Benvenuti al MUSE
Il processo di riqualificazione urbana del quartiere industriale de Le Albere ha generato una gemma culturale per il territorio trentino: il MUSE – Museo delle Scienze di Trento. Tra architettura sostenibile, divulgazione scientifica e valorizzazione del territorio, la nuova forma del Museo Tridentino è futuro, promuovendo una cultura ambientale consapevole e affrontando le grandi sfide globali nei suoi percorsi espositivi ed educativi.
La storia del Museo delle Scienze di Trento è intrinsecamente connessa alla fondazione del Museo Civico del 1846. Diventato nel 1964 Museo Tridentino di Scienze Naturali, fin dalla sua origine si proponeva di trattare di scienza, raccogliendo e presentando oggetti e reperti legati alla storia naturale per promuovere divulgazione scientifica e valorizzazione della biodiversità e del territorio. Dagli anni ’90, nella nuova sede a Palazzo Sardegna, modificò il suo registro, aprendosi a mostre interattive e nuove attività didattiche, allargando il proprio pubblico e strutturandosi in una rete di relazioni con altre realtà territoriali.
È solo nel 2013 che viene inaugurato il MUSE – Museo delle Scienze di Trento come evoluzione del Museo Tridentino e completamento di un piano di riqualificazione urbana del quartiere de Le Albere, distretto fino a quel momento dedicato al settore industriale, ora ripensato come polo culturale e residenziale. Il progetto, nato per rispondere all’esigenza di nuovi spazi del museo, ha garantito importanti benefici economici e sociali alla città, inaugurando una nuova stagione per il turismo trentino e per l’indotto locale.

Un ponte tra natura e città
Il museo, progettato da Renzo Piano, è emblema di un’architettura sostenibile: l’edificio si garantisce la certificazione LEED Gold fin dal primo anno di attività. L’impiego di materiali a basso impatto ambientale, l’attenzione all’efficienza energetica e l’impegno nella riduzione di emissioni, adottando impianti geotermici e pannelli solari, fanno sì che emerga una nuova realtà sostenibile e autosufficiente.
In un gioco di rimandi con i profili delle Dolomiti, il museo assume una morfologia naturale integrandosi perfettamente nel panorama trentino, anche grazie alle ampie pareti in vetro che gli consentono di creare un continuo dialogo visivo tra interno ed esterno, sfruttando, così facendo, la luce naturale e riducendo fin da subito l’utilizzo di luci artificiali.
Gli ambienti, accessibili a tutti, sfruttano la fluidità degli spazi e dei livelli, mentre il percorso, pensato dall’alto verso il basso, è strutturato su sei piani e organizzato per sale tematiche. Il cuore pulsante del museo è certamente il vano centrale in cui galleggiano sospesi animali tassidermizzati e uno scheletro di balenottera, consegnando allo spazio leggerezza e verticalità.
La cultura della sostenibilità non solo traspare dalle scelte architettoniche e strutturali del progetto ma dalle stesse iniziative della realtà culturale trentina: mostre, iniziative ed eventi educativi mirano a sensibilizzare il pubblico sull’urgenza climatica e sulle buone pratiche ambientali. Non a caso, La Galleria della Sostenibilità diventa collezione permanente del MUSE dal 2021, qui il percorso espositivo indaga le sfide globali della società odierna, dalla crisi climatica alle disuguaglianze sociali, stimolando una riflessione sul futuro dell’umanità per un progresso equo e rispettoso degli ecosistemi naturali. Il museo si trasforma, così, da mero percorso espositivo, a ponte tra natura e città, tra antico e moderno, tra presente e futuro.

La scienza è sociale
Il museo ricerca un’accessibilità assoluta sia negli spazi che nei contenuti, cercando di rivolgersi a pubblici diversi e contribuendo allo sviluppo culturale e territoriale. Adotta audioguide inclusive, garantisce visite guidate in LIS (Lingua dei Segni Italiana), attiva percorsi dedicati, sfrutta una comunicazione aumentata e supporti tattili. Parallelamente attiva una narrazione scientifica decolonizzata, cercando di ampliare i panorami della comunità al di fuori dei confini eurocentrici, rendendo la disciplina più plurale. La scienza diventa la matrice di coesione comunitaria, responsabilità e inclusione sociale; la scienza è bene comune e in quanto tale è strumento per la partecipazione attiva locale e non.
Il MUSE offre programmi educativi, partecipa attivamente alla rete italiana della Citizen Science e promuove progetti di monitoraggio ambientale, invitando cittadini e appassionati alla raccolta e analisi di dati scientifici, soprattutto nell’ambito della biodiversità alpina.
Il museo si inserisce in una forte network relazionale con scuole e realtà territoriali, partecipando a piani di co-progettazione e collaborando con aziende e sponsor che condividono valori di sostenibilità e innovazione. All’interno della Galleria della Sostenibilità si trova infatti la Goal Zero Area, uno spazio in cui si indagano modelli di business sostenibili, creando valore condiviso tra pubblico, privato e cittadini su temi cruciali come gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU, stimolando il dialogo tra stakeholder diversi.
La dimensione sociale è perciò connatura alla missione del museo che si nella area trentina per garantire uno spazio di cooperazione, educazione e responsabilità nella area trentina.