Benvenuti nelle colline del Prosecco Superiore

Conegliano
Photo credits: Arcangelo Piai

Il paesaggio di Conegliano Valdobbiadene racconta una storia di vino, lavoro, tradizione, cultura, sostenibilità. E quella di un Consorzio che lo tutela. Dal 2019 questa è anche la storia di un patrimonio universale dell’umanità.

Ne parliamo in questo articolo tratto dal numero 4 di VéGé per voi, magazine del Gruppo VéGé diretto da Paolo Marcesini.

Conegliano Valdobbiadene, una piccola zona del Veneto in provincia di Treviso, incastonata tra la celebre bellezza di Venezia e quella austera delle Dolomiti. Qui, dove la produzione del vino risale a tempi antichi, l’incessante opera dell’uomo ha plasmato un tipico paesaggio “a mosaico”, fatto di vigneti che tessono e accompagnano l’andamento delle colline, insieme ad angoli di foresta, boschi, filari di alberi e piccoli centri abitati.

A Conegliano Valdobbiadene, insieme all’uva Glera, si coltiva da secoli la cultura enologica. È su queste colline, dalle pendenze spesso scoscese, che viene prodotto il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, il vino spumante che rappresenta l’espres­sione della miglior qualità del Prosecco.

Un’eccellenza italiana che prende forma grazie a un intreccio unico di natura, storia, tradizione, innovazione, lavoro e cultura, che nel 2019 ha portato al prestigioso riconosci­mento come Patrimonio dell’Umanità Unesco. 

Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è infatti un vino che nasce dalla fatica, dalla tenacia e dalla pazienza: migliaia di piccoli viticoltori, per coltivare queste vigne, sistemate su particolari terrazzamenti chiamati ciglioni, fatti di terra inerbita, lavorano fino a 800 ore per ettaro contro le 150 necessarie in pianura.

Nasce dallo studio e dalla ricerca: nel 1876 proprio a Conegliano venne aperta la prima Scuola Enologica Italiana, dove è stata perfezionata la spumantizzazione con metodo charmat, caratteristica del Prosecco Superiore. Ancora oggi l’Università di Padova ha insediato qui un proprio distaccamento della Facoltà di Enologia.

Nasce dalla capacità di associarsi per essere più forti: nel 1962 un gruppo di 11 produttori diede vita al Consorzio di Tutela del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, che elaborò un Disciplinare di produzione per proteggere la qualità e l’imma­gine del proprio vino. Nel 1969 il Prosecco Superiore ha ottenuto così la Denomina­zione di Origine Controllata e nel 2009 la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, il massimo riconoscimento qualitativo per i vini italiani.

Nasce dal rispetto dell’ambiente: dal 1° gennaio 2019 nel territorio del Conegliano Val­dobbiadene Prosecco è stato bandito l’uso del glifosato, il diserbante chimico più discusso degli ultimi anni, che continua a essere utilizzato in moltissime aree agricole italiane ed europee. Un obiettivo di sostenibilità ambientale raggiunto grazie al lavoro sinergico e di grande cooperazione tra le amministrazioni locali dei 15 Comuni della Denominazione e il Consorzio di Tutela.

Per raccontare la viticoltura eroica e l’impegno degli abitanti di queste colline il Consorzio di Tutela ha recentemente presentato il volume Là dove si coltiva la vite. 50 storie intorno al Conegliano Valdobbia­dene Prosecco Superiore DOCG (Antiga edizioni). Fotografie d’epoca, aneddoti e testimonianze, contribuiti di accademici esperti, parole di poeti e scrittori: la narrazione corale di una comunità che ha raggiunto l’impegnativo traguardo del riscatto economico valorizzando il territorio in cui vive. Un modello di sviluppo sostenibile, dal punto di vista economico, ambientale e sociale.

Conegliano

Photo Credits: Arcangelo Piai

I numeri del Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG

8712 ettari di vigneti; 3357 famiglie di viticoltori, 442 aziende vinificatrici, 192 case spumantistiche che mettono sul mercato 92,1 milioni di bottiglie per un valore di 526 milioni di euro. Questa la realtà del Consorzio di Tutela, che dal 15 luglio scorso è guidato per la prima volta da una donna, Elvira Bortolomiol.

Dopo un 2019 da record, l’anteprima del Rapporto economico della Denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, curata dal C.I.R.V.E. Centro Interdipartimentale per la ricerca in viticoltura ed enologia dell’Università degli Studi di Padova, ha messo in evidenza come la Denominazione abbia saputo reagire e adeguarsi ai cambiamenti repentini di un 2020 difficile, mantenendo i livelli di produzione e vendite raggiunti nell’anno precedente.

“In generale, i volumi sono stati redistribuiti tra canali di vendita, con l’esplosione dell’online e l’espansione nella GDO.  Inoltre, alcuni mercati tradizionali come Germania e Svizzera hanno continuato a premiarci e i cali di alcuni mercati, dovuti alle chiusure forzate dell’Horeca, sono stati compensati dallo sviluppo dei mercati più giovani. La dinamicità che ci contraddistingue ci ha premiati in un anno così sfidante”, osservano dal Consorzio.