Quando le discariche diventano destinazioni di sostenibilità
Per i nostri nonni la parola rifiuto significava semplicemente dire no. Poi siamo entrati nell’era della plastica e dei rifiuti che definivano l’impossibilità dell’uomo di recuperare tutto quello che consumava. I rifiuti diventano così un enorme problema da gestire. Nascono le discariche, luoghi nascosti dello scarto, rifugi di tutto quello che non vogliamo più vedere.
Negli ultimi anni alcune esperienze italiane stanno ridefinendo il ruolo delle discariche, trasformandole da luoghi percepiti come marginali in spazi attivi di relazione, cultura e partecipazione civica. In questi casi, la gestione dei rifiuti diventa un punto di partenza per innescare processi di rigenerazione territoriale, educativa e simbolica. Peccioli, La Filippa e i progetti sviluppati da Dimensione Ambiente raccontano tre modalità diverse ma convergenti di questo cambiamento.
Peccioli: attraversare la discarica, cambiare sguardo
A Peccioli la discarica non si nasconde. Arrivando a Legoli, tra le colline morbide della Valdera, il paesaggio rivela un Triangolo Verde che si apre come una terrazza inattesa. Qui, Belvedere SpA, società a partecipazione pubblica, gestisce l’impianto con un approccio che va oltre il trattamento dei rifiuti: energia, riciclo e produzione sostenibile si combinano con progetti culturali e sociali che ridisegnano il rapporto tra impianto e comunità.
Camminando lungo i percorsi del Triangolo Verde, ci si imbatte in un anfiteatro a cielo aperto, teatro di concerti, spettacoli e incontri che parlano di ambiente e società. Tra le colline, le opere d’arte contemporanea scandiscono il paesaggio: le figure monumentali di Presenze del gruppo Naturaliter emergono dal terreno come sentinelle silenziose, mentre le geometrie colorate di David Tremlett e le decorazioni di Sergio Staino accompagnano il visitatore, mescolando ironia, poesia e riflessione. Ogni anno, migliaia di cittadini partecipano a iniziative come la Caccia al Tesoro al Triangolo Verde, esplorando l’impianto, comprendendone il funzionamento e vivendo il luogo come spazio di apprendimento e scoperta.
“La gestione dei rifiuti non può essere vista come fine a sé stessa. Peccioli dimostra che una discarica può diventare motore di cultura e innovazione per l’intero territorio”, racconta Renzo Macelloni, sindaco di Peccioli.
La Filippa: tra educazione ambientale e territorio
All’estremo ponente ligure, la discarica La Filippa di Cairo Montenotte propone un’altra forma di dialogo con la comunità. Qui, la gestione dei rifiuti si intreccia con educazione ambientale, partecipazione e sostenibilità condivisa. Ogni visita, ogni workshop, ogni seminario racconta un pezzo di storia della produzione e del consumo, trasformando il luogo in un laboratorio aperto di consapevolezza. Le iniziative di La Filippa non si limitano alla comunicazione: il Bilancio di Sostenibilità 2024 evidenzia investimenti concreti in progetti sociali e di economia circolare, facendo dell’impianto uno spazio in cui i materiali non più utilizzabili diventano risorse per il territorio.
“Questa non è solo una discarica, ma un progetto che abbraccia l’economia circolare, rendendo i materiali non più valorizzabili risorse per la riqualificazione dell’area e la creazione di valore ambientale e sociale” scrive Massimo Vaccari, attualmente Vice Presidente de La Filippa. Visitatori di ogni età varcano le porte dell’impianto per scoprire i processi di trattamento, partecipare a laboratori e seminari, e sentirsi parte di un percorso di educazione e responsabilità condivisa. La Filippa racconta così come una discarica possa essere luogo di dialogo, dove conoscere significa anche cambiare prospettiva sul rifiuto e sulla sostenibilità.

