Viaggio sulla luna da Ariosto a Elon Musk

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I 66 metri di altezza del Falcon 9 della SpaceX di Elon Musk si staccano dalla rampa 39/a di Cape Kennedy. A bordo due astronauti veterani della Nasa, Robert Behnken e Douglas Hurley, all’interno dei 9 metri cubi della capsula SpaceX Crew Dragon. Meta la Stazione Spaziale Internazionale dove si uniranno ai tre astronauti attualmente in orbita e resteranno con loro per un periodo non ancora del tutto definito.

Le cose sono cambiate parecchio dal Viaggio nella Luna del 1902; scritto, prodotto, montato, musicato, scenografato e diretto da Georges Méliès, il film muto, progenitore della fantascienza moderna e ispirato ai romanzi di Jules Verne e di H.G. Wells, ha segnato l’immaginario collettivo almeno fino allo sbarco sulla luna in carne e ossa del 1969. Oggi che non c’è più la minaccia narrativa dei seleniti, gli abitanti della luna che nel film di Méliès catturano gli astronauti e non c’è più la guerra fredda con la Russia che ha segnato la corsa alla luna degli anni Sessanta e Settanta resta ancora la ricerca scientifica.

Perché la luna è un luogo privilegiato senza inquinamento luminoso né elettromagnetico e senza il filtro dell’atmosfera, un posto ideale per piazzare osservatori astronomici. Ma anche la ricerca scientifica, perché no, diventa terreno per una competizione tecnologica con i nuovi competitor, i cinesi: nel 2024, promette Trump, l’America sbarcherà di nuovo sul satellite e a toccare il suolo lunare sarà per la prima volta una donna.

Chissà che per quella data non trovino ciò per cui Astolfo è stato inviato sulla luna nell’Orlando furioso di Ariosto. Dopo aver visitato l’Inferno, Astolfo raggiunge in groppa all’ippogrifo la cima del Paradiso Terrestre e qui è accolto da S. Giovanni Evangelista, che lo scorta poi sulla luna a bordo di un carro. La luna è il posto in cui si raccolgono tutte le cose che si perdono in Terra e Astolfo ha l’incarico di recuperare il senno, quantomeno di Orlando.

 

Le lacrime e i sospiri degli amanti,

l’inutil tempo che si perde a giuoco,

e l’ozio lungo d’uomini ignoranti,

vani disegni che non han mai loco,

i vani desideri sono tanti,

che la più parte ingombran di quel loco:

ciò che in somma qua giù perdesti mai,

là su salendo ritrovar potrai.