Ecco di nuovo Matera, Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo
Nel 2026 Matera torna a essere una parola chiave del lessico culturale europeo e mediterraneo. Dopo l’esperienza, ormai sedimentata nella memoria collettiva, di Capitale Europea della Cultura, la città dei Sassi si misura con una dimensione ancora più ampia e simbolica: Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. Non è un semplice titolo, ma una dichiarazione di identità e di destino che apre nuove prospettive di dialogo tra le due sponde del mare.
La designazione, conferita dall’Unione per il Mediterraneo insieme alla Fondazione Anna Lindh, colloca Matera accanto alla città marocchina di Tétouan, come simbolo di un Mediterraneo che non è solo spazio geografico ma trama di relazioni culturali. “Terre Immerse” è la visione che guida il programma: il Mediterraneo non finisce sulle coste ma continua nelle pieghe della terraferma, facendo del Mezzogiorno un nuovo baricentro euromediterraneo. È una prospettiva che valorizza le aree interne come luoghi di connessione e scambio, ribaltando l’immaginario tradizionale del confine marittimo.
Il progetto affonda le radici nella storia recente della città, dal riconoscimento dei Sassi come Patrimonio Mondiale UNESCO fino al percorso culminato nel 2019. L’esperienza maturata diventa oggi piattaforma di cooperazione internazionale e modello di diplomazia culturale tra Europa e Nord Africa. Non solo eventi, dunque, ma processi: residenze artistiche, forum pubblici, laboratori e reti di collaborazione destinati a lasciare un’eredità concreta oltre il 2026.
L’evento inaugurale è fissato per il 20 marzo 2026, Giornata Internazionale della Felicità, e assume la forma di un’esperienza collettiva: la riapertura del Teatro Duni come “cantiere-evento”, dove performance, arti e incontri prendono vita trasformando la città in un palcoscenico diffuso. Matera si trasforma in un laboratorio urbano a cielo aperto, dove i Sassi diventano scenografia viva di innovazione culturale.
Il programma si snoda lungo quattro grandi filoni tematici — le cosiddette “Immersioni” — pensati come tappe di un viaggio che collega tempo, spazio, società e movimento.
La prima immersione, “Stratificazioni (il tempo)”, porta alla luce il rapporto tra memoria e identità mediterranea con protagonisti come Mimmo Jodice, attraverso una mostra fotografica dedicata all’antichità e alla memoria, mentre il Festival del racconto recupera narrazioni orali e tradizioni culturali. Il tempo diventa materia viva, stratificazione di storie che costruiscono identità condivise.
Nel secondo filone, “Isolamenti (lo spazio)”, si esplora la dimensione delle comunità e dei territori interni con iniziative come la Festa internazionale del Vicinato e la conferenza scientifica “Mediterraneo, hub del cambiamento climatico”. Lo spazio non è più margine ma centro di nuove connessioni tra comunità locali e sfide globali.
Il cuore del programma celebra invece “Contaminazioni (la società)”, dove culture diverse si incontrano e dialogano. Spiccano progetti come “Suoni Mediterranei”, una residenza musicale tra Matera e Tétouan, l’esposizione “Adriano Olivetti: Matera e il sogno di una impresa”, e festival come “Matera Mediterranea” e “Mediterranean playground”. La cultura diventa terreno di incontro, contaminazione creativa e costruzione di coesione sociale.
Infine, le “Transumanze (il movimento)” chiudono il cerchio con appuntamenti che guardano all’immaginario mediterraneo come flusso continuo di incontri e scambi: il summit “Italian Screens”, le performance di “Attraversamenti”, la mostra digitale “The sea is closer than you think” e “Atlanti babelici: la biblioteca errante”. Il movimento è metafora di attraversamento, migrazione di idee e circolazione di saperi.
Oltre alla programmazione ufficiale, percorsi spettacolari come “Cielo Stellato” e il ritorno di “Materadio” di Rai Radio 3 rafforzano la dimensione partecipativa del calendario. Non solo spettacolo, ma esperienza collettiva che mette al centro le comunità.
A rendere possibile questa visione è la Fondazione Matera Basilicata 2019, con la direzione generale di Rita Orlando. Matera 2026 si propone come piattaforma permanente di dialogo, innovazione e cooperazione internazionale.
In un Mediterraneo attraversato da tensioni e possibilità, Matera 2026 è una narrazione corale che trasforma la cultura in pratica concreta di convivenza e speranza. Il sipario si chiuderà il 28 novembre 2026, nella Giornata del Mediterraneo, ma il dialogo inaugurato da “Terre Immerse” continuerà a fluire ben oltre l’anno delle celebrazioni.