Inspiring Words. 6 – 30 luglio

luglio

Si conclude qui il progetto Inspiring Words, realizzato da Ainem (Associazione Italiana Neuromarketing) in collaborazione con AIDA Partners, che racconta l’impatto cognitivo-emozionale delle parole e dei concetti al tempo del Coronavirus. 100 parole con il loro significato cognitivo-emozionale saranno pubblicate giornalmente sui social Ainem. Anche MEMO Grandi Magazzini Culturali partecipa all’iniziativa. Condividiamo le parole pubblicate dal 6 luglio, “Mascherina”, al 30 luglio, “Pruning”.

 

Inspiring Words. 6 - 30 luglio

6 luglio, “Mascherina” – Parte 1

di Diego Parassole – Comico e formatore e AINEM Ambassador

Quando qualche giorno fa Caterina Garofalo di Ainem mi ha chiesto: – Ti va di scrivere un post sulla parola mascherina? Non l’abbiamo ancora fatto ed è fondamentale per la nostra ricerca”, ho avuto un attimo di smarrimento. La parola “mascherina” mi infastidisce almeno tanto quanto indossarla. Ma la sapiente Caterina ci sa fare e mi ha detto: “Solo tu puoi scrivere un post interessante su questo argomento! Che è quello che ti dice sempre qualcuno che ti vuole intortare. E naturalmente io mi sono fatto intortare!

Dal dizionario Treccani, opportunamente modificato da me medesimo.

Mascherina: diminutivo di maschera.

Finto volto, di cartapesta, plastica, legno o altro materiale, riproducente lineamenti umani, animali o del tutto immaginari e generalmente fornito di fori per gli occhi e la bocca (in questo caso non adatta alla prevenzione del Covid); può essere indossata a scopo:

– magico-rituale (per es. per tenere magicamente lontano il virus),

– bellico (per incutere terrore al nemico, in questo caso il Covid19, che spaventato si allontana urlando, ma siccome è piccolo non lo sentiamo),

– di spettacolo (per intrattenere il virus, che, rallegrato, diventa meno aggressivo)…

 

luglio

7 luglio, “Mascherina” – Parte 2

di Diego Parassole – Comico e formatore e AINEM Ambassador

…Segue dal post precedente.

– di divertimento (come le maschere dai tratti spesso grotteschi che si usano per il carnevale, utili per sì divertire il virus ma solo in un periodo preciso dell’anno, soprattutto a Venezia, Viareggio e tutte le località di mare che iniziano con la V),

– o semplicemente per non farsi riconoscere (il virus, che spesso si è sentito dire dai parenti “non accettare ribosomi dagli sconosciuti, va a cercare potenziali “infettandi” dal volto più famigliare).

Nota: gli attori del teatro greco e romano recitavano con la m. e infatti nessuno di loro pare abbia contratto il coronavirus.

Altri significati (presi a caso sempre dal dizionario)

Mascherina è anche: Inserviente di bassa statura che nei locali di pubblico spettacolo è addetto a controllare il biglietto d’ingresso e ad accompagnare lo spettatore al suo posto (così detto perché, nel teatro veneziano del Settecento, portava la maschera e il tricorno oggetto scaramantico dotato di tre cornetti superstiziosamente usato per allontanare il virus).

Vedi Caterina Garofalo cosa vuol dire essere un uomo di scienza? Un post così non avrebbe potuto scriverlo nessun altro! Tra l’altro è uno dei primi esempi di post “a rate” che abbia mai visto!

 

Inspiring Words. 6 - 30 luglio

9 luglio, “Colonna sonora”

Un omaggio per il Maestro Ennio Morricone

Quanto il sonoro ancora non esisteva, ai tempi del cinema muto, la musica, anche suonata dal vivo, serviva non solo ad accompagnare le immagini ma anche ad accrescere l’esperienza sensoriale commentando con suoni ed effetti sonori le situazioni che la pellicola mostrava. Con il sonoro il cinema fece il primo salto verso la riproduzione immersiva nella realtà, poi seguirono il colore, il digitale, il 3D, i videogiochi. Ma la colonna sonora fu la vera svolta perché rappresentava un’esperienza diversa rispetto alle immagini, una nuova dimensione sensoriale creata da grandi musicisti spesso avulsa dalla storia del film ma capace di renderlo memorabili.

In pochi ci sono riusciti. Ennio Morricone è stato uno di questi Maestri immortali.

Ci ha lasciati il 6 luglio. La sua musica, riconoscibile già dopo poche battute, ha accompagnato generazioni di spettatori marcando non solo film e generi narrativi diversi ma interi periodi storici. Il western all’italiana è diventato un genere cinematografico rispettabile grazie a Sergio Leone ma anche grazie alle colonne sonore di Ennio Morricone. Il genio musicale del Maestro arriva a tutti, in tutto il mondo.

