Inspiring Words. 27 aprile – 3 maggio

maggio

Continua il progetto Inspiring Words, realizzato da Ainem (Associazione Italiana Neuromarketing) in collaborazione con AIDA Partners, che racconta l’impatto cognitivo-emozionale delle parole e dei concetti al tempo del Coronavirus. 100 parole con il loro significato cognitivo-emozionale saranno pubblicate giornalmente sui social Ainem. Anche MEMO Grandi Magazzini Culturali partecipa all’iniziativa. Condividiamo le parole della settimana dal 27 aprile, “Sorriso”, al 3 maggio, “Respiro”.

 

maggio

27 aprile, “Sorriso”

di Diego Parassole – Comico e Formatore, AINEM Ambassador

Il sorriso al tempo del Covid19 – Nuove professioni: il gelotologo. Non ho potuto fare a meno di ridere quando ieri un amico mi ha mandato un meme: “Porto bottiglie vuote all’orecchio per sentire il rumore del bar”. Si è liberata in me una buona dose di endorfine e senza neanche dover correre da un umorista per chiedergli: “Quanto le fate, oggi, le endorfine al chilo?”. Abbiamo bisogno di ridere e di sorridere e travolti dalle paure e dalle ansie del momento spesso ci dimentichiamo di farlo. Degli effetti benefici della risata si occupa la psiconeuroimmunoendocrinologia, una scienza dal nome così complicato che per pronunciarlo devi essere almeno laureato (NB se vuoi pronunciarlo velocemente e senza incespicare, è indispensabile la specializzazione ).

Dalla PNEI ha preso vita la gelotologia (che io preferisco al gusto pistacchio), la disciplina che si occupa del ridere e dei suoi aspetti terapeutici. Se volete saperne di più, questo è il link https://bit.ly/2RYLPNq

In un’epoca in cui molti sono preoccupati per il proprio lavoro, forse possiamo lanciare una professione nuova. Quella del gelotologo. Ne avremo bisogno! Anzi… ne abbiamo bisogno già adesso. Intanto non scordatevi di fare un sorriso! Acc! Me n’ero scordato!

Libro consigliato: Fabio Sinibaldi: Evoluzione, adattamento e fisiologia.

 

Inspiring Words. 27 aprile - 3 maggio

28 aprile, “Tempo”

di Nick Harmsen – Behavioural insights and strategy e AINEM Ambassador

Questi sono tempi difficili. Il mondo si è fermato e ci troviamo improvvisamente di fronte a una minaccia invisibile che sta prendendo vite intorno a noi. Ciò che rende ancora più difficile questa crisi è che la minaccia viene dai nostri “compagni umani”. Normalmente cerchiamo conforto l’uno con l’altro, ora dobbiamo allontanarci da amici e persone care.

E poi c’è l’incertezza. Non sappiamo cosa accadrà o quanto durerà questa situazione. Non possiamo pianificare e non abbiamo il controllo. Questi sono tratti che sono al centro di ciò che ci rende umani. La nostra capacità di immaginare le cose e prevedere un futuro. Ma questa capacità è anche difettosa. Il nostro lobo frontale è responsabile della pianificazione ma anche dell’ansia.

È la nostra visione distorta del futuro che crea i maggiori problemi in questo momento. Perché la nostra capacità di vedere il futuro non è oggettiva. Dimentichiamo non solo i dettagli della nostra esperienza, ma anche il modo in cui la temevamo. È un dato di fatto che le persone che vivono eventi drammatici, si riprenderanno e troveranno gioia. Perché la gioia e la felicità sono relative, non assolute.

Quando ricordiamo eventi passati, in realtà non ricordiamo i dettagli. Ricordiamo una versione emotiva e riempiamo i dettagli in base alla nostra realtà attuale. E commettiamo lo stesso errore guardando al futuro. Tendiamo a usare il presente come modello per immaginare il futuro. Anche scienziati ed esperti commettono questo errore. E il futuro sarà di nuovo un luogo di felicità.

 

Inspiring Words. 27 aprile - 3 maggio

29 aprile, “Nudge”

di Laura Mondino – Decision Advisor e divulgatrice (neuro)scientifica

Nudge è una parola inglese che significa “spinta gentile” e identifica la teoria che pesca nell’eredità lasciata da Daniel Kahneman e nelle ricerche in materia di economia comportamentale di Cass Sunstein e Richard Thaler. Quest’ultimo è stato insignito del premio Nobel per l’economia nel 2017, proprio grazie ai Nudge.

