Una storia di cibo al giorno: diario di chef e imprenditori del food durante la quarantena

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Una storia di cibo al giorno è un mosaico di cui Sara Scaparone ha raccontato le tessere. Il mosaico è la metafora della grande rete della solidarietà torinese, piemontese, ma soprattutto italiana, attivatasi in tempi di Coronavirus. Dato che è una giornalista di Food, a Sara è venuto naturale raccontare quello che ristoratori, produttori, pasticcieri, operatori di organizzazioni come Slow Food, imprenditori e imprenditrici a loro volta piegati e messi in ginocchio da questa maledetta epidemia, hanno fatto e stanno facendo per aiutare gli altri.

Anche in questo caso il digitale ha aiutato il progetto: le pagine infatti prendono vita dalle dirette Instagram #unastoriadatorinoalgiorno fatte da Sara per un mese: dal 20 marzo fino al 20 aprile scorso e dall’esigenza che quanto raccontato non svanisse in 24 ore (cioè il tempo di una stories), ma che in qualche modo ne rimanesse la testimonianza.

Ecco quindi il senso della pubblicazione. Sara Scaparone ci racconta storie di solidarietà spontanea: iniziative come quella di Carlo Ricatto del Bricks, la #pizzasospesa, portata a medici infermieri dell’Amedeo di Savoia, fino ai pasti preparati insieme chef e produttori, come Cristina Muzzarelli del Pastificio Bolognese, per il personale e staff medico delle Molinette e degli altri ospedali di Torino, e poi ancora le colazioni con torte e brioches, donate con l’hasthag #aiutiamochiciaiuta (idea di Simone Salerno della pasticceria Chocolat di Gassino Torinese), agli operatori della Croce Rossa di Gassino e all’ospedale di Chivasso, e i piatti di #sonriso (progetto degli chef Marco Sforza, Marco Miglioli e  Domenico Volgare) per le strutture di accoglienza delle persone senza fissa dimora e per la Mensa dei poveri dell’Associazione Frati Minori Piemonte Onlus.

La dedizione, l’impegno e il ‘crederci’ di tutti quanti – tantissimi, dovete leggere la lista completa dei nomi nei Ringraziamenti e fra le pagine del libro – hanno partecipato alle varie iniziative (di quelli raccontati da Sara e anche di quelli che non sono stati raccontati) è commovente: perché tutti l sappiamo che il cibo non solo è nutrimento per il corpo, ma è calore per il cuore, e ha la capacità di trasmettere, a chi lo consuma, la cura di chi lo ha preparato. Donare cibo, preparare pasti significa donare parte del proprio tempo, oggi più che mai prezioso, a chi tempo non ne ha perchè impiega ogni attimo della propria giornata a salvare vite. Per ristoratori produttori significa offrire il frutto del proprio lavoro per regalare un momento di benessere e di consolazione. Credo ci aspettino purtroppo ancora tempi duri: il lato positivo però è la consapevolezza che tutti noi davvero abbiamo la capacità di stare uniti e farci forza per superare la crisi. E questo lavoro di Sara Scaparone ne è la dimostrazione, giorno dopo giorno anzi: una storia il cibo al giorno.

Il libro è acquistabile su Amazon, versione kindle e (dal 4 maggio) cartacea. Ah! Ultimo ma non ultimo: il ricavato, dedotto delle vendite di questo libro, al netto dei costi di distribuzione e stampa trattenuti da Amazon, sarà interamente donato alla Mensa dei poveri dei Frati Minori che opera nell’ambito del Convento di S. Antonio da Padova a Torino. Copertina e impaginazione: Davide Dutto, Chiara Borda e Marianna Mordenti.