Iran, il sindacato degli insegnanti pubblica i nomi dei bambini uccisi dalla repressione
Il Consiglio di Coordinamento delle Associazioni Sindacali degli Insegnanti iraniani ha reso pubblico un elenco con i nomi di bambini e adolescenti uccisi durante la repressione delle recenti proteste in Iran. La lista è stata diffusa attraverso i canali del sindacato ed è il risultato di un lavoro di raccolta di testimonianze dirette provenienti da famiglie, scuole e reti locali.
Secondo quanto riferito dall’organizzazione, le vittime erano studenti e studentesse sotto i 18 anni, colpiti durante gli interventi delle forze di sicurezza nelle città interessate dalle manifestazioni. Il sindacato precisa che l’elenco non è definitivo e potrebbe essere aggiornato, poiché in molti casi le famiglie temono ritorsioni o non sono ancora riuscite a denunciare ufficialmente la morte dei propri figli.
Nel comunicato che accompagna la pubblicazione dei nomi, gli insegnanti spiegano le ragioni della scelta: “Questi bambini non sono numeri. Erano studenti, compagni di classe, figli e figlie delle nostre comunità”. Rendere pubblica la loro identità viene descritto come un atto di responsabilità civile, necessario per contrastare la cancellazione delle vittime più giovani dal racconto ufficiale.
Il sindacato sottolinea inoltre che molte delle vittime sono state uccise durante o in prossimità delle proteste, mentre altre si trovavano semplicemente nei quartieri colpiti dalle operazioni di sicurezza. Per il mondo della scuola iraniano, si tratta di una ferita profonda che attraversa classi, famiglie e intere comunità educative.
Le proteste, esplose in un contesto di grave crisi economica e sociale, sono state represse con un uso massiccio della forza. Organizzazioni per i diritti umani iraniane e internazionali denunciano un bilancio delle vittime ben superiore a quello riconosciuto ufficialmente dalle autorità, con arresti di massa, detenzioni arbitrarie e l’impiego di munizioni vere contro i manifestanti.
La presenza di minorenni tra le vittime è stata segnalata ripetutamente da osservatori indipendenti. Secondo queste fonti, l’uccisione di bambini e adolescenti rappresenta una grave violazione dei diritti fondamentali e delle convenzioni internazionali sottoscritte anche dall’Iran.
Il Consiglio di Coordinamento delle Associazioni Sindacali degli Insegnanti, una delle poche strutture della società civile ancora attive nel Paese, ricorda che molti suoi membri sono stati negli ultimi anni arrestati o perseguiti per la loro attività. Con la pubblicazione dell’elenco, il sindacato chiede trasparenza sul numero reale delle vittime, la fine della repressione contro studenti e docenti e l’apertura di un’inchiesta indipendente.
La diffusione dei nomi dei bambini uccisi rappresenta un gesto raro in un contesto di forte controllo dell’informazione. Un tentativo di restituire identità, memoria e dignità alle vittime più giovani della repressione, sottraendole al silenzio.