Leggere il valore dell’industria culturale e creativa
L’industria culturale e creativa rappresenta un fattore competitivo decisivo per le imprese del nostro tessuto produttivo in un’Italia che, ricordiamolo, ha il più alto numero (61) al mondo di siti riconosciuti dall’UNESCO.
Possiamo tranquillamente affermare che investire in cultura e creatività rappresenta per l’impresa una estensione del suo valore di marca. Non esiste made in Italy se non consideriamo l’identità culturale e il linguaggio creativo che circonda da sempre il nostro paesaggio.
L’Italia è cultura. Noi siamo cultura.
Da 15 anni, dalla sua prima edizione, collaboro con il Rapporto Io sono cultura di Fondazione Symbola e Unioncamere che si occupa di quantificare e qualificare il valore dell’industria culturale e creativa e il suo impatto sulla nostra economia. Un valore costantemente in crescita. Se consideriamo le imprese, le istituzioni del terzo settore e la pubblica amministrazione, il valore aggiunto dell’ecosistema culturale ha raggiunto i 112,6 miliardi di euro con una crescita nel 2024 del +2,1% rispetto all’anno precedente e del +19,2% rispetto al 2021. Se allarghiamo lo sguardo anche l’indotto e gli effetti indiretti, tale valore sale a 303 miliardi di euro, pari al 15,5% dell’economia nazionale. Un settore economico decisivo quindi, che impiega più di un milione e mezzo di persone e ha generato 289mila imprese (+1,8%) e 27.700 organizzazioni senza scopo di lucro attive nei settori culturale e creativo (il 7,6% del totale delle organizzazioni non-profit in Italia). Sempre di più nel nostro Paese la cultura diventa elemento integrante del nostro tessuto sociale, sinonimo di innovazione, cura, sostenibilità, comunità e welfare.
MEMO Grandi Magazzini Culturali che ho l’onore di dirigere al fianco di Alberto Improda, ha l’ambizione di essere un punto di riferimento autorevole, capace di “leggere” il valore dell’industria culturale e creativa attraverso le sue storie, i protagonisti pubblici e privati della sua classe dirigente, gli investimenti delle imprese, il racconto dei territori e delle città creative, le idee e i progetti di valorizzazione e le tante persone che vorranno riconoscersi come attori protagonisti della filiera.
Perché noi siamo cultura.