Investigare è donna. Bella, sexy e con tacco 12

Lolita Lobosco

Dopo il grande successo della fiction televisiva che la vede protagonista, raccontiamo in poche parole Lolita Lobosco, il personaggio uscito dalla penna di Gabriella Genisi e interpretato da Luisa Ranieri. Giusto il tempo di un caffè e di una fetta di crostata all’arancia. (Da VéGé per voi, II, maggio/giugno, magazine del Gruppo VéGé diretto da Paolo Marcesini).

Lolita Lobosco, commissario di polizia a Bari a nemmeno quarant’anni. Una sfida da vincere quotidianamente.
Dopo tre anni da ispettore in Sicilia, mi sono ritirata al paese mio e sono diventata commissario. Sì, lo so ho il mio carattere, ma mica è facile farsi accettare in questa Paperopoli di un Sud imprecisato, con trecentomila abitanti e altrettanti pregiudizi. Soprattutto se hai trentasei anni i capelli lunghi la quinta di reggiseno e ti chiami Lolita.

È un legame profondo quello con la sua città.
Ci sono giorni in cui Bari è di una bellezza incredibile, avvolta in un bagliore roseo e lagunare, come se fosse Venezia. Sono i giorni in cui ti sembra che nulla di male possa accadere in questa controversa città. E invece no, non è mai così.

Una dedizione assoluta al lavoro, coronata da immancabile successo.
Adesso ho un nuovo caso da risolvere, con l’ultimo morto ammazzato su cui indagare e tutti i quanti riflettori accesi fino a che non consegno l’assassino alla giustizia. Come al solito, voglio dire. Perché di casi irrisolti nel mio curriculum non ce ne stanno.

E per tenere questo ritmo sostenuto nelle indagini spesso è d’aiuto un buon caffè.
La mia parte napoletana, quella che arriva dall’eredità genetica di nonna Dolò, mi ha insegnato che davanti a una tazza di caffè tutto diventa risolvibile, anche il guaio più nero.

Lo sanno bene in commissariato. Infatti, l’assistente Antonio Forte non glielo fa mai mancare.
Il caffè arriva, tiepido come piace a me, poco latte niente zucchero mezzo bicchiere di minerale frizzante. Sul vassoio il fascicolo, i giornali un’arancia e una margherita.

Professionalità e femminilità: sono ormai leggendari gli abiti eleganti e le scarpe col tacco alto del commissario più sexy del Mediterraneo.
L’amicamia dice che le scarpe alte sono indispensabili per due motivi: A) con una certa urgenza mi devo dare un tono; B) con altrettanta urgenza mi devo trovare un fidanzato decente. E me lo dice tout court, come se bastasse andare dal fruttivendolo a comprare le arance.

Lolita Lo Bosco ama mangiare bene, soprattutto piatti della tradizione locale.
Il fatto è che a Barivecchia, come ti muovi ti muovi, è tutt’un odore. Ragù, scagliozze, carciofi arraganati, rape stufate, polpette fritte, focacce appena sfornate. Una girandola di odori da indurre in tentazione un santo. Figuriamoci un commissario.

Ma al rientro a casa, capita di sentire il peso di una vita forzatamente solitaria.
A casa mia c’è il buio ad aspettarmi. E il frigo vuoto.  Nessuna Adelina a prepararmi la pasta con le sarde o gli arancini di Montalbano. Montalbano…. Quanto ho bisogno di rivedere il mio amico siciliano e giuro che appena risolvo ‘sto caso mollo tutto per un weekend e vado a farmi coccolare da lui.

Lolita Lobosco è anche un’ottima cuoca.
Non c’è nulla di strano se una donna in carriera si diverte a cucinare. Sta solo mescolando l’istinto atavico del nutrimento al più recente senso di libertà.

Sono famose le sue deliziose e profumate crostate all’arancia. Qual è la ricetta?
Latte burro farina uova arance zucchero vaniglia e un pizzico di lievito. Verso la farina e faccio un buco al centro. Ci metto dentro il burro a pezzetti poi aggiungo due tuorli, lo zucchero e impasto tutto insieme. Il segreto della pasta frolla, me lo ricordo bene perché lo diceva mia nonna, è lavorarla tanto con le mani fino a farne una palla elastica che dovrà riposare in frigo un paio d’ore… Preparo la crema poi sbuccio le arance, le affetto sul tagliere, le verso in un paiolo di rame, le copro di zucchero aggiungo mezzo bicchiere di limoncello, un baccello di vaniglia e una stecca di cannella e le metto a caramellare sul fuoco.