Mi dia tre “microgrammi” di libri

Microgrammi

Durante il lockdown Adelphi ha lanciato i Microgrammi, una nuova collana di piccoli (ed economici) libri. Li raccontano così: “Per chi li fa e chi li legge i libri sono – volendo usare il titolo di uno degli ultimi che siamo riusciti a stampare – una forma di concupiscenza. Di cui non è facile liberarsi, anche in circostanze avverse. Specie in circostanze avverse. Costretti alla clandestinità, i libri prosperano. È già accaduto non poche volte – e adesso tentiamo di farlo succedere di nuovo. Così abbiamo deciso di farvi leggere, in formato digitale, alcuni dei testi che avremmo pubblicato in queste settimane e che usciranno in un futuro imprecisato. Più qualcosa d’altro che non era immediatamente in programma e qualcosa che non lo era affatto. In questa serie troverete quindi racconti di vario genere, tratti da volumi più ampi, nonché brevi inediti. In un caso e nell’altro, abbiamo cercato di dare a questi minuscoli libri la forma non di un estratto, ma appunto di un libro autonomo, per quanto in miniatura. È una deformazione professionale, verosimilmente: ma ci ostiniamo a rimanerle fedeli”.

Eccone alcuni esempi. “Dolore” di Naipaul è un testo, inedito per l’Italia, uno degli ultimi scritti ed è anche uno dei più diretti e personali. È apparso per la prima volta sul «New Yorker» del 6 gennaio 2020.“Un delitto in Gabon” è un racconto di Simenon scritto  a La Rochelle nel 1938, uno dei cinque «racconti esotici» che apparvero in fascicoli settimanali nella collana «Police-Roman» tra il 1938 e il 1939. “La casa dei ricchi” di Carlo Emilio Gadda risale al 1948 le «miserrime configurazioni argentarie» che spingono Gadda ad accettare un arduo incarico: ricavare dal Pasticciaccio non ancora completato (ne erano uscite solo cinque puntate in rivista) il soggetto di un film. Il palazzo degli ori gli costa un mese di fatica, ma non soddisfa la Lux Film, che gli chiede di riscriverlo e, soprattutto, compendiarlo: nasce così La casa dei ricchi.