La mafia sconfitta dalla legge del cuore

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Anni Settanta: Domenico Russo e Vito Catalano hanno avuto un’infanzia difficile e sono vissuti in luoghi dove vige la legge del più forte e dove lo Stato, colpevolmente, non ha manifestato la sua presenza. Domenico è vissuto in Campania, in un paesino dove la camorra addestra i propri soldati fin da bambini, Vito in Sicilia, dove la criminalità è strutturata secondo criteri e codici ben definiti e chi non si arruola ha vita difficile. Anche qui, ovviamente, per sopravvivere è necessario assecondare le leggi imposte dal più forte. Entrambi, però, seppur in maniera diversa, troveranno la forza ed il coraggio di ribellarsi a quello che sembrerebbe un destino già segnato. Claudia Conte, scrittrice e imprenditrice culturale, con La legge del cuore (Armando Curcio Editore) ci racconta una storia di forza interiore e di riscatto, di desiderio di giustizia e di libertà. La storia di corrotti, di prepotenti e di assassini, che però dovranno vedersela con avversari speciali: due supereroi! Già, supereroi. Quelli che compaiono ciclicamente nelle varie epoche storiche, solo uomini, che però hanno una missione speciale: dedicare la propria vita alla “Giustizia”. Giustizia intesa nell’accezione più ampia possibile del termine, come valore morale irrinunciabile, che influenza il proprio modo di agire. “Quando ho iniziato a scrivere questo libro – racconta l’autrice – eravamo in piena pandemia. Secondo dati Istat e Dia la Mafia si è arricchita con il Covid e questo è fonte di grande preoccupazione. Ecco perché dico che non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia soprattutto in vista del trentennale delle stragi di Via D’Amelio e di Capaci e del quarantennale dell’introduzione del 416 bis”. Il romanzo, uscito in occasione dell’anniversario dei trent’anni (1992-2022) delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, è dedicato alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino. Per gentile concessione dell’autore e del suo editore pubblichiamo la premessa al romanzo firmata dal Procuratore Antimafia Federico Cafiero de Raho.

di Federico Cafiero de Raho

Il desiderio di uscire dagli schemi dell’eterna lotta tra il bene ed il male conduce i protagonisti della storia narrata da Claudia Conte a cimentarsi con i limiti delle proprie paure ed a superarli, in un confronto costante con il Destino, sempre in agguato e pronto a creare percorsi alternativi ed ostacoli.

La capacità dell’Autrice di intessere trame inaspettate si rivela provvidenziale in molte parti del libro, specie laddove la vicenda umana si trasforma in un dramma personale, in cui sono coinvolti affetti, amicizie, senso dell’onore e dell’appartenenza, spirito di servizio ed istinto di sopravvivenza.

Nella narrazione uomini delle Istituzioni, appartenenti alle Forze di Polizia ed alla Magistratura, si muovono in un ambiente condizionato da complotti, corruzione, interessi personali e faide, in cui l’epilogo è violento e cruento.

Storie di persone semplici, alcune cresciute nella cultura della violenza e del sopruso, si intrecciano e qualche volta si trasformano in eroi.

Il messaggio dell’Autrice è di speranza, di determinazione e di riscatto, in grado di stimolare le migliori energie e qualità morali dell’individuo, compattare le Istituzioni, in uno sforzo corale, che permetta alla Giustizia di non essere una parola vuota e priva di significato, ma di alto valore simbolico.

La criminalità si contrasta con i migliori uomini delle Istituzioni, che adempiono ai loro doveri con disciplina e onore come richiede la nostra amata Costituzione.

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Claudia Conte

Per operare adeguatamente nel contrasto alle mafie occorrono Forze di polizia e Magistrati specializzati non solo perché svolgano con la massima professionalità, lealtà, correttezza, coesione,   il loro lavoro ma anche perché in essi, in ciascuno di essi, sia sviluppata e affinata l’esperienza che consente di intuire e comprendere nella realtà fenomenica dell’agire criminale la presenza mafiosa e, più in generale, la criminalità organizzata.

La Direzione nazionale antimafia e la Direzione investigativa antimafia, che in questi giorni compiono il trentennale, sono le strutture specializzate, pensate e volute da Giovanni Falcone per rendere efficiente l’azione di contrasto dello Stato contro le mafie.

Occorre che gli uomini delle istituzioni, cui è affidato il compito di difendere la democrazia e tutelare i diritti dei cittadini, impegnino nel loro lavoro le migliori energie, osservando e applicando sempre la legge dello Stato e adottando le più avanzate tecniche investigative, come insegnarono Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino vittime, di quella mafia che per primi seppero combattere con strumenti e strategie adeguate e che furono colpiti con la identica modalità stragista.

Oggi quelle figure straordinarie sono scolpite nelle nostre memorie e tracciano la rotta della Giustizia sul percorso di annientamento delle mafie.

L’Italia ha reagito all’arroganza e alla prepotenza mafiosa, anche quando questa si è espressa in atti terroristici, sempre osservando le regole dello Stato di diritto e, senza mai deflettere, individuando modelli sempre più efficaci. Il nostro Paese ha reagito al sistema criminale della corruzione e continuato ad adottare normative sempre più adeguate, raggiungendo altissimi risultati con la cultura della giurisdizione.

Occorre continuare senza pause su questa strada di costante contrasto alle illegalità. Ma ciò non è sufficiente.

Per poter definitivamente sconfiggere le mafie, oltre alla specializzata azione repressiva, portata avanti da ciascun Paese con i migliori uomini, oltre ad una legislazione adeguata e una forte collaborazione di polizia e cooperazione giudiziaria occorre la forte presa di coscienza della società civile, che sia realmente proiettata verso il cambiamento.

La lotta alla mafia non può essere soltanto una distaccata opera di repressione giudiziaria ma deve essere un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolga tutti: così parlava Paolo Borsellino.

L’istruzione, la scuola, le università, le associazioni, la società civile tutta costituiscono la piattaforma granitica su cui deve essere realizzato un mondo rispettoso dei diritti e della dignità umana e sociale, privo di disuguaglianze. A queste riflessioni ci invita il libro di Claudia Conte.

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Claudia Conte, La legge del cuore, Armando Curcio Editore, 2022.