Salvatore Amura: la cultura come infrastruttura del futuro
Il lavoro che svolgo all’interno di Valore Italia, così come quello dell’istituzione che rappresento, ovvero la Scuola di Restauro di Botticino, si inserisce pienamente nella filiera economica della cultura, intesa non solo come produzione di contenuti, ma come sistema integrato di valori, competenze e relazioni. La cultura non è un “settore” tra gli altri, ma una vera e propria infrastruttura di sviluppo, capace di generare impatto economico, coesione sociale e innovazione.
Nel nostro operare quotidiano favoriamo la connessione tra cultura e impresa, tra creatività e politiche pubbliche, promuovendo progetti che: valorizzano il patrimonio culturale, sostengono i linguaggi contemporanei, rafforzano la consapevolezza del ruolo strategico della cultura nell’identità e nella competitività dell’Italia.
Attualmente la cultura sta attraversando una fase di profonda ridefinizione: le principali sfide riguardano le nuove tecnologie applicate al restauro, che coinvolgono anche il design e l’arte contemporanea. In questo contesto si inserisce il nostro progetto Design I Care, con l’obiettivo di conservare, valorizzare e prendersi cura degli oggetti più iconici del grande design italiano. Inoltre, i nostri studenti, in collaborazione con l’Ospedale Galeazzi, hanno sviluppato un robot di diagnostica (RoBee) capace di analizzare in modo non invasivo la materia delle opere d’arte, aprendo nuove prospettive per la conservazione preventiva.
Infine, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, grazie a una donazione della Cy Twombly Foundation, inaugura una sala dedicata all’artista e avvia, in collaborazione con l’ICPAL e la Scuola di Restauro di Botticino – Valore Italia, un Master internazionale sul restauro delle opere contemporanee su carta, rafforzando il ruolo dell’Italia come punto di riferimento mondiale nella tutela e valorizzazione del patrimonio artistico.
Le strategie di innovazione culturale su cui stiamo lavorando uniscono ricerca, tecnologia e nuovi linguaggi della comunicazione, con l’obiettivo di accompagnare la trasformazione del settore mantenendo saldo il legame tra tradizione e sperimentazione. L’innovazione e la robotica rappresentano strumenti fondamentali per sviluppare sistemi di diagnostica avanzata e soluzioni capaci di supportare il lavoro dei restauratori, migliorando precisione e tutela delle opere. La trasformazione digitale apre nuove connessioni tra arte, scienza e impresa, favorendo modalità di fruizione più accessibili e inclusive. Un ruolo centrale nella nostra attività è affidato alla comunicazione, che trova nei social media spazi privilegiati di dialogo e partecipazione, come anche la creazione di un podcast: strumenti volti a coinvolgere le nuove generazioni e diffondere una consapevolezza condivisa del valore della cultura.

Il nostro obiettivo è accompagnare la trasformazione del settore, valorizzando radici culturali e sperimentazione tecnologica, memoria del passato e sguardo sul futuro. Le attività che promuoviamo generano un impatto concreto: in termini economici, attraverso l’attivazione di
filiere produttive e professionali; in termini sociali, grazie alla capacità della cultura di creare senso di appartenenza, inclusione e partecipazione.
Ogni progetto diventa un’occasione per redistribuire valore, rafforzare la coesione delle comunità e sostenere modelli di crescita più equi e sostenibili. La cultura, infatti, non produce solo “beni”, ma beni comuni, capaci di migliorare la qualità della vita e orientare i comportamenti collettivi.
Crediamo fortemente nel valore delle alleanze tra pubblico, privato e terzo settore, perché solo attraverso un approccio sistemico è possibile costruire ecosistemi culturali realmente sostenibili. Condividere risorse, competenze e visioni crea reti di fiducia e progettualità comune, trasformando ogni alleanza in una vera e propria innovazione sociale, pratica di responsabilità condivisa che amplifica l’impatto della cultura, genera valore e promuove uno sviluppo collettivo.
Nei prossimi anni immaginiamo una cultura sempre più integrata nell’economia della conoscenza, capace di combinare creatività, tecnologia e sostenibilità. Il rapporto tra cultura, economia e comunità sarà fondato sulla reciprocità: la cultura come motore dell’economia e l’economia come strumento per la diffusione e la tutela della cultura.
