Il tempo della sostenibilità nei festival
Mantova, Pistoia, Santarcangelo di Romagna. Tre luoghi, tre esempi “paradigma” che, grazie ai loro festival dedicati alla letteratura, al teatro e all’antropologia, per qualche giorno diventano capitali culturali del nostro Paese con una responsabilità e una consapevolezza in più: la sostenibilità declinata nelle sue tre dimensioni economica, sociale e ambientale, la circolarità attraverso la riduzione del consumo di materia, l’uso di energia rinnovabile e la riduzione dell’impatto ambientale lungo tutta la filiera della manifestazione.
Ma che cos’è che rende un festival culturale realmente sostenibile?
La realizzazione di questo processo sta a monte, nella sua progettazione, perché nulla nasce per caso. Come ha dimostrato il Festivaletteratura di Mantova, che nel suo piano di azione climatica ha lavorato e continua a lavorare per un ridotto impatto ambientale realizzando attività e programmi culturali orientati alla sostenibilità. Il Festival si svolge proprio nel centro storico della città dei Gonzaga e ha l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di un’intelligenza ecologica individuale e collettiva. Dalla promozione degli eventi – improntata sulla divulgazione della consapevolezza rispetto al ruolo che il mondo della cultura può svolgere – alle scelte di sostentamento energetiche e di gestione degli eventi anche dal punto di vista materico. Il Festival ha studiato nel corso degli anni interventi sull’approvvigionamento d’acqua per evitare l’invasione delle bottigliette di plastica, la gestione dei rifiuti all’insegna della differenziazione e del recupero e la mobilità interna con lo scopo di ridurre l’impronta carbonica degli spostamenti di migliaia di visitatori.
Sul fronte della mobilità, accanto al bike-sharing (consigliatissimo) è stato potenziato il servizio pubblico per consentire l’accesso alla città mentre l’energia elettrica viene garantita da allacciamenti temporanei alla rete distributiva che evitano l’utilizzo di generatori autonomi, con una fornitura certificata al 100% di fonti rinnovabili.
Nell’ottica del prendere e restituire all’ambiente, Festivaletteratura attua delle attività di compensazione. Nel 2022 ad esempio l’associazione, insieme ad alcuni volontari, ha dato vita a un nuovo bosco fluviale su un’area demaniale situata lungo il fiume Po, nel comune di Dosolo. Su circa un ettaro di terreno, è stata ricreata una formazione boschiva tipica della bassa pianura, piantando oltre 975 alberi – tra cui pioppi bianchi e neri, querce, frassini, olmi e ontani – e 325 arbusti. Questi, grazie alle loro fioriture e alla produzione di bacche, svolgeranno un ruolo importante per gli insetti impollinatori e la fauna selvatica con l’obiettivo di ridurre l’impronta di carbonio. Le stime prevedono la produzione fra le 300 e le 400 tonnellate di CO₂ volte a contribuire ai programmi di rinaturazione del fiume Po.

Alla ricerca dell’identità sostenibile dell’Uomo
Essere sostenibili è progettazione e scelta degli argomenti anche per i Dialoghi di Pistoia, il festival di antropologia del contemporaneo, il cui punto cardine è proprio la sostenibilità, partendo proprio dalle scelte tematiche di programma. Il festival è partito quest’anno lanciando una domanda: “Cosa significa stare al mondo in maniera consapevole?”. Il Festival di Pistoia pone domande sul modo di vivere dell’uomo in relazione all’ambiente e al paesaggio che lo circonda e tenta di dare risposte grazie al contributo di ospiti che discutono il valore di sostenibilità della cultura. Concetti emersi anche nella scorsa edizione “Stare al mondo. Ecologie dell’abitare e del convivere” che ha approfondito il modo di vivere nelle città, nelle foreste, sui monti, al mare e in rapporto con i non umani.