Dimensione Ambiente: teatro che cresce sotto i tuoi piedi
Nel paesaggio apparentemente più tecnico della gestione dei rifiuti, alcune esperienze di Dimensione Ambiente S.p.A. mostrano come il teatro possa trasformare uno spazio industriale in luogo di ascolto, relazione e narrazione condivisa. Dimensione Ambiente è una società del Gruppo Capra che opera in Italia con discariche e impianti per lo smaltimento e il trattamento dei rifiuti, inserendo la sostenibilità sociale tra le sue traiettorie di azione. Tra le iniziative più suggestive segnaliamo l’esperienza teatrale “Sotto i tuoi piedi. In cammino sui rifiuti”, andata in scena lo scorso anno alla discarica di Vespia. In quei giorni, l’area che normalmente accoglie rifiuti non pericolosi è stata trasformata in palcoscenico e spazio di esplorazione site-specific: percorsi, scenografie naturali e interventi performativi invitavano il pubblico a guardare, ascoltare e riflettere sul senso dei rifiuti e sul nostro rapporto con ciò che produciamo. In questo contesto, il teatro non è più una semplice rappresentazione, ma una pratica di relazione tra persone e territorio. Gli spettatori camminano all’interno dell’area dell’impianto, attraversano percorsi scenici, si confrontano con attori e performer e diventano parte attiva dello spettacolo: un’esperienza immersiva che dissolve l’idea di palco frontale e invita tutti a stare dentro il luogo narrato. Il pubblico non resta seduto: cammina lungo sentieri tracciati tra il verde e i cumuli di materiali in trasformazione, si ferma a osservare sculture improvvisate o piccole installazioni sonore che riproducono il “respiro” della terra e dei rifiuti, e partecipa a piccole azioni teatrali che lo coinvolgono direttamente. Un gesto semplice, come raccogliere un oggetto o indicare un segnale, diventa parte della narrazione collettiva. I performer, scelti in collaborazione con il regista Marco Ferri, alternano monologhi e interazioni con il pubblico, raccontando storie quotidiane di produzione e consumo, di scarti e riuso, trasformando ciò che normalmente viene percepito come rifiuto in strumento di riflessione e poesia. Ogni scena è studiata per sorprendere: un cumulo di materiali si trasforma in collina da cui osservare il paesaggio circostante, un vecchio container diventa palco per una narrazione inedita, un sentiero tra l’erba alta suggerisce nuovi punti di vista su ciò che consideriamo scarto. Un invito a guardare i rifiuti con occhi diversi, a immaginare il futuro dei luoghi e a comprendere che anche un impianto industriale può diventare luogo di relazione, poesia e responsabilità condivisa.
Portare il teatro in discarica significa quindi restituire complessità a un luogo spesso ridotto a simbolo negativo. Questa esperienza non è isolata: fa parte di un percorso culturale più ampio in cui Dimensione Ambiente esplora modi nuovi di dialogare con chi vive o attraversa il territorio, intrecciando sostenibilità, conoscenza e creatività. La discarica non è più soltanto un posto dove finiscono i rifiuti, ma un luogo da abitare temporaneamente, da guardare con occhi nuovi e da raccontare come parte di una narrazione collettiva sul futuro che vogliamo costruire.
Uno sguardo nuovo sui luoghi del rifiuto
Peccioli, La Filippa e le esperienze teatrali di Dimensione Ambiente dimostrano che una discarica può diventare molto più di un luogo di smaltimento. Può essere un laboratorio di cultura, un museo a cielo aperto, uno spazio di educazione, di gioco e di riflessione. In questi luoghi, il rifiuto non è solo ciò che viene eliminato, ma ciò che mette in moto relazioni, esperienze e nuove prospettive. Attraversare queste discariche significa attraversare storie di comunità, paesaggi e trasformazioni: vedere come un gesto quotidiano, come gettare un rifiuto, si collega a scelte collettive e a un racconto più ampio sul nostro rapporto con il mondo. In fondo, ogni discarica che si apre alla cultura e alla partecipazione è un invito a cambiare sguardo — sul rifiuto, sul territorio e su noi stessi.
Le discariche diventano destinazioni di sostenibilità.