Alla Triennale di Milano il dibattito sul nuovo mecenatismo tra arte e moda
Sarà la Triennale di Milano a ospitare la presentazione di Wrapping. Come la moda ha conquistato il mondo dell’arte, il volume firmato da Aldo Premoli che analizza l’evoluzione del rapporto tra grandi maison e sistema artistico contemporaneo. Un appuntamento che si inserisce nel cuore del dibattito sul nuovo mecenatismo culturale e sul ruolo delle imprese creative nella produzione di valore simbolico.
Il libro, pubblicato da Castelvecchi, mette in luce come i colossi del lusso non siano più semplici sponsor, ma veri e propri attori culturali. Attraverso fondazioni, restauri, committenze, premi e grandi progetti espositivi, le maison stanno ridefinendo le forme della committenza artistica, recuperando – in chiave contemporanea – la tradizione del mecenatismo.
Non si tratta soltanto di marketing o posizionamento di brand: il fenomeno raccontato da Premoli evidenzia un cambio di paradigma in cui l’investimento culturale diventa leva strategica, generando impatto reputazionale ma anche infrastrutture, opportunità per gli artisti e nuove reti tra pubblico e privato. Un modello che interroga profondamente il sistema dell’arte, ponendo domande su autonomia creativa, sostenibilità economica e responsabilità sociale delle imprese.
Premoli, giornalista e studioso dei linguaggi della moda e dell’arte, da anni osserva le trasformazioni dell’industria creativa e l’intreccio tra estetica, comunicazione e mercato, offrendo una lettura critica dei nuovi equilibri tra creatività e potere economico.
A dialogare con l’autore sarà Alberto Improda, avvocato e docente, impegnato nell’analisi dei processi di innovazione culturale e nei rapporti tra diritto, impresa e creatività. Il suo contributo offrirà una chiave di lettura trasversale sul valore giuridico ed economico sulle prospettive di collaborazione strutturata tra settore privato e istituzioni culturali.
L’incontro del 19 febbraio alle 18.30 alla Triennale si propone come un momento di riflessione strategica su come arte e moda, sempre più interconnesse, possano contribuire a costruire un ecosistema culturale sostenibile, capace di generare valore condiviso e di ridefinire il concetto stesso di investimento nella cultura.