La parola Nudge identifica interventi che guidano le persone nella scelta verso decisioni più efficienti, preservando la libertà di scelta individuale. Alle spinte ognuno può sempre e deliberatamente opporsi.

Nel contesto attuale, i Nudge sono utili per costruire la comunicazione al grande pubblico, in modo tale da renderla strumento efficace di prevenzione e contenimento dell’epidemia. Un esempio virtuoso è quello messo in atto dal Behavioral Insight Team (https://www.bi.team/blogs/bright-infographics-and-minimal-text-make-handwashing-posters-most-effective/) per sensibilizzare le persone verso una pratica poco consolidata, come lavarsi correttamente le mani, e farla diventare abitudine, quindi gesto automatico e poco dispendioso all’attenzione. Coerenza, trasparenza nelle informazioni e indicazioni ben illustrate graficamente, sono spesso la ricetta vincente.

Libro consigliato: Thaler R., Sunstein C.R., “La spinta gentile”, Feltrinelli, 2015.

 

maggio

30 aprile, “Segnali deboli”

di Alessandro Paciello – Presidente Aida Partners e Partner Promoter AINEM

Da comunicatore, sono cresciuto con “maestri” che mi hanno sempre incitato a non fare il semplice megafono, l’amplificatore, delle altrui comunicazioni, ma a stare “a monte” rispetto ai contenuti e alla loro divulgazione. Sintetizzandola in una metafora: di che lunghezza porteranno le gonne le donne, non domani, ma fra un paio di anni? Sfera di cristallo per rispondere? No, passione per i “segnali deboli”.

Mi chiedono: dopo la pandemia in che società vivremo? Se rispondessi, “in una società diversa” ripeterei ciò che tutti dicono in questi giorni. Ma in diversi sostenevamo da parecchi anni che l’umanità andava verso una trasformazione epocale. Basta rileggersi gli scritti dei pensatori del Club di Budapest, Ervin Làszlò, in particolare, già negli anni ‘90 del secolo scorso. Il Covid-19 ha forse dato un colpo decisivo all’esigenza di una svolta. Come saremo? Necessariamente più “sociali”, attenti all’etica e alla solidarietà. Non è però una previsione, stavolta: è solo l’indicazione del “senso unico obbligato”.

Parafrasando l’economista John Galbraith, autore de “La Società Opulenta”, bisogna arrestare la divaricazione della forbice tra un mondo sempre più piccolo e ricco e un mondo sempre più grande e povero, altrimenti questa si chiuderà con enorme dolore per tutti.

 

Inspiring Words. 27 aprile - 3 maggio

1° maggio, “Lavoro”

di Emanuela Salati – Training, development process and welfare presso Azienda Trasporti Milanesi SpA

Dopo aver parlato per anni di disruption digitale l’emergenza coronavirus ha reso sistemica questa discontinuità. In pochi mesi è cambiato il modo di lavorare, l’organizzazione familiare e soprattutto il modello economico. Il cambiamento ha intaccato il sistema capitalistico, l’organizzazione dei processi, i fondamenti della globalizzazione e lo stesso senso del tempo, non più gestito in maniera eterodiretta. Di sicuro ci ha dimostrato che, in emergenza, siamo in grado di cambiare rapidamente. Dovremo, però, essere capaci di non ricostruire gli stessi modelli di prima, assumendoci il rischio di innovare partendo da ciò che abbiamo sperimentato oggi.

Quali parole chiave ci porteremo dietro da questa esperienza? Questo shock ha rilanciato la fiducia come cardine imprescindibile dei nuovi processi di lavoro oltre che antidoto all’individualismo. Siamo usciti dall’io per ritrovare il noi.

L’altra grande prova è stata quella del confronto con noi stessi: le nuove modalità di lavoro da casa ci hanno messo di fronte al vero senso di responsabilità, alle nostre capacità di mettere a terra l’impegno e di gestire il tempo, alle nostre competenze e capacità di adattamento, all’irriducibile interdipendenza umana. Ci servirà per ricostruire da zero tutti i lavori che non ci sono più.

