Levanto Music Festival 2025. I sette monologhi di Anna Cappelli
Una serata con un testo importante, un monologo femminile scritto quarant’anni fa da un autore vittima di incidente, giovane promessa del teatro. Domani, 29 luglio, alle ore 21.30, presso l’Auditorium dell’Ospitalia del Mare, sarà di scena lo spettacolo teatrale musicale Anna Cappelli, scritto da Annibale Ruccello e interpretato da Sarah Pesca, con regia di Fausto Cosentino.
La sesta serata della trentaquattresima edizione del Levanto Music Festival – Amfiteatrof, la rassegna musicale organizzata da Officine del Levante e dedicata al violoncellista Massimo Amfiteatrof, di cui MEMO è media partner, che si svolgerà a Levanto fino al 5 settembre 2025, sarà incentrata su “un teatro di parola, un concerto per voce solista, di artista”, per citare la felice definizione di Laura Canale, Presidente di Officine del Levante e organizzatrice della rassegna.
Sarah Pesca, attrice duttile e apprezzata non solo sulle scene levantesi, alla sua quarta partecipazione al Festival (dopo Dolorose Armonie – Carlo Gesualdo Principe Madrigalista, La lunga notte di Penelope e La voix humaine et le bel indifférent), sarà la protagonista e unica interprete dello spettacolo.
La regia è di Fausto Cosentino, Direttore artistico del Levanto Music Festival. La descrizione di quanto vedremo sul palco è affidata alle note di regia che qui riportiamo.
È l’ultimo testo scritto da Annibale Ruccello prima della sua tragica e prematura scomparsa.
Un monologo femminile – composto da sette monologhi – in cui l’assenza degli altri personaggi si rivela presenza.
In verità, più che un monologo, Anna Cappelli potrebbe definirsi un immaginario dialogo a più voci.
Una commedia a più personaggi tutti “visibili”, per merito di una tecnica drammaturgica capace di materializzare le assenze.
In un inquietante interno domestico si svolge una storia, dal tono degenerato fino al limite dell’irreale, dell’incubo, del grottesco, svelata in tutte le sue sfaccettature.
La storia è ambientata negli anni ’60. Anna è un’impiegata che vive in una camera in affitto ed è alla ricerca di un progetto di felicità legato all’amore. Vuole un uomo e, soprattutto, una casa tutta sua ma, dopo l’abbandono da parte del compagno, la sua reazione sarà violenta e teneramente straziante.
Anna è una donna in lotta con i suoi demoni. Una vittima del suo tempo, della condizione della donna negli anni ’60: vittima di una società e di una morale che rifiuta, ma che non ha la forza di combattere e da cui non riesce a emanciparsi.
Le emozioni che Ruccello ci ha lasciato sono così tangibili da diventare fisiche. Ecco, infatti, la grande peculiarità di questo autore: fisicizzare i sentimenti dei disadattati e dei reietti.
Anna Cappelli è un crudo e implacabile spaccato dell’Italia dominata dalla sovrastruttura di una morale cattolica che Ruccello stigmatizza; è un testo “essenziale”, nel senso che va all’essenza del sentire umano. Una pièce che mostra sentimenti, veri o presunti, così fisici da poter essere ingurgitati.
Un testo con queste caratteristiche suggerisce di leggerlo in maniera essenziale, simbolica e straniata, in un allestimento scarno e descrittivo al tempo stesso, cercando di far coincidere le suggestioni dello stesso Ruccello con una certa epicità brechtiana.
È una storia femminile tra emancipazione e orrore che, a distanza di quasi quarant’anni, conserva immutata una forza contemporanea. Un crogiuolo di contraddizioni che si dipanano dalla pièce con umorismo affilato, per scavare nei meandri della mente di una donna che rincorre la felicità attraverso rinunce e compromessi.
Il finale grottesco è frutto di una totale perdita di controllo, eppure appare come “unica soluzione possibile”. Nonostante tutto – Ruccello ci tiene a sottolinearlo – è un estremo atto d’amore.
La sua sofferenza, anche se la spinge a un atto crudele e imperdonabile, desta compassione: nonostante sia tutt’altro che vittima, si immagina che, in passato, lo sia stata.
L’ingresso è libero e gratuito, come per tutti gli appuntamenti in programma. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Levanto Music Festival – Amfiteatrof e sarà disponibile per 30 giorni, secondo le nuove norme di Meta. Per maggiori dettagli, è disponibile la scheda dello spettacolo sul sito della rassegna.
