#AgriCultura. Diamantina Caffè: Indigeni Berici tra il Veneto e il Brasile
I Colli Berici, situati a sud di Vicenza, costituiscono un’area di notevole fascino, caratterizzata da alture verdeggianti alternate a pareti rocciose, e arricchita da borghi antichi, boschi, vigneti e uliveti. La Chapada Diamantina è un ampio altopiano del Brasile, nello stato di Bahia, contraddistinto da una natura rigogliosa, fatta di montagne, corsi d’acqua, cascate e canyon. Un primo collegamento tra queste due realtà così distanti è dato dal fatto che la regione sudamericana deve il suo nome al fatto che una volta il territorio era famoso per l’estrazione dei Diamanti e non c’è bisogno di rimarcare il legame che lega Vicenza a questo prezioso gioiello.
Ma un altro interessante e virtuoso fil rouge, legato all’AgriFood, tra la Chapada Diamantina e i Colli Berici, è stato stabilito da un’azienda veneta di Colloredo, frazione di Sossano. Si tratta di Diamantina Caffè, impresa che esattamente quarant’anni fa, nel 1985, ebbe la brillante idea di sviluppare una filiera produttiva che parte dalla Fazenda Campo Limpo in Brasile, acquistata nel 2004, e giunge fino alla sede operativa di Colloredo.
Questa intuizione felice fu dei fratelli Maurizio e Renzo Ferrari, torrefattori vicentini, ed è oggi portata avanti dai giovani Michele, Marco e Davide Ferrari, insieme a Nicolò Bellin, unico socio esterno al nucleo familiare originario. Maurizio Ferrari racconta così una visione che coniuga il forte attaccamento al proprio territorio alla volontà di guardare lontano: “Siamo contadini legati alla nostra terra senza però che questo ci impedisca di esserlo nell’altra parte del mondo. Abbiamo scommesso sul caffè come prodotto di eccellenza e largo consumo mondiale, pensando al futuro nostro e dei nostri figli”.
Sono tre le varietà di caffè coltivate nella fazenda brasiliana: il Catuai, che non a caso in lingua indios significa “molto buono”, il Bourbon e il Pacamara. Il prodotto, una volta raccolto, viene poi essiccato sul posto, in grandi aie e in silos con aria naturale movimentata grazie ad energia da impianto fotovoltaico. Quindi il caffè viene trasportato in Veneto, presso lo stabilimento aziendale, dove i chicchi vengono tostati, confezionati e commercializzati attraverso il perfezionamento della filiera.

La bella e coraggiosa iniziativa d’impresa poggia fondamentalmente su due pilastri: la Qualità e la Sostenibilità, alimentate su entrambe le sponde dell’Atlantico. Dichiarano i due fratelli fondatori di Diamantina Caffè: “Qualità e sostenibilità sono i nostri punti di forza, promuovendo un’agricoltura rispettosa degli ambienti che lavoriamo qui, come in Brasile”.
La Qualità del prodotto si coniuga alla sua originalità, ai peculiari tratti caratteristici che lo distinguono rispetto a quanto è rinvenibile sul mercato. Sempre Maurizio Ferrari descrive così il caffè della sua azienda: “Più chiaro come tostatura, con un aroma di sapori e una chiara cremosità, che offre al consumatore la visione di ciò che si concentra dentro la tazzina. Ovvero, l’etica aziendale che è racchiusa in ogni chicco che si sprigiona col gusto, in quanto frutto rispettoso dell’ambiente, dei lavoratori e dei consumatori».
La Sostenibilità è un altro caposaldo della filosofia di Diamantina Caffè, che nella fazenda in Brasile è attenta a seguire i ritmi lenti della natura, non utilizza colture intensive e lascia intatto il 78% del territorio, per favorire la rigenerazione spontanea della sua biosfera. La sensibilità dell’azienda verso la Sostenibilità, sia sul piano ambientale sia su quello sociale, emerge chiaramente dalle parole di Maurizio Ferrari: “La nostra filiera ha origine dalle fazendas di nostra proprietà, Campo Limpo e Santa Maria: 630 ettari, di cui 135 dedicati alla coltivazione del caffè. Il resto è Mata, cioè foresta atlantica, che intendiamo tutelare e proteggere a vantaggio dell’ecosistema. Coltiviamo a 1.100 metri di altitudine, dove il clima tropicale risulta più stabile, con lievi variazioni stagionali, e ci avvaliamo di una decina di lavoratori agricoli, coordinati da un giovane agronomo locale, che assicura sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare”.
Nel cuore del Veneto si trova dunque un esempio di impresa dal profilo marcatamente internazionale, che trae una risorsa fondamentale dal Brasile, nella Chapada Diamantina, grazie a un progetto che pone al centro Qualità e Sostenibilità. Così i fondatori Maurizio e Renzo Ferrari, confermando che l’intelligenza non è mai disgiunta dall’ironia e dall’autoironia, amano definirsi “indigeni berici”.