 

Inspiring Words. 27 aprile - 3 maggio

2 maggio, “Agile”

di Federico Castelletti Cazzato – Associate Partner presso Skills Management Group e AINEM Ambassador

L’agilità è la capacità di cambiare rapidamente direzione. La capacità di affrontare l’inatteso. Esso spesso ci sorprende, come l’attuale pandemia. Il fatto è che siamo “ancorati” con grande sicurezza alle nostre teorie e alle nostre idee e queste, spesso, non hanno alcuna capacità di accoglienza per situazione spiazzanti. Un nuovo scenario arriverà ma non possiamo mai prevedere il modo in cui si presenterà.

Viviamo all’interno di un sistema organismo e spesso ce lo dimentichiamo. Noi stessi siamo parte di questa trama. Vedere l’intero schema non è sempre facile, ma è una necessità, se vogliamo interpretare correttamente i problemi e le sfide, se vogliamo trovare le soluzioni più efficaci alla sopravvivenza e al nostro sviluppo.

Per comprendere i problemi importanti dobbiamo guardare al di là degli errori dei singoli o della cattiva sorte. Dobbiamo guardare al di là delle personalità e degli eventi. Dobbiamo guardare alle strutture sottostanti che modellano le azioni individuali e creare le condizioni in base alle quali i diversi tipi di eventi diventano probabili.

Ognuno di noi è oggi chiamato a progettare una nuova visione per la creazione di una cultura che dia nuova linfa alla nostra vita.

Libro consigliato. Nassim N. Taleb: Antifragile – il Saggiatore.

 

maggio

19 aprile, “Respiro”

di Gianni Pisottu – Responsabile Risorse Umane NUMERA SPA

“Essere pieni di vita significa respirare profondamente, muoversi liberamente e sentire con intensità.” Con questa affermazione Alexander Lowen, il padre della bioenergetica, ci ricorda che respirare bene, come ad esempio fanno i bambini piccoli, ci dona energia e benessere. La ricerca ci dice che purtroppo la maggior parte degli adulti non respira come dovrebbe. Quando non vogliamo sentire sensazioni che non ci piacciono, blocchiamo o riduciamo inconsapevolmente il respiro e questo meccanismo reiterato sembra che porti a respirare meno e in modo disfunzionale.

In questo modo non ci diamo la possibilità di godere appieno della realtà che ci circonda sia perché siamo fuori sintonia rispetto al presente, sia perché in questo modo non ripuliamo il nostro sistema corpo-mente e restiamo a corto di energia vitale. Soprattutto in questo periodo in cui possiamo provare una ampia gamma di emozioni poco piacevoli e sentirci più vulnerabili alle notizie poco rassicuranti su un’epidemia che compromette la respirazione, paradossalmente portare l’attenzione al respiro, rallentarne il ritmo e renderlo più profondo, sorridendo volontariamente, porta un percepibile effetto calmante sul nostro stato emotivo. Inoltre una buona respirazione diaframmatica, permette una potente azione di pulizia del nostro organismo dalle sostanze di scarto e una migliore attività cellulare, portando molti benefici per la nostra salute. La percezione più comune che ne deriva è di leggerezza, di una presenza rilassata e uno stato di benessere spesso dimenticato.

Possiamo trovare l’occasione di sperimentare qualche respiro profondo quando abbiamo una questione che monopolizza i nostri pensieri, quando vogliamo attingere a tutte le nostre risorse in una situazione sfidante o quando vogliamo crearci uno spazio protetto di silenzio, in cui non ci sono doveri e identificazioni, per sperimentare la nostra vera essenza. Come ci suggerisce Thich Nhat Hanh, “Il respiro è il ponte che collega la vita alla coscienza, che unisce il corpo ai nostri pensieri. Ogni volta che la vostra mente si disperde, utilizzate il respiro come mezzo per prendere di nuovo in mano la vostra mente”.

Risorse consigliate:
– La straordinaria forza terapeutica del respiro Di Rüdiger Dahlke, Andreas Neumann
– How Breath-Control Can Change Your Life: A Systematic Review on Psycho-Physiological Correlates of Slow Breathing https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6137615/
– Approximate Entropy of Respiratory Patterns in Panic Disorder https://ajp.psychiatryonline.org/…/10.1176/appi.ajp.161.1.79