per abitante.

Secondo il primo studio sulla biodiversità delle alberature urbane, condotto dal Dipartimento di Scienze dell’Università di Roma Tre, in Italia sono 227 le specie di piante da strada. Tra le varietà più diffuse ci sono il platano, il leccio e il bagolaro. La città italiana con più biodiversità arborea (con 145 specie presenti) è Roma, seguita da Milano a quota 140. In fondo alla classifica ci sono Bari e Palermo con sole 33 specie, e Napoli con 32. Spiega Giulia Caneva, docente di botanica all’Università di Roma Tre e coordinatrice della ricerca: “La varietà di alberi da piantare su strada spesso sono state scelte secondo un criterio di uso pratico. Un orientamento che sembra aver ispirato per esempio la prima selezione di alberi stradali a Roma alla fine del XVI secolo quando papa Sisto V decide di piantarne diversi lungo le strade più grandi che collegano le principali chiese della città in modo da offrire un rifugio ai pellegrini durante il giubileo. In questo caso, l’editto del papa specifica anche che le nuove alberature dovranno essere costituite solo da olmi, una pianta che può essere utilizzata anche per ricavare mangime per il bestiame”.