Sono dieci. Sono piccoli. Sono napoletani. Vastarelli vince il premio Troisi.

Sono dieci. Sono piccoli. Sono napoletani. Vastarelli vince il premio Troisi.

La storia più o meno è questa. Arturo Vargas trova sull’uscio di casa una busta contenente cinquemila euro. Il telefono squilla. Una donna gli chiede aiuto: crede che qualcuno voglia ucciderla e sostiene di avere una lista di dieci indiziati da cui partire. I singoli nomi gli verranno rivelati di volta in volta, i pagamenti effettuati sempre in contanti infilati sotto la porta di casa. Vargas, titubante, accetta. La sua carriera di giornalista si è arenata, e ormai tira avanti a stento grazie a racconti fantasy pubblicati sotto pseudonimo. I soldi fanno comodo.

Siamo a Napoli e la storia produce altre storie. Storie che annunciano le circostanze della scomparsa di “Dieci Piccoli Napoletani”.  In una Napoli bellisisma, decadente, tinta di giallo, un romanzo ironico e rocambolesco firmato da Antonio Vastarelli, una delle firme de Il Mattino e Il Sole 24 Ore. Il romanzo si è aggiudicato la XX edizione del Premio Massimo Troisi nella sezione “Scrittura Comica Edita”.

Questa la motivazione del premio: “Ricorrendo a una scrittura vivace e briosa e a un’ironia sagace e salace, l’autore ha saputo unire il giallo alla commedia adagiando su un tappeto di musica jazz una trama che si dipana a ritmi incalzanti e conduce il lettore in atmosfere ricche di suspense, colpi di scena ed episodi gustosi. La strizzatina d’occhio ad Agatha Christie è un vero colpo di classe”.

Sono dieci. Sono piccoli. Sono napoletani. Vastarelli vince il premio Troisi.

Dieci piccoli napoletani di Antonio Vastarelli (Fanucci Editore)