Oggi la cultura rappresenta una delle leve strategiche più solide dell’economia sostenibile. Produce valore in modo circolare: alimenta occupazione, rigenera i territori, attiva processi di innovazione e promuove benessere e coesione. Definire il valore sostenibile della cultura significa riconoscere la sua capacità di trasformare capitale simbolico in capitale sociale, e quest’ultimo in capitale economico. Una catena virtuosa che restituisce a tutti la consapevolezza che investire in cultura non è un costo, ma un investimento di futuro. Concludo con la mia personale definizione di cultura: “Il mezzo più efficace e più potente per riuscire a cambiare il mondo.”
Chi è Salvatore Amura
Sono nato a Milano, dove ho studiato Giurisprudenza all’Università Statale. Vivo felicemente a Como con Francesca e i nostri due bambini vivaci e curiosi, Giorgio Giovanni e Michelangelo.
Sono stato tra gli artefici del rilancio della NABA: dal 2003 per quattro anni sono stato Facility Manager della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Dal 2007 ho ricevuto dal CDA anche la delega ai Rapporti Istituzionali, alle Relazioni Esterne e alla Comunicazione.
Nel 2011 sono stato nominato Esperto dal Consiglio d’Europa a Strasburgo, Division Cohésion Sociale – DG Démocratie, come Project Leader alla “Development and Research Division”. Dal 2014 alla fine del 2015 sono stato Responsabile del Progetto Milano Expo 2015 dalla Camera di Commercio di Como e coordinatore del progetto Sistema Como 2015, promosso da Comune di Como, Confindustria Como, Confartigianato, CNA e Confcommercio.
Dall’8 ottobre 2015 fino al 31 dicembre 2017 sono stato Direttore Generale della Fondazione Alessandro Volta, una delle più prestigiose realtà scientifiche internazionali, che sviluppa progetti di ricerca e promuove partnership con il sistema universitario italiano ed estero, oltre alla Lake Como School of Advanced Studies, tra le principali scuole di specializzazione europee.
Dal 2010 alla fine del 2018 sono stato Presidente e Amministratore Delegato dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli IED Como e Director of External Relations e Public Affairs del Gruppo IED. Dal 2019 sono Direttore Generale di Hammer Partners SA, società svizzera con sede a Lugano, Londra e Milano, operativa nell’ambito della finanza e della promozione degli investimenti internazionali. Dal settembre 2020 ho collaborato come Operational Partner Senior Consultant con il Gruppo Financial Technologies.
Dal 2019 ho sviluppato insieme a Fondazione Enaip Lombardia e Umana Spa il progetto Valore Italia, centro di ricerca internazionale e interdisciplinare dedicato allo studio, restauro, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale italiano, di cui sono oggi Amministratore Delegato. Sono inoltre Advisor per diverse istituzioni pubbliche e private, membro del CDA dell’ICR – Istituto Centrale di Restauro di Roma e della Pinacoteca di Brera di Milano.
Un libro che mi ha profondamente segnato è Corruzione di Don Winslow: un romanzo sconvolgente, complesso e moderno. La scrittura, la costruzione della trama e l’approccio al noir offrono un affresco affascinante e contemporaneo di New York, che diventa al tempo stesso una riflessione morale e sociale.
Un incontro decisivo nella mia vita è stato quello, nel 2000, con Alessandro Guerriero, uno dei grandi maestri del design italiano, fondatore del movimento della Transavanguardia e di Alchimia, insieme a figure come Andrea Branzi ed Ettore Sottsass. Guerriero ha rappresentato per me la porta d’ingresso in un modo di intendere il progetto come atto culturale e poetico. A Milano, nella scuola di design radicale accanto a Gaetano Pesce, Nanni Strada e Oliviero Toscani, ho vissuto un periodo di grande fermento creativo: l’esperienza dell’agenzia di comunicazione insieme a Federico Marchetti contribuì a dare vita alla nuova NABA e al campus di via Darwin, un crocevia di idee e innovazione.
Una mostra indimenticabile per me è stata la visita alla Rothko Room del National Museum a Washington, quattro anni fa, insieme a Angelo Crespi. La sala, intima e raccolta, ospita quattro dipinti di Mark Rothko, creando un’esperienza quasi onirica. L’energia dei colori e lo spazio raccolto hanno lasciato un segno profondo nel mio modo di percepire l’arte, rendendo quella visita un momento culturale unico e memorabile.