Trieste candidata a ospitare la Banca europea dello sviluppo sostenibile

Trieste
Foto di Avantino Pergetti da Pixabay

L’Italia si candida per ospitare la sede centrale della nuova Banca europea dello sviluppo climatico e sostenibile, e sceglie come sede la città di Trieste, considerata una delle più autorevoli, in un progetto sostenuto dalla Camera di Commercio Venezia Giulia.

«La Camera di Commercio Venezia Giulia sostiene il progetto per la Candidatura di Trieste quale sede italiana della nuova Banca europea per lo sviluppo climatico e sostenibile, e quest’oggi lo abbiamo fatto condividendo l’idea progettuale con le Categorie economiche del territorio» dice Antonio Paoletti, Presidente, che ha sintetizzato l’incontro organizzato nella sede di Trieste dell’Ente camerale e dal quale è emersa la decisione di predisporre un documento comune nel quale sottolineare la bontà e le finalità del progetto a favore del tessuto socio-economico regionale, da presentare congiuntamente al Presidente della Regione, Massimiliano Fedriga.

Alla riunione in Camera di Commercio, oltre a Paoletti hanno partecipato fra gli altri Massimiliano Ciarrocchi, Direttore Confindustria Alto Adriatico, Carlo Antonio Feruglio per la Coldiretti, Andrej Sik, Direttore dell’ Ures-Unione regionale economica slovena, Dario Bruni, Presidente ed Enrico Eva, Direttore di Confartigianato Trieste, Stefano Visintin, Presidente di Aspt-Astra Spedizionieri, Paolo Spada, Presidente Associazione agenti marittimi Trieste, Nicola De Luca per Confcommercio Trieste e Pierluigi Medeot, segretario generale della CCIAA VG. L’iniziativa è frutto di un lavoro che si protrae nella massima riservatezza da quasi un anno.

Le principali associazioni imprenditoriali del territorio, i cui vertici sono stati convocati in Camera di Commercio Venezia Giulia, hanno analizzato il piano messo a punto nel maggio scorso dall’Associazione Sustainable Financing e supportato in questi tre mesi da una intensa attività di relazioni internazionali specie nei Paesi dell’Est Europeo svolta nel massimo riserbo. Nell’incontro nell’Ente camerale è emerso quanto si tratti di un piano concreto (finalizzato a fare di Trieste un polo internazionale per finanza e assicurazioni) che trova appiglio e base nelle caratteristiche della città. A cominciare dalla location strategica e dalle prospettive di sviluppo che riguardano sia l’Est Europeo, sia l’area mediterranea, con particolare attenzione a quella del Levante. Con il sostegno delle categorie imprenditoriali – è la tesi – la città può fornire anche alle Istituzioni, locali, regionali e nazionali, le chiavi per appoggiare in modo coeso questo progetto.

Progetto che, spiegano i promotori, ha precisi appigli in Unione europea, considerato che già il 5 dicembre 2019 il Consiglio Ue aveva affermato la necessità di rinnovare l’architettura finanziaria europea per lo sviluppo, rendendolo più forte, più flessibile, integrato, coerente, strategico e reattivo ai cambiamenti climatici e alle esigenze di sviluppo; in quell’occasione, e in successive riunioni a vari livelli comunitari, questa necessità si è fatta urgente attraverso l’invito formulato dal Consiglio Europeo ai propri organi preparatori a monitorare i progressi compiuti nell’attuazione delle presenti conclusioni e gli Stati membri a fornire ulteriori orientamenti sulla via da seguire preferita per rafforzare l’architettura finanziaria europea per lo sviluppo entro la fine del 2020-inizio 2021. Inoltre fra le sfide lanciate dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, per il futuro dell’Unione europea figura proprio il riposizionamento della Banca europea per gli investimenti (BEI) e della Banca europea per la ricostruzione e sviluppo (BERS) anche nell’ottica delle problematiche poste dalla Brexit.