“Dal cinema al teatro, non riusciamo a rappresentare la crisi climatica, e perché? Il romanzo ha mille espressioni: dell’anima, interiore, d’avventura, ma ha sempre un solo protagonista, che è l’essere umano. Non riusciamo a mettere sulla scena gli altri esseri che vivono insieme con noi” scrive l’antropologo indiano Amitav Ghosh. “Noi siamo ciechi nella misura in cui non riusciamo a immaginare un mondo diverso”. È proprio questo l’intento dei Dialoghi, che con le riflessioni proposte ogni anno tenta di portare nelle coscienze umane la consapevolezza del “non essere centrali” e, quindi, la necessità di ripensare il proprio vivere. Qual è l’impronta dell’umanità sulla Terra? Qual è il rapporto che le diverse popolazioni hanno stabilito con il loro ambiente? E cosa succede quando intere aree geografiche non sono più abitabili e si spopolano, creando flussi di migranti? In questo evento la terra è presentata come una “casa comune” alla quale l’essere umano deve dedicarsi nel qui e ora, ma anche nel suo progettare il futuro individuale e collettivo.
A fare da contorno molte iniziative pratiche per ridurre l’impatto ambientale. Nei luoghi in cui si svolgono gli eventi, è attuata e incentivata la raccolta differenziata; i materiali cartacei sono stati ridotti al minimo, spingendo tutti all’utilizzo delle informazioni digitali sull’app e sul sito; tutto il materiale stampato è su carta riciclata e bottiglie e bicchieri di plastica sono sostituite da borracce e bicchieri riciclati che si possono riempire con un erogatore pubblico. Compensazione è un concetto chiave anche a Pistoia, che ha visto quest’anno la donazione di alcuni alberi alla città da parte dell’organizzazione del festival che andranno a qualificare un giardino pubblico.

Al Santarcangelo Festival dove anche le t-shirt sono circolari
La parola chiave del Santarcangelo Festival è “recupero”. A partire dalla mobilità, già dal 2013 il festival internazionale dedicato al teatro di Santarcangelo di Romagna ha iniziato dalla “flotta di ri-ciclette”, bici recuperate – soprattutto grazie a una call for donation – che durante il Festival vengono utilizzate da staff, artiste e artisti per tutti gli spostamenti in città. Alla fine della manifestazione vengono riparate anziché essere buttate e restano a disposizione della città durante tutto l’anno. Se non volete andare a piedi o in bicicletta, i trasporti pubblici sono la soluzione più sostenibile e per questo la tariffa viene ridotta. A questo si affiancano una serie di iniziative, tra cui gruppi Telegram con il fine di mettere in contatto persone e razionalizzare gli spostamenti. L’obiettivo del Santarcangelo dei Teatri è quello di creare comunità temporanee offrendo possibilità di incontro e scambio dove la collettività diventa il motore che riduce l’impatto ambientale attraverso la condivisione di azioni consapevoli.
A saltare all’occhio di Presente Sostenibile, il piano di azione del festival, sono le azioni sul merchandising, sviluppato in ottica circolare e di riduzione degli sprechi. Già nel 2022 infatti Santarcangelo dei Teatri ha deciso di recuperare le magliette da stock inutilizzati di edizioni passate, ma anche da altri festival italiani ed europei che hanno scelto di donare le loro rimanenze. L’organizzazione sta inoltre continuando a lavorare al progetto “Circolare: pratiche e strumenti per un approccio sostenibile e circolare alla cultura” che progetta una piattaforma per l’acquisto condiviso e lo scambio di beni e attrezzature per eventi culturali. Dal 2023 è inoltre iniziata una collaborazione con Terranova – uno dei più grandi gruppi di retail nel campo del vestiario – insieme alla quale si è cercato di dare nuova vita ai capi invenduti delle vecchie collezioni, aggiungendo semplicemente una stampa.
Il festival è tra gli enti vincitori dei contributi del bando di Capacity Building per la Transizione Ecologica degli Organismi Culturali e Creativi del PNRR, finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU. Insieme ai partner sta inoltre sviluppando il progetto “Prima Vera spring-school” per operatori di eventi ad alto valore ambientale e sociale. A inserirsi in questo scenario è il percorso intrapreso per la certificazione ISO 20121, lo standard di gestione per l’organizzazione sostenibile degli eventi al fine di implementare ulteriormente il sistema di gestione sostenibile e di assicurare la conformità a una policy di sviluppo sostenibile.
Tra contenuti, pianificazione delle iniziative e azioni concrete di impatto e restituzione all’ambiente, i festival sono veri e propri luoghi della rappresentazione della sostenibilità. Nella loro dimensione che unisce concreto e astratto – azioni e trasmissione del sapere – queste iniziative sono vere e proprie leve motrici del cambiamento.