Memo Keywords: contact tracing

Memo Keywords: contact tracing

Il ministero dell’Innovazione ha scelto Immuni, la app anti covid19. I cellulari conservano in memoria i dati di altri cellulari con cui sono entrati in contatto in forma di codici anonimi crittografati. Per ridurre il rischio di falsi positivi, valuta la vicinanza e il tempo di esposizione fra i dispositivi e restituisce un valore di rischio contagio. Quando uno dei soggetti che ha scaricato l’app risulta positivo al virus, gli operatori sanitari gli forniscono un codice con il quale può caricare su un server ministeriale il proprio codice identificativo anonimo. I cellulari con l’app prendono dal server i codici dei contagiati e, se ne mettono in contatto uno con i numeri presenti in memoria, mandano la notifica al proprietario. Una notifica che avvia la richiesta di seguire un protocollo di isolamento e tamponi…. la procedura è ancora da definire bene, il Governo per ora non ha chiarito.

Ma….l’app per il tracciamento dei contagi non può essere obbligatoria. Lo stabiliscono le regole dell’Unione europea e lo confermano fonti della maggioranza. Quindi, da una parte, per renderla efficace occorre che a scaricare l’app siano almeno il 60/70% degli italiani, dall’altra Bruxelles ha stabilito che qualsiasi app debba essere installata solo su base volontaria, disinstallata e disattivata quando non più necessaria, oltre che prevedere l’uso della tecnologia bluetooth per evitare la geolocalizzazione delle persone.

E qui si apre il bivio esistenziale.

Tomas Pueyo su Medium racconta la via orientale praticata a Taiwan, paese che, va detto, avrebbe dovuto subire un forte scoppio epidemico a causa della sua vicinanza con la Cina. Nonostante questo, si registrano appena un paio di casi al giorno, il tutto senza avere implementato chiusure di aziende e di scuole o divieti di raduni sociali. Un viaggiatore racconta l’esperienza dalla sua quarantena a Taiwan: “Il giorno successivo, alle 8:30 del mattino, sono stato svegliato da una telefonata. Erano funzionari del governo locale che si informavano della mia salute. Alle 14:30 di pomeriggio, un’altra chiamata: si prega di non lasciare il proprio indirizzo e di prendere le precauzioni necessarie per proteggere la propria famiglia. Se lei esce di casa, temo che verrà ricercato dalla polizia. Ma come fate a sapere se le persone escono di casa? (…) Ci ha fornito il suo numero e questo è per noi sufficiente”. Sufficiente per una tracciatura completa e costante.

Da noi si tende a optare per un approccio morbido, come abbiamo visto, che tenga conto della privacy. La responsabile Innovazione Pd per l’Innovazione Marianna Madia: “La app di contact tracing è uno strumento utile se inserita in una strategia complessiva a cominciare da un forte coordinamento con il SSN e la strategia sui test. Occorre però prima, per la delicatezza dei temi che si affrontano, procedere con un passaggio parlamentare in linea con le indicazioni del Garante per la privacy e con il quadro europeo”.

Memo Keywords: contact tracingUna domanda da farsi potrebbe essere questa: davvero tracciare un’epidemia può rappresentare una frattura insanabile della propria libertà quando, in piena volontà, l’utente medio di Internet quest’anno spenderà online un tempo pari a oltre 100 giorni, più del 40% della propria vita da sveglio? Quanta roba condividono quei quasi 4,54 miliardi di persone connesse a Internet? Il tempo medio trascorso online è di 6 ore e 43 minuti al giorno, di cui circa 2,24 sono le ore trascorse sui social media. I più social sono i filippini (circa 4 ore al giorno) seguiti da colombiani (3,45) e brasiliani (3,31), mentre il Giappone chiude la classifica con appena 45 minuti al giorno. Facebook ha 2,5 miliardi di utenti attivi ogni mese, seguito da YouTube (2 miliardi) e WhatsApp (1,6 miliardi). E un bel balletto con la nonna da mettere su Tiktok no? Secondo il report Digital 2020, sono quasi 800 milioni gli utenti attivi su questa piattaforma, seguita da Pinterest e dalle social news di Reddit che, con 430 milioni di utenti attivi, ha superato in classifica anche Twitter e Snapchat.

Una risposta può essere quella data dall’attore Claudio Amendola a Circo Massimo: “Scaricherò la app, mi sembra di aver capito che ci può dare una mano. E trovo le polemiche un po’ stucchevoli. A me dei miei dati personali non me ne frega assolutamente nulla. Cosa dovrebbero andare a vedere dei miei dati personali che io devo proteggere?”.

Al contempo, Techcrunch riporta come centinaia di accademici in tutto il mondo abbiano firmato una lettera per sostenere le app di tracciamento dei contatti che utilizzano la traccia Bluetooth automatizzata, in grado di preservare molto di più la privacy rispetto alle app che raccolgono i dati sulla posizione in un archivio centrale: “La tracciabilità dei contatti è uno strumento ben noto per affrontare le epidemie ed è stata tradizionalmente eseguita manualmente. In alcune situazioni, le app di tracciamento dei contatti sugli smartphone possono migliorare l’efficacia della tecnica di tracciamento dei contatti manuale”. Ha ripreso il discorso sul Huffington Post il Costituzionalista Plutino ricordando come : “Vi deve essere la trasparenza totale della struttura dell’app, ben oltre la sua natura gratuita e open source: vanno resi noti gli algoritmi su cui è costruita e, oltre, il codice sorgente della app, con la possibilità di verifica da parte di mani esperte che non ci siano back door che consentano a malintenzionati di poter mettere le mani su una mole sterminata di dati attinenti ai movimenti, ma forse come abbiamo detto anche alla salute, di decine di milioni di italiani”.

In  ogni caso, sarà sempre più originale sentirsi come Henry David Thoreau (1817/1862), in Walden, ovvero vita tra i boschi: “Trovo salutare restare solo per la maggior parte del tempo. Essere in compagnia, anche dei migliori, provoca subito noie e dispersioni. Non trovai mai un compagno che fosse tanto buon compagno della solitudine”.