la verità, vi prego,
sull’immigrazione

la verità, vi prego, <br> sull'immigrazione

Malta ha finalmente autorizzato lo sbarco della Sea Watch e della Sea Eye. I 49 migranti verranno smistati in 8 paesi dell’UE, Italia inclusa. Aspettavo questa notizia.

Vi racconto adesso una storia di numeri. Lo faccio perché quando la verità viene negata, la democrazia è a rischio.

Il giornalista del Corriere dice che gli sbarchi ci sono ancora. Dal 24 al 31 dicembre sono stati 268. La sottosegretaria della Lega insorge: “Non è vero! Non ci sono stati sbarchi nel nuovo anno”. Il giornalista non ci casca: “Sottosegretario, ho detto dal 24 al 31 dicembre. Oggi è il 9 gennaio. Non ci sono dati del mese di gennaio”. La sottosegretaria alza la voce.  Il giornalista dice che i dati sono del Viminale. Silenzio e imbarazzo. Il giornalista continua e critica il decreto sicurezza. Cita fonti “terze”, ricerche e analisi autorevoli che ci mettono in guardia: con questa legge i clandestini che sono e sono rimasti in Italia (sono 600mila) potrebbero aumentare di 120 mila unità. Apriti cielo. La leghista esplode: “Lei è fazioso e non dice che i rimpatri volontari grazie a questo governo sono triplicati!”.

Vado a vedere i numeri.  I rimpatri volontari (noi paghiamo e assistiamo gli immigrati per convincerli a tornare a casa) è vero che sono aumentati, ma volete sapere quanti sono stati in questo anno di boom salviniano? Circa 1200.

Allora sono andato a prendere tutti i dati sull’immigrazione ufficiali, quelli del Viminale. Vorrei fosse chiaro prima di tutto a me stesso e una volta per tutte sapere di cosa stiamo parlando.

Ad oggi sono 5 milioni e 333 mila gli stranieri regolarmente presenti in Italia, 26 mila in meno rispetto al 2016 e la loro incidenza è più o meno costante dal 2013 e nell’ordine dell’8% su scala nazionale, mentre nel sentire comune l’incidenza è percepita a oltre il 25%. Il triplo. Questo è frutto dell’ultima campagna elettorale che ha parlato per mesi di una invasione che non esisteva.

In tutto sono circa 600.000 gli stranieri che vivono irregolarmente sul territorio italiano; sono persone a cui è scaduto il permesso di soggiorno, o a cui è sta respinta la richiesta di asilo, e che continuano a vivere in Italia nonostante non ne abbiano titolo. Malgrado la promessa elettorale (“Li rimandiamo tutti a casa in sei mesi!”), negli ultimi 12 mesi sono stati rimpatriati 6.833 stranieri rispetto ai 6.378 dell’anno precedente, cui si aggiungono 1.201 rimpatri volontari assistiti. 

Negli ultimi 12 mesi sono state presentate 82.782 richieste di asilo. In totale al momento le persone che hanno richiesto negli ultimi anni una qualunque forma di asilo in Italia sono 345.000 (dati Unhcr).

Rispetto al 2018, il 39 per cento delle domande è stato accolto, mentre la percentuale di quelle respinte è del 53,8% con un 7,2% che ha avuto altri esiti. La propaganda dice che in pochissimi hanno il legittimo diritto di essere accolti. A casa mia il 39% non sono pochissimi.

È vero che gli sbarchi sono diminuiti. Questo avviene perché le politiche restrittive di Minniti prima e di Salvini dopo si sono sommate alla fine della primavera araba, a un ritorno del fondamentalismo islamico e ad alcuni accordi molto discutibili che stiamo pagando ai paesi del Sud del Mediterraneo che hanno accettato di fermare o rallentare (a pagamento) le partenze. A questo si deve aggiungere il picco di morti in mare che non abbiamo saputo o voluto impedire. Anche i morti in mare (insieme ai morti nel deserto) abbassano il numero degli sbarchi.

Se solo uno degli elementi di questo fragile equilibrio dovesse venire meno, tutte le nostre politiche di fermezza verrebbero travolte in un attimo dal legittimo diritto degli uomini, di ogni uomo, a cercare un destino migliore ovunque pensi di poterlo trovare. E il diritto a non morire di fame è più potente di una diretta Facebook del nostro infallibile ministro.

Intanto il paese su questo tema conosce una violenza verbale senza precedenti che trabocca dalle tastiere dei telefonini. Faccio un esempio. Leggo recentemente un post molto offensivo nei confronti di Papa Francesco. Aver chiesto ai governi europei di porre fine alle sofferenze di 49 persone sopra due navi in mezzo al Mediterraneo viene considerato un oltraggio al popolo. Se li metta lui in Vaticano se li vuole. E giù un diluvio di volgarità, luoghi comuni, offese, oscenità. Decido di intervenire. È pur sempre uno dei miei contatti. Gli chiedo un linguaggio meno volgare e da laico non praticante gli ricordo che il sistema di accoglienza, solidarietà agli immigrati e aiuto alla povertà della Chiesa cattolica è il più attivo e organizzato del mondo. Si può criticare la Chiesa per molti motivi diversi, ma in fatto di accoglienza e aiuto agli ultimi merita solo rispetto. La risposta è un delirio di accuse di comunismo che è come il nazifascismo e che noi che fingiamo umanità stiamo dalla parte delle mafie e che ci vorrebbe Mazzini (Mazzini????). Vedo il suo profilo pieno di scemenze sovraniste. Gli dico di stare attento perché il suo Comandante spesso va in giro con il Vangelo. Gli insulti diventano più diretti. Lui non ha comandanti. E io sono un ignorante, sono ovviamente un comunista, non ho capito che lui non è un banale leghista ma un mazziniano convinto (mazziniano????), che scrivo solo sciocchezze e che di sicuro bevo troppo dal fiasco che ho accanto alla tastiera. Dopo averlo bannato, mi è venuta naturale una riflessione. Ma questi stravaganti esseri umani dove stavano prima di adesso?

Il tema immigrazione è molto complesso. Decisivo. Oltre ai numeri e alle percezioni, ha generato un dibattito volgare e violento che divide in guelfi e ghibellini chi dovrebbe essere unito per trovare soluzioni di civiltà, integrazione e convivenza. Occorre insomma trovare tutti insieme soluzioni il più possibile condivise. Ma siamo ancora molto lontani dall’averle trovate.

Questa è  la verità.

Se non c’è strada dentro al cuore degli altri, prima o poi si traccerà.