Muoiono soprattutto i vecchi

muoiono

Muoiono soprattutto i vecchi. Soprattutto nelle case di riposo dove li abbiamo chiusi prima del virus, pensando che il virus che attaccava la nostra libertà e la nostra “socialità” fosse la loro resistenza in vita.
Muoiono soprattutto i vecchi e noi tiriamo un sospiro di sollievo.
Abbiamo anche noi i capelli ingrigiti dal tempo ma non importa, mica siamo vecchi noi. Siamo maturi, affascinanti, abbiamo ancora tutta la vita davanti.
Sappiamo che non è vero, ma facciamo finta di non saperlo. Conviene.
Ma cosa muore quando muore un vecchio?
Muoiono un figlio, una figlia, un padre, una madre, un uomo, una donna, un amore, un ricordo, un segreto. un amico, un progetto.
E muoiono le sue storie, quelle che raccontava, quelle che ha vissuto. Muoiono le gioie, le speranze, il modo in cui ha tenuto in vita legami, successi, sogni, sconfitte, lacrime, dolori e alcune giornate davvero memorabili. Giornate da ricordare.
Un vecchio che muore si porta dietro un tesoro.
Sino a quando non ti accorgi di essere vecchio pensi all’immortalità. Lo sai benissimo che non sei Highlander, ma sei convinto che quello che sei e rappresenti, la narrazione del tuo mondo e il potere che esprimi resteranno. Il mondo mica può fare a meno di me e di quello che ho fatto, pensi. E ci credi davvero, anche se sai benissimo che il mondo può fare a meno di tutti.
Anche in questo caso, conviene.
Semmai sono fortunati gli altri, quelli che possono ancora ascoltarti, far tesoro delle tue esperienze, ascoltare i tuoi consigli, abbeverarsi al ciclo continuo delle tue idee e delle tue parole.
Poi succede. Improvvisamente. senza che nessuno ti avverta prima.
Un giorno noti gli occhi di chi ti ascolta e vedi che guardano altrove, giocano con altri pensieri oppure con la chat del telefonino.
Per loro tu sei già morto.
Perché diventare una perdita di tempo è come morire.
Naturalmente all’inizio non lo accetti. Combatti per un po’.
Poi smetti di lottare.
Un vecchio che muore è la sconfitta della storia, della tua storia.
Tempo fa il dibattito intellettuale era animato dal concetto ambiguo di “fine della storia”, una sorta di contrappasso assolutorio verso l’indifferenza; in fondo se l’umanità ha esaurito il suo percorso di crescita, chi sono io per dire che non è così Il rock è morto, può morire anche la storia.
E amen. Invece la storia non finisce, semplicemente perde.
Il Covid-19 ha colpito proprio là dove la storia viene sconfitta.
Qualcuno ha persino tirato un sospiro di sollievo. Sono solo vecchi che muoiono. Vecchi e malati, per giunta.
Poi abbiamo capito. Abbiamo scoperto quello che non volevamo vedere.
I vecchi muoiono soli.
E allora non ti fa più paura la vecchiaia. Non ti fa più paura la morte. Improvvisamente scopri di cosa hai davvero paura: della solitudine.
Il virus ha detto al mondo che siamo diventati tutti vecchi. Nessuno escluso.
E lo siamo da quando abbiamo dimenticato che i vecchi muoiono soli.