Book Pride. A Milano la fiera dell’editoria indipendente torna con una poesia in tasca
C’è una piccola poesia di Emily Dickinson scritta nel 1861 che quest’anno fa da bussola a una delle fiere più amate dal mondo della cultura indipendente italiana. “La speranza è la cosa con le piume” — un uccellino tenace, invincibile, che si posa dentro di noi e canta anche nella tempesta, senza chiedere nulla in cambio, neppure una briciola. È questa l’immagine che Book Pride ha scelto come titolo per la sua decima edizione, in programma a Milano dal 20 al 22 marzo negli spazi di via Moncucco 35, nel quartiere Barona.
La scelta non è casuale né decorativa. Per il 2026 Book Pride continua a camminare con la parola delle donne, e Dickinson — poeta radicale, voce che ha attraversato il tempo senza perdere un grammo di intensità — è la figura ispiratrice di questa edizione. Un gesto preciso, in un momento in cui il settore dell’editoria indipendente ha bisogno esattamente di quello che Dickinson incarnava: resistenza, visione, la capacità di dire cose essenziali in poco spazio.
Book Pride è nata nel 2013 come fiera dedicata all’editoria indipendente e in dieci anni è diventata un appuntamento irrinunciabile per lettori, editori, autori e librai che credono che i libri non siano soltanto merci. Tre giorni intensi, decine di editori indipendenti esposti, un programma di incontri e conversazioni costruito con cura artigianale: il tutto in una struttura che rifiuta la logica della grande kermesse per preferire quella del luogo dove ci si incontra davvero.
Il programma di questa edizione riflette la complessità del presente. Tra gli ospiti stranieri, la scrittrice catalana Clara Usón porta il romanzo che attraversa la stagione del terrorismo basco; la giornalista londinese Phoebe Greenwood una satira feroce sul reportage di guerra ambientata a Gaza; Nicole Flattery racconta la controcultura newyorkese attraverso la storia della dattilografa di Andy Warhol nell’America del 1966. Il mondo entra in fiera senza filtri, con tutte le sue contraddizioni.
Tra le voci italiane, Daniele Mencarelli porta una storia nera intrisa di violenza e nostalgia, mentre Christian Raimo e Walter Siti presentano un romanzo che intreccia memoria privata e storia collettiva. Si parlerà di femminismi, di giornalismo d’inchiesta, del futuro dei progressisti americani nell’era post-Trump. E poi musica: il cantautore Pacifico dialogherà con la giornalista Giulia Cavaliere per ripercorrere il sodalizio umano e artistico con Ornella Vanoni, dalle canzoni scritte insieme al libro-confessione, in un racconto intimo fatto di fragilità, ironia, malinconia e amore.
Alla poesia questa edizione riserva uno spazio tutto suo. Debutta “Acrobate”, dedicato alle scrittrici che hanno compiuto un gesto insieme estetico e politico — come acrobate del linguaggio, hanno attraversato i punti di massima tensione tra memoria e oblio, trauma e forma. Nadeesha Uyangoda racconterà Toni Morrison, Marco Missiroli entrerà nell’opera di Ágota Kristóf, la regista Daria Deflorian proporrà una lettura da Atti umani di Han Kang. E c’è un omaggio che tocca da vicino la comunità letteraria milanese: la poetessa Anna Toscano, recentemente scomparsa, sarà ricordata con un reading speciale che vedrà la partecipazione del marito e poeta Gianni Montieri e di molte voci amiche, in un momento di ricordo collettivo che intreccia memoria e presenza.
Non manca lo sguardo sulla città. La complessa questione della ciclabilità di Milano sarà al centro di un incontro con attivisti, esperti di rigenerazione urbana e giornaliste — un segnale di come Book Pride legga la cultura non come rifugio dal presente, ma come strumento per abitarlo meglio.
Per chi non volesse scegliere tra le due grandi fiere del libro italiane, quest’anno è disponibile una combinazione speciale: un biglietto che vale sia per Book Pride a marzo sia per il Salone del Libro di Torino a maggio. Due eventi diversissimi per spirito e dimensione, accomunati dalla scommessa che i libri — quelli veri, quelli che cambiano qualcosa — meritino ancora di essere cercati, toccati, discussi di persona.
L’uccellino della speranza canta. Conviene andare ad ascoltarlo.
Book Pride 2026, Milano, 20–22 marzo, via Moncucco 35. Programma completo e biglietti su bookpride.net