Io viaggio sostenibile
Dalle grandi piattaforme digitali ai viaggiatori: ecco l’iniziativa che punta a rendere il turismo più trasparente, responsabile e attento all’impatto ambientale e sociale partendo da un elemento chiave: le scelte dei viaggiatori. Fondata nel 2019 dal Duca di Sussex, Prince Harry, Travalyst è un’organizzazione non profit che riunisce alcune delle più grandi aziende del settore travel e tecnologico, tra cui Booking.com, Google, Expedia Group, Skyscanner, Tripadvisor e Visa.
L’obiettivo non è creare una nuova piattaforma di prenotazione, ma integrare informazioni chiare e affidabili sulla sostenibilità all’interno dei servizi che milioni di persone già utilizzano ogni giorno per pianificare i propri viaggi.
I voli low cost hanno cambiato molto le nostre scelte di viaggio e, soprattutto in Europa, hanno contribuito, al pari dei programmi Erasmus, a farci sentire una Comunità più accessibile. Oggi però sappiamo che l’impatto ambientale di un volo è molto pesante. E quindi molti ecologisti non dell’ultima ora iniziano a porsi delle domande accurate sui criteri di scelta e selezione delle vacanze.
«Man mano che sempre più persone viaggiano, esse hanno un enorme potenziale per stimolare una crescita inclusiva nelle destinazioni che visitano. Ma devono essere messe in condizione di avere le informazioni necessarie per fare in modo che i loro viaggi — e le loro spese — contribuiscano alla creazione di ecosistemi vivaci e comunità prosperose», ha dichiarato Prince Harry, sottolineando la visione che sta alla base del progetto.
Partendo dal presupposto, per nulla banale, che i dati sulle emissioni potrebbero rendere i viaggiatori più consapevoli della loro impronta di carbonio e quindi orientare le loro scelte, Travalyst ha sostenuto e spinto la loro diffusione attraverso il Travel Impact Model (TIM), un modello sviluppato da Google teso a fornire un’unica fonte di informazioni per calcolare e presentare l’impatto climatico dei singoli viaggi aerei e degli alberghi.
L’idea di fondo è semplice ma ambiziosa: se i viaggiatori hanno accesso a dati comprensibili sull’impatto ambientale e sociale delle loro scelte — come le emissioni di CO₂ di un volo o le pratiche sostenibili di una struttura ricettiva — possono prendere decisioni più consapevoli. Per questo l’organizzazione lavora per armonizzare gli standard di misurazione della sostenibilità, evitando la frammentazione di etichette, certificazioni e criteri spesso difficili da interpretare.
Uno dei pilastri del progetto è la collaborazione con enti indipendenti e sistemi di certificazione riconosciuti, in modo da garantire trasparenza e credibilità. Per gli hotel, ad esempio, vengono considerati aspetti come il consumo energetico, la gestione dell’acqua, la riduzione dei rifiuti e l’impatto sulle comunità locali. Nel trasporto aereo, l’attenzione si concentra soprattutto sulle emissioni e sull’efficienza dei voli.
L’iniziativa ha il potenziale di influenzare il comportamento di milioni di utenti, orientando gradualmente la domanda verso opzioni più responsabili. Grazie al Travel Impact Model, chiunque prenoti un viaggio può leggere le stime delle emissioni prodotte dai suoi spostamenti. L’osservatorio EY Future Travel Behaviours nel rapporto 2025 indica che l’impatto ambientale è un fattore importante/molto importante per le scelte di viaggio di quasi un europeo su due.
Con Travalyst adesso sappiamo come fare.