In Puglia, una comunità che cresce tra semi, persone e storie.
A Castiglione d’Otranto, nel sud del Salento, il vento che corre tra i campi sa portare memorie e visioni. Per anni ha sfiorato terreni lasciati andare, ulivi piegati, case vuote. Poi qualcosa si è mosso. Non un progetto calato dall’alto, ma un gesto semplice: tornare alla terra per restituirle dignità e per ricostruire, insieme, un modo diverso di vivere.
Così è nata la Casa delle Agriculture Tullia e Gino, prima come gruppo informale, poi come associazione e cooperativa. Ettaro dopo ettaro, la comunità ha rimesso in produzione campi abbandonati, recuperando cereali antichi, legumi, ortaggi con metodi naturali. E poi per continuare, il Vivaio della Biodiversità, il mulino di comunità, la Scuola di Agriculture hanno fatto il resto: non solo agricoltura, ma custodia, relazione, futuro condiviso.
Una comunità che cresce tra semi, persone e storie
Attorno ai campi è rinata una comunità fatta di migrazioni, ritorni, incontri. Migranti, anziani, persone fragili hanno trovato un posto dove essere parte di un processo, non destinatari di assistenza. Il Vivaio dell’Inclusione Luigi Russo è diventato il simbolo di questa possibilità: seminare insieme, crescere insieme.
Nel tempo, la Casa delle Agriculture ha costruito un tessuto di iniziative che ha rimesso in circolo cultura, partecipazione e vicinanza: dalle semine collettive all’apiario di comunità, dal Parco dei Frutti Minori all’Agriludoteca di Comunità.
La Notte Verde: l’agricoltura come linguaggio politico
E poi c’è la Notte Verde, che da quattordici anni è il Capodanno agricolo di Castiglione. Una festa che non è solo festa: è il momento in cui il paese prende posizione, riflette, si interroga. Quest’anno, nel 2025, più che mai.
In un tempo segnato da fratture profonde, genocidi trasmessi in diretta, ferocia e inerzia da parte dei potenti del mondo, Casa delle Agriculture ha scelto di anteporre una parola alle tre che da sempre accompagnano la Notte Verde – Agriculture, Utopie, Comunità -: Pace.
«La Notte Verde non è soltanto una rassegna di incontri, ma un gesto di comunità che resiste e si costruisce dal basso, chiamando a raccolta cittadini, piccoli produttori, associazioni e artisti per dare spazio a ciò che nella complessità del mondo “non è inferno, e farlo durare”» – Tiziana Colluto, Presidente di Casa delle Agriculture Tullia e Gino.
Non una pace generica, ma una “pace attiva”, quotidiana, fatta di dialogo tra popoli, giustizia sociale, cura della terra, costruzione di comunità. La pace come impegno politico e morale, richiamandosi all’articolo 11 della Costituzione e alle parole di Alexander Langer, a cui la Notte Verde è stata dedicata nel 2021.

Gli eventi del 2025: tra Pace attiva e diritti della Natura
L’edizione 2025 ha tradotto in pratica i valori della Casa delle Agriculture con una serie di appuntamenti che hanno intrecciato pace, diritti della Natura e cultura. Tra le iniziative più importanti, il Forum sulla Pace attiva che ha messo a confronto giornalisti, attivisti, giuristi e agricoltori per riflettere sui legami tra guerra, ambiente, migrazioni e filiere globali. La Marcia dei Semi che ha invitato la comunità a camminare insieme in segno di solidarietà verso i popoli che resistono e custodiscono la terra, mentre il Laboratorio dei Diritti della Natura ha esplorato nuovi modelli per riconoscere alla Terra diritti effettivi, ispirandosi agli ordinamenti latinoamericani. Le Residenze Artistiche della Confederacy of Villages hanno lavorato sul tema dei “Paesaggi feriti”, mettendo in dialogo arte, agricoltura e testimonianze dai territori in conflitto, mentre le Letture dedicate a Alessandro Leogrande hanno ricordato l’impegno dello scrittore contro ingiustizie, caporalato e naufragi. Accanto a queste esperienze, il Mercato Comune dei Frutti Minori ha valorizzato le varietà recuperate nei vivai della rete, e le semine collettive hanno chiuso la serata con il Rito della Restanza, simbolo di continuità e partecipazione. Le grafiche di Federica Ferri hanno accompagnato le attività, rappresentando alberi dai colori della Palestina come segno del legame tra comunità, terra e impegno civile.
Un futuro che chiama responsabilità
La Notte Verde 2025 è un invito a guardare il mondo senza indifferenza. La Casa delle Agriculture non cerca di piacere a tutti: cerca coerenza, capacità di dire “noi siamo da questa parte”, di rivendicare il diritto della Palestina ad esistere, di chiamare alla responsabilità la parte sana del popolo ebraico, di non nascondersi dietro la neutralità.
Accanto alla Pace, l’altro grande tema è quello dei Diritti della Natura: perché un pianeta ferito non può essere solo oggetto, risorsa, terreno di conquista. È un soggetto vivente, e merita tutela anche dagli effetti ambientali delle guerre.
Il messaggio che resta
Camminando per Castiglione, tra un campo lavorato e una piazza che prende vita, si capisce che qui la sostenibilità non è un’etichetta, ma una relazione quotidiana. La terra torna a vivere, e con essa le persone.
La Notte Verde è questo: un modo per dire che la pace si coltiva, che la terra è madre e non merce, che le comunità possono essere argine e seme. E che un territorio rinasce davvero solo quando qualcuno decide di restare, prendersene cura e immaginare per esso un destino diverso.