Del diario e del ritorno della memoria (scritta)
Dal 18 al 21 settembre l’Archivio dei diari aprirà al suo pubblico le piazze di Pieve Santo Stefano per la 41esima edizione del Premio Pieve Saverio Tutino, organizzato dall’Archivio Diaristico Nazionale con il sostegno di vari enti e istituzioni fra cui Ministero della Cultura, Regione Toscana e Comune di Pieve Santo Stefano. Il tema di quest’anno è “1945 – 2025. Il ritorno della memoria“, declinato in quattro giornate scandite dalle memorie di “gente comune” nel corso di incontri con autori, studiosi, giornalisti, appuntamenti teatrali, presentazioni editoriali, esposizioni di manoscritti originali.
A seguire la nota degli organizzatori.
Viviamo in un tempo in cui la metà degli elettori non esercita più il diritto di voto. In cui il bilanciamento dei poteri all’interno dello Stato è visto come un intralcio. In cui la prospettiva di volare su Marte e colonizzare lo Spazio ha più valore di portare la pace a un popolo in guerra, impedire a un migrante di morire in mare, curare un malato indigente, un minore o un anziano non autosufficiente. Ma abbiamo già conosciuto un’epoca in cui la maggioranza della popolazione si ribellava all’ordine, la volontà fulminea e violenta di pochi prendeva il sopravvento sulle incertezze dei molti, la fascinazione verso la velocità e il futuro ci facevano dimenticare la solidarietà e il mutuo soccorso. È successo a partire da un secolo fa, quando la maggioranza degli italiani ha scelto il fascismo e ci sono voluti vent’anni per tornare liberi, a prezzo di una guerra mondiale e di una guerra civile.
A ottant’anni di distanza abbiamo festeggiato quel giorno luminoso, il 25 aprile 1945, quando grazie all’insurrezione partigiana e alla marcia delle truppe alleate è avvenuta la Liberazione del Nord Italia dall’occupazione nazifascista e si è aperta la stagione della rinascita per un’Italia finalmente democratica e repubblicana. Anche se oggi guardiamo a quell’anniversario con sguardo preoccupato, perché troppe similitudini ci ricordano i peggiori passaggi delle pagine più nere della nostra storia. “La fine della storia” s’intitola il celebre e discusso saggio di filosofia politica scritto da Francis Fukuyama nel 1992, dopo la caduta dell’Unione Sovietica. “La storia è tornata” hanno ribattuto in molti dopo l’invasione della Russia in Ucraina trent’anni dopo.
Noi invece invochiamo “il ritorno della memoria”: per quanti a differenza di noi in questi anni se ne fossero allontanati, per quanti avessero imboccato ingannevoli scorciatoie alla ricerca di una soluzione ai mali del nostro tempo, per quanti avessero dimenticato l’abisso in cui siamo sprofondati un secolo fa e quale sia il sapore della libertà riconquistata. Venite o tornate a trovarci. Ci sono alcune migliaia di diari, alcune centinaia di migliaia di pagine sugli scaffali dell’Archivio dei diari che vi aiuteranno a recuperare la memoria e vi sapranno guidare nelle scelte difficili del tempo che ci aspetta.

Il programma della manifestazione si articolerà fra esposizioni, spettacoli e premiazioni.
Da giovedì 18 settembre il Piccolo Museo del Diario di Palazzo Pretorio sarà visitabile gratuitamente con prenotazione obbligatoria. La mostra temporanea “Il tesoro dell’archivio“, a cura di Cristina Cangi, espone sotto teche di vetro i manoscritti più affascinanti giunti al Museo nel corso dell’ultimo anno.
Sabato 20 settembre, sempre a Palazzo Pretorio, sarà inaugurata la mostra fotografica “Se queste parole potessero parlare“, a cura di Chiara Guidoni, dedicata all’ultima performance di Francesco Petrone, che verte sull’analisi simbolica del respiro come prima e ultima manifestazione della vita: l’artista “ferma” il respiro su vetro, come se esso fosse appannato, e su questo supporto riporta parole o frasi particolarmente significative e intime, con la grafia di chi ha lasciato tali testimonianze, intendendo questa come carattere identitario della persona.
Presso l’Asilo Umberto I, che si trasforma in un luogo di memoria condivisa, sarà invece visitabile da giovedì 18 settembre “Persistenze. Ciò che resiste, ritorna“, mostra di arte contemporanea, a cura di Matilde Puleo, che indaga la memoria come gesto che ritorna, come forma che si riattiva nel presente, nel corpo, nello spazio.
Venerdì 19 settembre presso la Loggia del Grano si inaugurerà infine la mostra “Disegnami“, nella quale sette illustratori danno nuova vita alla raccolta di diari di migranti DiMMi rielaborandoli attraverso un racconto disegnato.

