Quante volte ci piace Woody Allen?
“Se un mio film riesce a far sentire infelice una persona in più, allora sento di aver fatto il mio lavoro”.
Woody Allen compie 90 anni e da presuntuoso vero giudico i suoi film.
Non mi picchiate, eh…
Che fai, rubi? (1966)
- Non pervenuto.
Prendi i soldi e scappa (1969)
- Divertente.
Il dittatore dello stato libero di Bananas (1971)
- Citato spesso come esempio o metafora di fallimento.
Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere) (1972)
- Freud allo stato puro con un pizzico di misoginia.
Il dormiglione (1973)
- Ipotesi di futuro con una maledizione. Se sei coglione oggi lo sarai per sempre.
Amore e guerra (1975)
- Il pacifismo irriverente.
Io e Annie (1977)
- Capolavoro assoluto.
Interiors (1978)
- La supremazia delle parole.
Manhattan (1979)
- Lo vedi e sai già che lo rivedrai.
Stardust Memories (1980)
- Il cinema come dovrebbe essere.
Una commedia sexy in una notte di mezza estate (1982)
- Inutile.
Zelig (1983)
- Talmente sconvolgente da essere diventato un modo di dire.
Broadway Danny Rose (1984)
- La consacrazione del mito.
La rosa purpurea del Cairo (1985)
- Solo una bella idea.
Hannah e le sue sorelle (1986)
- Sublime.
Radio Days (1987)
- L’estetica della nostalgia.
Settembre (1987)
- L’estetica della malinconia.
Un’altra donna (1988)
- 4 stelle del Mereghetti.
New York Stories, episodio Edipo relitto (1989)
- Un gioco.
Crimini e misfatti (1989)
- Capolavoro assoluto pensando a Spazio 1999.
Alice (1990)
- Dimenticabile.
Ombre e nebbia (1991)
- La resurrezione di Fritz Lang.
Mariti e mogli (1992)
- Il matrimonio raccontato da Woody pensando a Bergman.
Misterioso omicidio a Manhattan (1993)
- Comicità allo stato puro.
Pallottole su Broadway (1994)
- Teatro a sorpresa al cinema.
La dea dell’amore (1995)
- Irriverente ma divertente.
Tutti dicono I Love You (1996)
- Inutile.
Harry a pezzi (1997)
- L’incubo dello scrittore.
Celebrity (1998)
- Il mondo del cinema raccontato da chi evita come la peste i party del cinema.
Accordi e disaccordi (1999)
- Finalmente un film dedicato a un musicista da un regista “musicale” per definizione.
Criminali da strapazzo (2000)
- Una comica.
La maledizione dello scorpione di giada (2001)
- Un’altra comica, senza biscotti.
Hollywood Ending (2002)
- L’incubo del regista.
Anything Else (2003)
- Ancora la vita di coppia senza più credere alla vita di coppia.
Melinda e Melinda (2004)
- Il teatro dentro al cinema per cambiare il senso di una storia.
Match Point (2005)
- Un capolavoro londinese spesso rifiutato dai puristi.
Scoop (2006)
- Visto che era a Londra ne ha fatto un altro con i resti.
Sogni e delitti (2007)
- Era ancora a Londra, ma con le valigie pronte.
Vicky Cristina Barcelona (2008)
- Uno spot in salsa catalana cercando di essere un po’ “scandaloso”.
Basta che funzioni (2009)
- Il capolavoro assoluto di Woody senza Allen.
Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni (2010)
- Quando non sa cosa fare fa il romantico.
Midnight in Paris (2011)
- L’icona degli anni 2000.
To Rome with Love (2012)
- Il film più brutto di Woody Allen.
Blue Jasmine (2013)
- Uno dei ritratti al femminile più belli della storia del cinema.
Magic in the Moonlight (2014)
- L’ illusione contro la verità come tema ricorrente in quasi tutti i suoi film.
Irrational Man (2015)
- Il bello della depressione.
Café Society (2016)
- Il sogno americano che si mescola con il suo cinema.
La ruota delle meraviglie (2017)
- Una vera meraviglia.
Un giorno di pioggia a New York (2019)
- L’estetica del carino con gonne troppo corte.
Rifkin’s Festival (2020)
- Garbatamente indimenticabile
Un colpo di fortuna (2023)
- Film già visto, ma solo lui li sa fare così.