Ciao Ennio, orgoglio italiano ma anche autore centinaia di colonne sonore indimenticabili che hanno accompagnato le nostre vite.

 

Inspiring Words. 6 - 30 luglio

28 luglio, “Destino”

di Marco Pesatori – Scrittore e astrologo

Il destino è il disegno della trama del Tempo, che confluisce spesso lentamente, a volte velocemente, raramente in maniera istantanea, in un punto perfetto che innesca la successione di potenti significati sincronici, fino a far credere che quel disegno e quella trama siano qualcosa di reale.

In realtà il Tempo è un’invenzione degli uomini che osservano i moti illusori della loro mente dalla loro posizione terrena, schiacciata sulla Terra da un materialismo della sopravvivenza che impedisce loro di osservare dall’alto. Nella loro ansia di controllare l’esistente e l’universo, in preda al terrore della loro ineluttabile determinazione, gli uomini proiettano quest’ansia sul reale, disegnando quelle trame e quelle coordinate, illudendosi di potersi orientare nel caos. Il destino è la trama dell’angoscia degli uomini, a meno che un potente risveglio li metta finalmente in contatto con quell’infinito naturale che li circonda e che dal destino ineluttabile li può far inghiottire o liberare.

Il risveglio degli uomini è la potente e istantanea consapevolezza. Come osserva dolcemente il maestro Kodo Sawaki, “…our bodies do not belong to us. They are the true activity of the life of the great universe”.

Libro: Zenkei Shibayama, Mumonkan, La porta senza porta.

 

Inspiring Words. 6 - 30 luglio

29 luglio, “Fierezza”

di Filippo Poletti – Giornalista, comunicatore d’azienda e influencer su LinkedIn

«Mai come adesso l’Italia ha bisogno di essere unita. Sventoliamo orgogliosi il nostro tricolore. Intoniamo fieri il nostro inno nazionale». Lo scriveva il 17 marzo 2020 su Facebook il premier Giuseppe Conte. Quel martedì, giornata dell’unità nazionale in pieno lockdown, è accaduto qualcosa di speciale: dai balconi e dalle finestre sono spuntati tanti tricolori, a Torino come nel resto d’Italia.

Era il 17 marzo 1861, quando nel capoluogo piemontese Vittorio Emanuele II – re di Sardegna, Cipro, Gerusalemme, duca di Savoia, Genova e principe del Piemonte – assunse il titolo di re d’Italia. Un secolo e mezzo dopo è tornata la voglia di unità. Il coronavirus ha stimolato il rally ’round the flag effect, per usare un’espressione coniata negli anni Settanta negli Stati Uniti, letteralmente “l’effetto di stringersi intorno alla bandiera”: ne parla John Mueller nel libro Presidents and public opinion, pubblicato nel John Wiley & Sons.

Era dal 9 luglio 2006 che non si vedevano tanti tricolori nelle nostre città. Allora, all’Olympiastadion di Berlino, Fabio Grosso segnò il quinto rigore nella porta francese, consegnandoci il quarto titolo mondiale di calcio. Gli italiani, allora, esposero il tricolore: 5 mila giorni dopo i Mondiali di Germania, il 17 marzo 2020, è tornata la stessa fierezza.

 

Inspiring Words. 6 - 30 luglio

30 luglio, “Pruning”

di Valentina Veronica Peana – Team Coordinator e AINEM Ambassador

Cosa succederebbe se le foglie secche, anziché cadere, si accumulassero per decenni sui rami? Soffocherebbero la pianta, ne impedirebbero il nuovo germogliare, la crescita, ma anche il passaggio della luce necessaria a mantenersi in salute.

Allo stesso modo, immaginate se il nostro sistema nervoso si sovraccaricasse per tutta la vita delle sinapsi inutilizzate, di ogni singola informazione registrata dai nostri sensi in input. Saremmo costantemente buggati e lenti nel reagire, offuscati.

Per questo si parla di pruning, la “potatura sinaptica”, il processo tramite cui quelle connessioni neurali inutilizzate vengono sfoltite, così da ottimizzare l’efficienza della trasmissione neuronale. Il nostro “sistema operativo” necessita di questa pulizia, in particolare nella pubertà; le memorie infantili lasciano posto a nuovi apprendimenti, secondo il principio “use it or lose it”. Facciamo attenzione, quindi, a quali connessioni sollecitiamo, perché saranno quelle riconosciute come indispensabili a sopravvivere. Consideriamo questa regola anche nelle relazioni umane: non alimentiamo connessioni nocive, sfrondiamo le relazioni che tendono solo a drenare le nostre energie, sedimentando emozioni negative nei nostri ricordi.

Lasciamo spazio a un nuovo fiorire, a nuove interconnessioni benefiche, rendiamoci più efficienti e prendiamo consapevolezza. Laddove non è il nostro cervello ad automatizzare il benessere, è nostra responsabilità volerci bene.