Culturmedia Legacoop, Venezia celebra 50 anni di cooperazione culturale
Nel tempo delle fratture sociali, territoriali e generazionali, la cooperazione culturale si conferma un’infrastruttura civile capace di ricucire comunità, territori e futuro.
Con questo spirito Culturmedia Legacoop sceglie Venezia per la tappa conclusiva del progetto nazionale dedicato ai 50 anni della cooperazione culturale italiana, in programma venerdì 23 gennaio 2026 presso l’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti – Palazzo Cavalli Franchetti.
“Filiere culturali cooperative per uno sviluppo equo e sostenibile” rappresenta il momento di sintesi del percorso del cinquantenario, che ha celebrato la figura del fondatore Cesare Zavattini e rilanciato la sua visione attraverso il concorso nazionale “Un metro di libri, un’officina di idee”.
Il contest ha raccolto più di 90 candidature provenienti da giovani creativi, designer, architetti e professionisti under 35, dimostrando una forte partecipazione e un fermento progettuale capace di guardare al futuro con originalità e senso civico.
I partecipanti sono stati invitati a ripensare l’idea di Zavattini – “Un metro di libri in ogni casa!” – progettando contenitori o spazi innovativi per la lettura, collocabili sia in contesti domestici sia urbani. Le proposte, tutte sotto la lente di criteri quali sostenibilità, replicabilità, originalità, facilità d’uso, materiali e tecnologie appropriate, riflettono l’impegno a far vivere il libro non solo come oggetto da custodire, ma anche come luogo di incontro, condivisione, scoperta e relazione sociale.
La giornata si aprirà con i saluti istituzionali di Donatella Calabi, Vice Presidente dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Devis Rizzo, Presidente Legacoop Veneto, Michela Vogrig, Presidente Legacoop Friuli-Venezia Giulia, e Roberto Negrini, Direttore della Biennale dell’Economia Cooperativa, insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali e accademiche. È inoltre prevista la partecipazione della nuova Assessora alla Formazione e Cultura della Regione Veneto Valeria Mantovan.
Seguirà una riflessione sulle sfide demografiche e sociali del nostro tempo, affidata al contributo di Alessandro Rosina, ordinario di Demografia e Statistica sociale all’Università Cattolica di Milano.
La sua analisi delinea un’Italia che non affronta solo un calo demografico, ma la perdita di prospettive per le nuove generazioni: un rischio sistemico che si manifesta soprattutto nelle aree interne e nei piccoli comuni, spesso ancora ricchi di patrimonio culturale, identità, competenze e potenzialità, ma segnati da carenza di servizi culturali, opportunità professionali e contesti abilitanti.
In questo scenario, la cooperazione culturale agisce non solo come modello imprenditoriale, ma come infrastruttura civica in grado di ricostruire capitale culturale, sociale e umano, generare occupazione dignitosa, creare presìdi stabili di comunità, innovare settori tradizionali attraverso la creatività e contrastare l’abbandono e la desertificazione culturale, come dimostrano le testimonianze delle cooperative attive nelle filiere del patrimonio, del turismo, dello spettacolo dal vivo e delle industrie creative.
Il confronto entrerà poi nel vivo con la sessione dedicata alle cinque strategie culturali cooperative per territori equi e sostenibili, introdotta e moderata da Giovanna Barni, Presidente nazionale di Culturmedia Legacoop, con il dialogo tra Cristina Loglio (Vice Presidente Europa Nostra), Francesca Velani (Direttrice Promo PA Fondazione) e le testimonianze di cooperative culturali attive nelle filiere del patrimonio, del turismo, dello spettacolo e delle industrie creative.
Tra i momenti più significativi della giornata, l’adesione ufficiale di Culturmedia Legacoop e dell’International Cooperative Alliance (ICA) alla Fair Culture Charter dell’UNESCO, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni internazionali, tra cui Magdalena Landry, Direttrice dell’Ufficio regionale UNESCO per l’Europa, e di Attilio Dadda, membro del Board ICA.
Un passaggio di forte valore simbolico e politico, evidenziato dal video messaggio di Ottone Ramirez, Direttore Generale aggiunto per la cultura UNESCO, che inserisce l’esperienza della cooperazione culturale italiana nel percorso internazionale avviato da Mondiacult verso il riconoscimento della cultura come obiettivo autonomo dello sviluppo sostenibile, rafforzando il legame tra cultura, diritti, competitività sostenibile e protagonismo delle nuove generazioni.
Nel pomeriggio, spazio alla premiazione del concorso “Un metro di libri, un’officina di idee”, con la presentazione delle proposte più significative e la consegna dei premi alla presenza della giuria multidisciplinare composta da Alberto Improda, Maria Teresa Carbone, Silvana Amato, Marta Averna, Bertram Maria Niessen e Paolo Marcesini, e di Rossana Zaccaria, Presidente di Legacoop Abitanti.
La giornata si concluderà con una riflessione sulle politiche pubbliche per l’economia sociale della cultura, con l’intervento di Simone Gamberini, Presidente Legacoop, e una tavola rotonda che vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, moderata dalla giornalista Marianna Aprile.
“Cesare Zavattini ci ha insegnato che la cultura è progetto di democrazia ed emancipazione. Oggi l’Italia non perde solo abitanti, ma soprattutto giovani, opportunità e lavoro dignitoso, specie nelle aree interne, ricche di patrimoni culturali straordinari, ma prive di contesti che consentano di restare e costruire futuro” dichiara Giovanna Barni, Presidente nazionale di Culturmedia Legacoop.
“La cooperazione culturale è modello economico e infrastruttura civica: con il mutualismo crea lavoro stabile, sviluppa competenze e reinveste valore nei territori” prosegue Barni, sottolineando che “le filiere cooperative dimostrano che uno sviluppo sostenibile e competitivo è possibile anche nei luoghi più fragili, contro abbandono e desertificazione culturale”. Conclude la Presidente: “L’adesione alla Fair Culture Charter UNESCO inserisce la cooperazione culturale italiana nel percorso internazionale che riconosce la cultura come obiettivo autonomo dello sviluppo sostenibile. Ora serve un salto di scala: dalle esperienze alle politiche pubbliche, per sostenere reti, filiere e governance partecipate, rafforzando comunità, competitività sostenibile ed empowerment territoriale”.
Daniela Furlani, Presidente di Doc Creativity Soc. Coop., cooperativa veneta attiva nel settore della creatività e della cultura, che ha supportato l’organizzazione del convegno, afferma: “Doc Creativity ha scelto di sostenere questo evento perché rappresenta in modo chiaro la direzione in cui crediamo debbano andare oggi le filiere culturali e creative: più eque, più cooperative, più orientate alla tutela del lavoro creativo lungo tutta la catena del valore. Come cooperativa impegnata ogni giorno a costruire percorsi per accompagnare le professioni creative e dare stabilità al lavoro culturale, riconosciamo che la tappa di Venezia nel cinquantenario della cooperazione culturale è un’occasione importante per riaffermare che la cultura non è solo produzione, ma anche lavoro dignitoso, responsabilità condivisa e innovazione sociale e che le cooperative possono essere al centro di questi ragionamenti”.
Con l’appuntamento di Venezia, Culturmedia Legacoop chiude simbolicamente l’anno del cinquantenario guardando al futuro: un futuro in cui la cultura cooperativa continua a essere laboratorio di innovazione sociale, presidio democratico e motore di sviluppo sostenibile per il Paese.