Giddens: la Terza via si fa green

Giddens: la Terza via si fa greenLa Terza via del sociologo britannico Anthony Giddens ha trovato nel tempo un’attuazione politica con Tony Blair e da allora è rimasta sempre nel dibattito sociale. Si tratta, in breve, della ricerca costante di una via d’incontro a metà strada tra destra e sinistra, per creare una sorta di equilibrio tra intervento dello Stato e politiche neoliberiste. Insomma, un punto intermedio (ma non al centro) all’interno della globalizzazione. Oggi, come raccontato in un’intervista a Repubblica, Giddens riflette sul passaggio della Terza via attraverso gli ultimi avvenimenti pandemici: “Sono convinto che debba nascere una nuova forma di progressismo per il 21esimo secolo, capace di fondere l’ambientalismo della green revolution con l’esigenza di combattere le diseguaglianze. (…) I prossimi 20-30 anni potrebbero essere il periodo più cruciale nella storia dell’umanità. Potremmo sviluppare forme di super-intelligenza in grado di risolvere la maggior parte dei problemi odierni e conquistare il cosmo. Ma anche mettere in moto l’estinzione della nostra specie. Il nostro mondo, se ha ancora una Terza via, forse non ne ha altre: “Il cambiamento climatico continua a essere la minaccia numero uno. La proliferazione nucleare resta un pericolo per la sicurezza globale. La sovrappopolazione è un’altra incognita: presto saremo 10 miliardi. E dopo il secolo inglese, l’Ottocento, e il secolo americano, il Novecento, siamo entrati nel secolo asiatico, al centro del quale c’è un paese autoritario come la Cina, che minaccia una nuova guerra fredda con gli Stati Uniti. I rischi sono enormi. Ma anche le opportunità”.