Nel corso della manifestazione avranno luogo sette spettacoli: quattro performance e tre spettacoli teatrali.
Giovedì 18 alle ore 18.30 e sabato 20 alle ore 12.30 e 15.00, presso l’Asilo Umberto I, Paola Roscioli porterà in scena “Tra voci di carta“: tre voci di donne emblematiche di tre diverse epoche, tre battaglie memorabili per la sopravvivenza e l’affrancamento della propria identità, affidate alla performance di una grande attrice.
Venerdì 19 alle ore 19.00 in Piazza Plinio Pellegrini si svolgerà la performance “La linea dell’Acqua: oceani e fiumi, andate e ritorni nell’Archivio di Pieve“: lavorando con giovani del luogo ma non solo, Andrea Merendelli del Teatro di Anghiari ci condurrà lungo le traiettorie di emigrazione che hanno da sempre caratterizzato il movimento di generazioni verso l’ignoto.
Gli spettacoli di teatro avranno luogo alle ore 21.45 presso il Campo alla Fiera.
Giovedì 18 Marco Baliani sarà protagonista di “Corpo eretico. Dialogo in tempo presente con Pier Paolo Pasolini“: un dialogare che è anche un duellare, portando in scena contrasti e contraddizioni di uno dei nostri più grandi intellettuali, il cui sguardo sulle “cose” del mondo sarebbe oggi più che mai necessario.
Venerdì 19 Mamadou Diakité metterà in scena il suo “Racconto personale“: una narrazione sfrontata e arrogante, che ci racconta di un ragazzo africano che ha semplicemente pensato di avere diritto a un’occasione nella vita per inseguire un sogno.
Sabato 20 sarà la volta di Mario Perrotta, autore e interprete di “Nel blu. Avere tra le braccia tanta felicità“: sullo sfondo dell’Italia del boom e delle musiche di Domenico Modugno, il racconto poetico e viscerale di quell’urgenza di felicità, anche quando pare irraggiungibile.

Le premiazioni si svolgeranno venerdì 19 settembre in Piazza Plinio Pellegrini e domenica 21 settembre presso Campo alla Fiera.
Venerdì 19 si inizierà alle ore 10.00 con la seconda edizione del Premio Barnaba: un museo, una storia, concorso letterario che celebra il legame profondo tra le persone e il patrimonio museale. Si proseguirà alle ore 11.30 con il Premio Tutino Giornalista, istituito per commemorare la figura di Saverio Tutino e offrire un riconoscimento simbolico ai nuovi protagonisti del giornalismo, e attribuito quest’anno a Rita Baroud. Si concluderà alle ore 15.00 con DiMMi di Storie Migranti: i lettori incontreranno i finalisti della decima edizione del concorso dedicato a testimonianze autobiografiche di persone di origine o provenienza straniere.
Domenica 21 alle ore 9.30 la Commissione di lettura incontrerà i diaristi della Lista d’onore, con la consegna dei Premi speciali. Alle ore 16.00 si svolgerà la manifestazione conclusiva della rassegna, con l’ascolto degli otto racconti autobiografici finalisti, sottolineati dall’accompagnamento musicale di pianoforte e strumenti a fiato, cui seguiranno la proclamazione del vincitore del 41° Premio Pieve Saverio Tutino e l’assegnazione del Premio Città del diario, il riconoscimento rivolto alle personalità del panorama culturale che più si distinguono per il loro lavoro sulla memoria, ad Antonio Scurati.
Per maggiori informazioni consultare il programma completo sul sito ufficiale della rassegna.